«Se qualcuno è pronto a offrire più di noi ci potrà essere concorrenza e rimarremo nell’operazione finché potremo creare valore per i nostri azionisti». Carlo Messina conferma la volontà di Intesa Sanpaolo di chiudere l’Opas da 30,6 miliardi su Monte dei Paschi di Siena. Obiettivo: dare vita al secondo più grande gruppo bancario dell’Eurozona per capitalizzazione di Borsa, circa 126 miliardi di euro e con un volume di gestione patrimoniale pari 2mila miliardi.
Piazza Affari ha premiato le banche coinvolte nell’operazione
Piazza Affari ha reagito positivamente all’offerta di apparentamento di Bpm e all’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata domenica dal gruppo di Ca’ de Sass con l’indice Ftse-Mib che nel corso della seduta ha toccato i 51.240 punti. Premiate tutte le banche coinvolte nell’operazione: Unipol ha guadagnato il 4,7% chiudendo a 22,84 euro, Mediobanca il 3% (a 24,93 euro), Bper il 2,9% (a 12,63 euro), Mps il 2,6% (a 10,37 euro) e Intesa lo 0,9% (a 5,65 euro).
Messina: «I 3 miliardi messi in campo da Banca Intesa sono già una risposta ai concorrenti»
Messina, in una intervista a Bloomberg tv, ha detto che l’acquisizione di Mps «ha alte probabilità di successo» perché i 3 miliardi messi in campo da Banca Intesa sono già una «risposta ai concorrenti». Il riferimento è a Banco Bpm che poche ore prima dell’Opas di Intesa aveva inviato una proposta di “fusione tra pari” del valore di 5,5 miliardi. Per il gruppo di Piazza Meda con la prospettiva di una «potenziale generazione di utile netto a regime pari a circa 6 miliardi». «L’esito di questa operazione – ha detto Messina – sarà determinato dal prezzo che verrà offerto». Secondo il manager «non ci sarà un rilancio», cioè Bpm non farà una controfferta in denaro.
Con l’acquisizione di Mps, Ca’ de Sass si rafforzerebbe sia nella gestione del risparmio gestito sia nel campo delle assicurazioni. Andrebbe a gestire circa 1.700 miliardi di euro di attività finanziarie, oltre 27 milioni di clienti e una rete 21.000 consulenti.
Le quote di Banca Intesa in Generali
In queste ore si discute molto anche di Generali. Nell’ambito dell’offerta su Mps, il consiglio di amministrazione di Intesa «ha approvato l’acquisto di una partecipazione pari al 3,01% del capitale sociale di Assicurazioni Generali e la sottoscrizione con una primaria controparte finanziaria di un contratto derivato di copertura avente quale sottostante la stessa partecipazione». Banca Intesa ha fatto sapere di non puntare al controllo di Generali «non abbiamo interesse per questo» ha detto Messina. «La nostra intenzione – ha spiegato il manager – è mantenere il 13,2%» e la quota di utile netto collegata alla partecipazione, senza alcun «coinvolgimento nella gestione della società».
Ieri il titolo ha chiuso a 40,75 euro con una quotazione complessiva pari a 8,27 miliardi, poco meno di un terzo dell’intera capitalizzazione di Monte dei Paschi di Siena.
Mediobanca, Unipol e nuova Banca Monte dei Paschi
L’operazione su Mps si porta dietro anche Mediobanca. Il marchio storico della finanza italiana non scomparirà, ma uscirà ridimensionato dalla ristrutturazione: sarà acquisito interamente da Intesa con il pieno mantenimento di asset e personale insieme alla quota di Generali, che porterà in dote (il 13,2%) e metà delle filiali del gruppo. Unipol avrà i restanti 635 sportelli che fonderà con Bper per dare vita a Banca Monte dei Paschi: nel logo non comparirà più Siena. A supporto dell’operazione è previsto un aumento di capitale di Unipol assicurazioni fino a 2,5 miliardi di euro.
Le opzioni al vaglio di Mps
In queste ore Mps sta valutando le offerte con i suoi advisor finanziari e legali. Da una parte la fusione a titolo paritario proposto da Banco Bpm. Dall’altra l’Offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria di Intesa Sanpaolo. «Non sollecitata» la prima, «non concordata» la seconda. L’analisi avverrà «nel rispetto delle leggi e dei regolamenti» vigenti. Le due manifestazioni di interesse arrivano in un momento molto delicato per la Banca. Il gruppo guidato da Luigi Lovaglio è ancora alle prese con la ristrutturazione conseguente all’ingresso di Mediobanca. «Tutte le attività di integrazione – ha fatto sapere Mps – procedono in linea con quanto annunciato».







