Mercato del lavoro, diminuiscono cassa integrazione e beneficiari NaspI ma aumentano le domande all’Inps

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Meno cassa integrazione e meno sostegno ai disoccupati. Nel periodo compreso tra aprile e giugno 2026, il numero di ore autorizzate dall’Inps è stato pari a 119,3 milioni. Questo dato rappresenta una diminuzione dell’11,1% rispetto ai 134,1 milioni di ore dello stesso trimestre del 2025 e un calo del 7,8% rispetto al primo trimestre dell’anno in corso (129,4 milioni).

Lo dicono gli ultimi dati pubblicati dall’Osservatorio statistico Inps nel Report di luglio 2026.

I numeri della cassa integrazione ordinaria

La cassa integrazione ordinaria, storicamente destinata al settore industriale e dell’edilizia per eventi temporanei e transitori, ha registrato a giugno ha registrato 21,4 milioni di ore. Si tratta di una riduzione del 20,5% rispetto ai 26,9 milioni di giugno 2025. Se guardiamo all’intero secondo trimestre, la flessione è ancora più marcata: 56,4 milioni di ore contro i 73,2 milioni del 2025 (-22,9%).

A livello geografico, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di ore Cigo autorizzate a giugno 2026 (6 milioni), seguita dal Veneto (4,5 milioni), nonostante entrambe mostrino cali significativi rispetto all’anno precedente (rispettivamente -19,4% e +0,69% per il Veneto, che appare in controtendenza).

I numeri della cassa integrazione straordinaria

Contrariamente alla tendenza generale, la Cigs – utilizzata per crisi aziendali, ristrutturazioni e riorganizzazioni – ha mostrato segnali di crescita nel dato mensile. A giugno 2026 sono state autorizzate 27,4 milioni di ore, con un aumento del 63,9% rispetto ai 16,7 milioni di giugno 2025. Tuttavia, il dato trimestrale complessivo (58,9 milioni) risulta in calo rispetto al primo trimestre 2026 (66,5 milioni), suggerendo che l’impennata di giugno possa essere legata a specifiche crisi industriali localizzate.

Un dato balza all’occhio nell’analisi regionale: la Puglia a giugno 2026 ha visto autorizzare 11,8 milioni di ore, con una variazione tendenziale sbalorditiva del +399,6% rispetto all’anno precedente.

In calo la NaspI, maggiori aiuti ai collaboratori

A febbraio 2026, i beneficiari di NASpI sono risultati 1.185.188, con una diminuzione del 2,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Nonostante il calo dei beneficiari, le domande presentate tra gennaio e maggio 2026 (664.265) mostrano un incremento del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A livello regionale (gennaio-maggio 2026), la Campania (62.205), la Lombardia (106.544) e il Lazio (60.903) rimangono le aree con il maggior numero di richieste di sostegno al reddito post-licenziamento.

Dis-coll e disoccupazione agricola

La Dis-coll ha visto una crescita significativa delle domande nel 2025 (+25,1% rispetto al 2024) e continua a mostrare dinamismo nel 2026, con un aumento del 24,4% nelle istanze presentate nei primi cinque mesi dell’anno. Per quanto riguarda la disoccupazione agricola, i beneficiari nel 2026 (relativi agli eventi del 2025) sono stati 512.309, in lieve calo rispetto ai 524.145 dell’anno precedente.

Nel 2026, con 248,6 milioni di ore autorizzate nel primo semestre, il sistema sembra essere tornato su binari di gestione ordinaria, paragonabili ai livelli pre-crisi del 2019 (che chiuse con 276 milioni di ore in tutto l’anno).

I dati dell’Osservatorio Inps di luglio 2026 delineano un’Italia che utilizza gli ammortizzatori sociali in modo più selettivo. La diminuzione delle ore di Cigo e dei beneficiari NaspI suggerisce una certa resilienza del sistema produttivo, mentre l’incremento localizzato della Cigs e dei Fondi di Solidarietà indica la persistenza di sacche di crisi strutturale e la necessità di un monitoraggio costante per favorire le transizioni occupazionali.