Caro carburanti, diesel oltre 2,16 euro al litro e governo in affanno: Meloni promette aiuti mirati, ma si va verso un’altra proroga delle accise

Caro benzina

Sette interventi sulle accise in sei mesi, circa due miliardi di euro impegnati per contenere il prezzo dei carburanti e il diesel che continua a viaggiare stabilmente sopra i due euro al litro. Il governo Meloni si trova davanti a un problema che diventa sempre più difficile da gestire, soprattutto mentre si avvicina la scadenza dell’ennesimo sconto fiscale.

I numeri spiegano la situazione meglio di qualsiasi polemica politica: il gasolio self costa in media 2,164 euro al litro e in autostrada raggiunge 2,237 euro. La benzina, che non beneficia più dello stesso sconto, si attesta a 2,052 euro, mentre sulla rete autostradale arriva a 2,138 euro.

A Bari, durante il discorso per celebrare il record di durata del suo esecutivo, Giorgia Meloni ha annunciato l’intenzione di cambiare sistema: basta riduzioni generalizzate delle accise, spazio ad aiuti mirati alle categorie e alle famiglie maggiormente colpite dal caro carburanti.

Il problema è riuscire a farlo in tempo.

Lo sconto sul diesel scade giovedì

L’attuale riduzione delle accise sul gasolio scadrà giovedì. Per sostituirla con un sistema selettivo occorre però stabilire chi abbia diritto agli aiuti, fissare le soglie economiche, individuare gli strumenti attraverso i quali erogarli e soprattutto trovare le risorse necessarie.

Secondo quanto ricostruito da La Stampa, tra Palazzo Chigi, ministero dell’Economia e ministero dell’Ambiente una soluzione definitiva ancora non c’è.

Sul tavolo circolano diverse ipotesi: un voucher direttamente in busta paga, sul modello dei 200 euro utilizzati durante il governo Draghi; un aumento delle disponibilità sulle social card destinate alle famiglie economicamente più fragili; oppure un intervento specifico per gli autotrasportatori.

Quest’ultima categoria rappresenta uno dei punti più delicati. Un aumento prolungato del diesel non colpisce soltanto chi deve riempire il serbatoio dell’auto: il rincaro del trasporto delle merci finisce inevitabilmente per trasferirsi sui prezzi dei prodotti, compresi quelli di prima necessità, alimentando ulteriormente l’inflazione.

Meloni vuole gli aiuti mirati, ma serve tempo

Meloni ha spiegato di voler superare il sistema degli sconti per tutti, giudicato costoso e poco selettivo. La premier ha citato anche il paradosso degli automobilisti stranieri che attraversano il confine per approfittare dei prezzi italiani calmierati.

La direzione politica appare dunque definita. I tempi tecnici molto meno.

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha indicato la fine del mese come possibile scadenza per l’arrivo dei nuovi aiuti. Un calendario che lascia scoperto il periodo immediatamente successivo alla fine dell’attuale agevolazione.

Ed è proprio qui che prende corpo l’ipotesi più probabile: un’altra proroga temporanea dello sconto sul diesel, in attesa di mettere a punto il nuovo meccanismo.

Una fonte della maggioranza citata da La Stampa parla di una decina di giorni durante i quali sarebbe necessario continuare a sostenere almeno il gasolio attraverso il sistema delle accise mobili.

Il vero problema è trovare i soldi

Finora il governo ha utilizzato strumenti diversi per finanziare gli interventi.

Per la penultima proroga il Tesoro ha anticipato parte del gettito fiscale derivante dai dividendi delle società energetiche, con una misura che ha riguardato soprattutto Eni. L’ultima è stata invece finanziata attraverso le accise mobili, utilizzando l’extragettito Iva prodotto proprio dall’aumento dei prezzi.

Ma dopo sette interventi lo spazio finanziario si è drasticamente ridotto.

Il governo deve inoltre fare i conti con un’altra priorità: uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo e mantenere sotto controllo i conti pubblici. Un nuovo intervento strutturale e costoso sui carburanti rischierebbe di complicare ulteriormente il percorso.

E il problema arriva nel momento politicamente più delicato della legislatura, con il governo che prepara l’ultima legge di Bilancio prima delle elezioni previste nel 2027.

Salvini vuole tassare gli energetici, Tajani frena

Anche all’interno della maggioranza le ricette sono differenti.

Matteo Salvini guarda a una maggiore tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. Antonio Tajani preferisce invece evitare un’imposizione diretta e propone di trattare con le aziende per ottenere un contributo straordinario.

Una soluzione tutt’altro che semplice, visto che le società interessate non sembrano entusiaste all’idea di finanziare direttamente gli interventi del governo.

Nel frattempo automobilisti e imprese continuano a pagare.

Giovedì arriverà la nuova scadenza e, nonostante l’annuncio di Meloni sul passaggio agli aiuti selettivi, il governo potrebbe essere costretto ancora una volta a prorogare il vecchio sistema. Qualche giorno in più per guadagnare tempo, trovare le risorse e decidere chi aiutare.

Con il diesel, però, che nel frattempo resta abbondantemente sopra i due euro al litro.