Nigel Farage e i vertici di Reform UK sono finiti al centro di un polverone politico e giudiziario in Gran Bretagna a causa di un’inchiesta giornalistica condotta dal gruppo Verbatim Investigations per l’emittente pubblica Channel 4. Attraverso l’uso di telecamere nascoste, reporter in incognito e attori finti sostenitori hanno simulato la proposta di una donazione illegale da 500mila sterline (quasi 600mila euro) proveniente da un sedicente imprenditore americano.
L’inchiesta sotto copertura
Le normative britanniche, inasprite sotto l’esecutivo dell’ex primo ministro Keir Starmer, vietano tassativamente i finanziamenti politici da parte di soggetti non iscritti alle liste elettorali o non residenti nel Regno Unito. I filmati mostrano Dan Jukes, braccio destro di Farage, e James Orr, responsabile politico del partito, mentre suggeriscono di aggirare il divieto facendo figurare il denaro come donazione diretta del falso figlio britannico. Durante un incontro a Clacton-on-Sea, lo stesso Farage ha avallato lo schema definendolo «perfettamente regolare». L’inchiesta evidenzia inoltre la mancata rendicontazione di tre sondaggi d’opinione commissionati e finanziati per conto del partito per un valore di circa 32.500 sterline.
La difesa di Reform UK
L’esplosione del caso è arrivata in concomitanza con la conferenza annuale di Reform UK a Birmingham, trasformando l’evento in una trincea. Il partito ha prontamente respinto ogni accusa, parlando di una «messinscena orchestrata da attivisti per il clima finanziati dall’estero» riconducibili al Center for Climate Reporting e denunciando l’uso di video fortemente manipolati. Ciononostante, i vertici della formazione politica hanno comunicato l’avvio di un’indagine interna sulla condotta di Jukes e Orr.
Le opposizioni e le forze di governo hanno attaccato duramente il leader di Reform UK. Il Labour del premier Andy Burnham ha sollecitato chiarimenti immediati sui rapporti opachi e sulle presunte violazioni delle regole democratiche, mentre il leader dei Verdi, Zack Polanski, ha formalmente chiesto l’intervento delle autorità di pubblica sicurezza.
Le valutazioni di Scotland Yard
La posizione di Farage si complica ulteriormente sotto il profilo legale. La legge britannica impone l’obbligo di trasparenza per tutte le donazioni ammissibili superiori a 11.180 sterline e la segnalazione tempestiva di quelle non ammissibili sopra i 500 sterline.
La Commissione Elettorale ha ricordato la rigidità dei parametri normativi in vigore, demandando alle forze dell’ordine la verifica di eventuali condotte penali. Scotland Yard ha successivamente confermato di aver avviato un esame preliminare sui filmati diffusi e sul materiale d’inchiesta, per stabilire se vi siano stati tentativi sistematici di violare la legge elettorale.







