Stellantis lancia “FastLane”, il piano industriale da 60 miliardi di investimenti

Stabilimento auto

Si chiama “FastLane 2030” ed è il nuovo piano strategico industriale di Stellantis. Promette investimenti per un valore complessivo di 60 miliardi di euro con l’obiettivo di portare i ricavi del gruppo a 190 miliardi nel 2030.

Più tecnologia, meno costi

Il 60%, 36 miliardi, riguarderà marchi e modelli, il restante 40%, 24 miliardi, andrà alle tecnologie, ai motori e alle piattaforme globali. Più incassi, meno costi: il piano prevede 6 miliardi di tagli alle spese di bilancio e di produzione. Il gruppo conta altresì di implementare il flusso di cassa industriale di una somma equivalente, 6 miliardi, entro il 2030.

Meno auto negli stabilimenti europei

Ottocentomila auto in meno negli stabilimenti europei. Ma «gli stabilimenti non chiuderanno». Rafforzate le partnership con i produttori asiatici. Nelle fabbriche italiane arriveranno le e-car di ultima generazione.

I nuovi obiettivi

La holding italo-francese nata nel 2021 dalla fusione tra Fiat Chrysler e Psa comprende 14 grandi marchi automobilistici e aziende specializzate in servizi di mobilità e finanziari. Ora Stellantis punterà sulla produzione e sulle vendite in Nord America dove prevede di incrementare il fatturato del 25% con 11 nuovi modelli e il 35% dei volumi in più. Negli Stati Uniti «l’incremento di produzione – dice il piano strategico – dovrebbe migliorare la capacità di utilizzo degli stabilimenti dal 60% all’80% entro il 2030».

L’Europa, il mercato globale e le partnership cinesi

In Europa il gruppo punta a una crescita dei ricavi del 15% e in Sud America del 10%. Per il Medio Oriente e per Africa il nuovo piano industriale ipotizza un aumento del fatturato pari al 40%. Gli accordi con le cinesi Leapmotor e Dongfeng aprono opportunità di sviluppo nel mercato asiatico e nel Pacifico. Il piano industriale dice che il 70% degli investimenti previsti andrà ai marchi con il maggior potenziale di redditività: Jeep, Ram, Peugeot, Fiat e Pro One, la divisione veicoli commerciali.

Sessanta nuovi modelli in 5 anni

Il programma delle uscite prevede nei prossimi 5 anni il lancio sul mercato di 60 nuovi modelli e 50 restyling.  La produzione sarà incentrata soprattutto sui veicoli elettrici a batteria, ibridi plug-in o con motorizzazioni termiche o mild hybrid ad alte prestazioni.

La produzione negli stabilimenti italiani

Negli stabilimenti italiani la situazione non è delle migliori. Nel 2025 sono state realizzate 379mila unità, tra auto e veicoli commerciali, con un calo del 24,5% rispetto all’anno precedente. Da Mirafiori a Pomigliano la mappa produttiva è costellata di segni meno. Mirafiori è l’unica in crescita. In 5 anni si sono persi 12mila e 200 posti di lavoro.

Stellantis punterà sull’elettrico anche in Italia

Fiat lancerà 5 nuovi modelli, tra cui l’e-car che sarà prodotta a Pomigliano dal 2028 e che uscirà anche in una versione Citroën. Due i nuovi modelli per Alfa Romeo, tra cui un C-Suv, in uscita entro il 2030: saranno prodotti nello stabilimento di Melfi. Due nuovi modelli anche per la Maserati a Modena. Ad Atessa, invece, sarà realizzato il nuovo Ducato.

Meno auto in Europa

Il gruppo ha in programma un taglio della produzione pari a 800mila autoveicoli, passando da 4,65 milioni a 3,85 milioni di unità. Alcuni impianti saranno riconvertiti. Due stabilimenti, in Francia e in Spagna, produrranno le auto elettriche cinesi a marchio Leapmotor e Dongfeng. Il gruppo italo-francese stima che l’utilizzo di questi impianti aumenterà dal 60% all’80% entro il 2030.

L’azienda assicura: nessun arretramento

Stellantis ha detto il presidente, John Elkann «estenderà la sua offerta multi-energia con nuovi ibridi, nuovi veicoli elettrici a batteria e motorizzazioni termiche ad alta efficienza». «Entro il 2030 – ha aggiunto –  quasi il 50% dei volumi annuali globali sarà dotato di soluzioni di propulsione multiregionali, con flessibilità energetica integrata nel portafoglio prodotti». L’azienda «investirà oltre 24 miliardi di euro (il 40% degli investimenti totali) in piattaforme globali, propulsori e nuove tecnologie».

Un obiettivo ambizioso

«Ogni regione ha un piano su misura e ambizioso per crescere». Per il ceo di Stellantis, Antonio Filosa, saranno importanti anche le partnership. Il gruppo punterà sulla «localizzazione dei prodotti» e «sull’aumento delle importazioni dai partner asiatici». In Asia la cooperazione con le cinesi Leapmotor e Dongfeng prevede il sostegno alle esportazioni verso altri Paesi. Il piano industriale prevede «azioni mirate», ha detto Filosa, e sarà realizzato «senza alcuna chiusura di impianti».

Il giudizio dei sindacati

I sindacati bocciano il nuovo piano industriale. Per la Fiom Cgil «il piano non dà risposte alla crisi che vivono i lavoratori da anni, a partire dagli stabilimenti di Cassino e Termoli». «L’annuncio del lancio di due nuove vetture Maserati, che verrà discusso solo a dicembre di quest’anno, non è sufficiente – sostiene la Fiom – a risollevare le sorti dello stabilimento di Modena. Le aspettative aziendali e gli investimenti si concentrano fuori dall’Europa e dall’Italia. Il passaggio da una capacità produttiva da 4,65 milioni all’anno a 3,85 milioni rischia di tradursi in una condanna alla cassa integrazione per migliaia di lavoratrici e lavoratori del gruppo. L’assenza di una precisa collocazione dei modelli annunciati – conclude la Fiom – rischia di avere effetti drammatici sull’indotto e sulla componentistica».