Diesel, finisce lo sconto sulle accise: il gasolio sale a 2,25 euro da Eni

Mercoledì 7 ottobre il gasolio è ancora senza lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro, scaduto nella notte tra lunedì 5 e martedì 6. Alle informazioni disponibili questa mattina, il meccanismo delle accise mobili non è operativo: non risulta ancora pubblicato il decreto interministeriale Mef-Mase necessario a usare l’extragettito Iva per ridurre la tassazione. Eni ha aggiornato il proprio tetto sul diesel da 2,19 a 2,25 euro al litro, adeguandolo alla fine dell’agevolazione.

Il tetto ai prezzi di Eni resta, ma la società lo aveva collegato all’agevolazione fiscale sulle accise. Con il ritorno dell’aliquota ordinaria, il limite per il gasolio è cresciuto di 6 centesimi al litro, Iva compresa. Il prezzo massimo della benzina sulla rete Eni resta invece a 1,99 euro al litro. L’effetto alla pompa dipende comunque dai listini praticati dai singoli distributori.

Sconto sul diesel, quanto aumenta il pieno

Con la fine dello sconto sul diesel, la componente fiscale aumenta di 5 centesimi al litro: il ripristino dell’accisa equivale a 50 euro ogni mille litri. Considerando anche l’Iva, l’effetto complessivo arriva a circa 6,1 centesimi. Per un rifornimento da 50 litri, il costo aggiuntivo legato alla fine dell’agevolazione è di circa 3,05 euro.

Le ultime medie ufficiali disponibili, riferite a martedì 6 ottobre, fotografano il primo giorno senza sconto: sulla rete stradale il gasolio self service è salito a 2,244 euro al litro, dai 2,242 del giorno precedente; in autostrada la media ha raggiunto 2,267 euro, rispetto ai 2,266 precedenti. Sono valori medi nazionali, non il prezzo applicato da ogni singolo impianto, e non mostrano ancora l’andamento dei listini di mercoledì 7 ottobre.

Accise mobili, il decreto non è ancora arrivato

Il quadro si inserisce in una fase in cui i prezzi dei carburanti restano elevati e i sostegni pubblici sono cambiati più volte. La fine dello sconto sul diesel riporta al centro la discussione sui costi degli interventi per contenere i rincari e su chi debba sostenere il peso degli aumenti, tra famiglie, imprese e bilancio pubblico.

La misura delle accise mobili, annunciata come possibile risposta, avrebbe dovuto compensare in tutto o in parte la riduzione fiscale appena terminata. Senza il decreto attuativo, però, lo sconto non è partito. Il governo potrebbe ancora intervenire nei prossimi giorni, ma fino alla pubblicazione del provvedimento gli automobilisti devono fare i conti con la fine dell’agevolazione.

Il price cap di Eni e gli altri distributori

La vicenda riguarda anche l’efficacia dei tetti volontari delle compagnie. Eni ha mantenuto il price cap, ma ne ha aggiornato il livello dopo la fine dell’agevolazione; altre società hanno annunciato iniziative di contenimento senza indicare un prezzo massimo uniforme. Per gli automobilisti, il costo effettivo continua quindi a dipendere dal distributore, dalla zona e dalla modalità di vendita.

Su LaCapitale abbiamo già ricostruito il price cap annunciato da Eni e le ricadute dei rincari su famiglie e automobilisti.

La fine dello sconto sul diesel e l’aggiornamento del tetto Eni sono stati riportati anche dall’ANSA.

Leggi anche: il price cap di Eni e l’analisi sul caro carburanti e il peso sui consumatori. Per il punto aggiornato sul diesel, consulta anche il servizio dell’ANSA.