Meloni taglia le accise, ma soltanto sul diesel e per dieci giorni: 17 centesimi in meno, il pieno resta sopra i 100 euro

Il governo prova a spegnere l’incendio dei carburanti con un secchio d’acqua da 17 centesimi al litro. Dalla mezzanotte di martedì 28 luglio scatterà il nuovo taglio delle accise, ma il provvedimento riguarderà soltanto il gasolio e durerà fino al 6 agosto. La benzina resterà fuori, mentre milioni di italiani si preparano a partire per le vacanze con prezzi alla pompa che hanno già trasformato il pieno in una tassa sull’esodo.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto in appena un quarto d’ora. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha quantificato il costo dell’operazione in circa 125 milioni di euro e ha spiegato che lo sconto comprende accise e Iva. Per decidere che cosa accadrà dopo il 6 agosto, Palazzo Chigi ha già fissato una nuova riunione il 4 agosto, quando il governo valuterà l’andamento del petrolio e dei prezzi alla pompa.

Diciassette centesimi sul diesel, zero sulla benzina

La misura alleggerirà di 8,50 euro un rifornimento da 50 litri. Un aiuto concreto, ma insufficiente a cancellare la stangata accumulata nelle ultime settimane: secondo il Codacons, dalla scadenza del precedente sconto fiscale un pieno di gasolio era arrivato a costare quasi 14 euro in più. Anche dopo il nuovo intervento, il prezzo medio del diesel dovrebbe attestarsi attorno ai 2,015 euro al litro, lasciando il conto complessivo sopra i 100 euro.

La scelta di intervenire soltanto sul gasolio nasce dall’impennata più violenta registrata da questo carburante. Dall’inizio di luglio il diesel ha guadagnato quasi 30 centesimi al litro, mentre la benzina è salita di circa 17 centesimi. Il gasolio pesa inoltre sui costi dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della distribuzione delle merci, con effetti che si trasferiscono rapidamente sui prezzi dei prodotti acquistati dalle famiglie.

Resta però il paradosso politico: il governo protegge chi guida un’auto diesel, ma non riconosce alcuno sconto a chi usa la benzina. Il Codacons definisce la misura «deludente e insufficiente» proprio perché non impedirà agli automobilisti di affrontare partenze estive con listini ancora superiori ai due euro. Nei primi 24 giorni di luglio, secondo l’associazione, accise e Iva hanno assorbito oltre la metà della spesa sostenuta dagli italiani per ogni litro di carburante.

Meloni ammette: «Non risolve il problema»

Giorgia Meloni ha presentato il decreto come una risposta rapida alle tensioni internazionali che stanno spingendo verso l’alto il costo dell’energia. «Sappiamo che non risolve il problema», ha riconosciuto la presidente del Consiglio, rivendicando però un intervento «tempestivo e responsabile» concentrato sul carburante che incide maggiormente su trasporti, agricoltura e prezzi al consumo.

Il governo ha escluso l’aumento delle accise sui tabacchi, ipotesi circolata nelle ore precedenti e subito respinta da Lega e Forza Italia. Giorgetti ha indicato tre fonti di copertura: il meccanismo delle accise mobili maturate nel mese precedente, le sanzioni dell’Antitrust e il Fondo per gli interventi strutturali di politica economica. Il ministro ha inoltre prorogato il contributo per gli autotrasportatori e confermato un credito d’imposta destinato al settore agricolo.

Giorgetti sostiene che nessun altro Paese europeo abbia adottato una misura analoga. Il punto, però, non riguarda soltanto l’unicità dell’intervento, ma la sua durata: dieci giorni non costituiscono una politica energetica e non offrono alcuna certezza alle famiglie, alle imprese o agli operatori della logistica. Il governo ha scelto di comprare tempo, rinviando al 4 agosto la decisione su un’eventuale proroga.

Dopo il pieno arriva il rischio bollette

L’emergenza non si fermerà ai distributori. Giorgetti ha ammesso che, se il quadro internazionale non migliorerà, l’ondata dei rincari raggiungerà anche le bollette. Il governo prepara quindi nuovi interventi sul fronte dell’energia, ma dovrà trovare risorse in un bilancio che il ministro descrive già come estremamente limitato.

A settembre inizierà il nuovo ciclo di bilancio e l’esecutivo chiederà al Parlamento il mandato per attivare in Europa la clausola nazionale di deroga al Patto di stabilità. L’eventuale scostamento aprirebbe nuovi margini finanziari, ma aumenterebbe anche il debito e imporrebbe scelte molto selettive.

Per ora resta una fotografia poco rassicurante: uno sconto riservato al diesel, valido soltanto fino al 6 agosto, con il prezzo medio ancora oltre i due euro e la benzina completamente esclusa. Meloni promette una risposta tempestiva; gli automobilisti, intanto, continueranno a pagare più di cento euro per riempire un serbatoio.