Ceuta e ombre giudiziarie travolgono la Moncloa: Sánchez tace mentre esplode lo scontro istituzionale

Migranti a Ceuta

Bocche cucite alla Moncloa e silenzio dalla residenza di La Mareta a Lanzarote, dove il premier spagnolo Pedro Sánchez prosegue le vacanze estive, interrotte solo da una videoconferenza con i ministri dedicata al “caso Ceuta”. Cresce intanto la tensione istituzionale con il Senato, dove la maggioranza di centro-destra registra l’ennesima sedia vuota: dopo Fernando Grande-Marlaska la scorsa settimana, anche il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha disertato l’invito a comparire in Parlamento.

La crisi di Ceuta e lo scontro sui numeri

La situazione nell’enclave nordafricana resta incandescente. Il Partito Popolare ribadisce la linea dura, chiedendo il rimpatrio immediato di tutti i migranti entrati illegalmente. Intanto si infiamma la polemica sulle statistiche ufficiali: a fronte dei dati del ministero degli Interni che stimano 1.178 arrivi dall’afflusso di massa del 30 luglio, le autorità locali parlano di oltre 8.000 persone rimaste nell’area, tra cui 1.898 minori non accompagnati.

Dopo settimane di braccio di ferro, il governo e il governatore locale Juan Jesús Vivas hanno siglato un accordo per quattro nuove aree di accoglienza umanitaria temporanea da 1.500 posti complessivi. Le misure, tuttavia, faticano a placare la protesta: oltre cento migranti ammassati sulla spiaggia del Trampolín hanno iniziato uno sciopero della fame, mentre Vivas ha denunciato la “passività” dell’esecutivo minacciando di rivolgersi alle massime autorità giudiziarie e legislative se la sicurezza e le condizioni della città non miglioreranno entro trenta giorni.

Le ombre giudiziarie sul PSOE

Sul fronte politico interno, nuove nubi si addensano sul premier e sul Partito socialista. Stando a quanto anticipato da El Confidencial, i rapporti investigativi sui presunti finanziamenti irregolari del Psoe saranno depositati a settembre, facendo luce sui pagamenti in contanti ai dipendenti e sulle consegne di denaro presso la sede di Ferraz. Sánchez ha respinto ogni addebito in Parlamento, ribadendo che eventuali illeciti commessi da ex collaboratori sono imputabili unicamente a iniziative personali.

I controlli alle frontiere con l’Italia

Sul fronte dei movimenti internazionali, proseguono intanto i controlli mirati della polizia spagnola sui passeggeri in arrivo dai voli dall’Italia. Dall’8 agosto, data in cui Madrid ha sospeso unilateralmente l’area Schengen in risposta alla misura italiana, sono stati controllati 5.080 viaggiatori provenienti da Paesi terzi sbarcati da 462 collegamenti aerei.