Greg Bovino, l’italo calabrese ex capo dell’ICE, apre alla corsa per la Casa Bianca 2028 e attacca Trump sulle espulsioni

Greg Bovino

Greg Bovino, ex comandante del Border Patrol e volto delle operazioni di arresto e deportazione degli immigrati irregolari nelle principali città americane, sta «assolutamente esplorando» la possibilità di candidarsi alla presidenza nel 2028. Figura controversa, rimosso da Donald Trump dopo la morte di due cittadini americani durante un’operazione, Bovino sostiene di non avere alcuna responsabilità e accusa politici locali e media di aver alimentato proteste e ostilità contro gli agenti, i «ragazzi in verde».

L’intervento davanti ai giovani repubblicani

Invitato a parlare al club dei giovani repubblicani di New York, Bovino è stato accolto con commenti sul suo cappotto verde, paragonato dal New York Times a quello dei nazisti. Ha replicato che si tratta dell’uniforme del Border Patrol dal 1924 e che furono i nazisti a copiarla. Davanti ai giornalisti stranieri ha espresso sostegno alle politiche anti-immigrazione in Europa, lodando l’Afd in Germania e criticando il governo italiano, che a suo avviso non starebbe facendo abbastanza.

Le critiche rivolte a Trump

Alla domanda se Trump stia facendo abbastanza sulle espulsioni di massa, Bovino ha risposto negativamente. Ha ricordato che il presidente aveva iniziato con decisione, ma che le deportazioni sarebbero state rallentate fino quasi ad azzerarsi. Pur definendolo «la persona giusta», lo ritiene mal consigliato. Ha interpretato il licenziamento del capo dell’Ice come un possibile segnale di svolta e ha aggiunto che il presidente dovrebbe ascoltare gli elettori e riprendere le operazioni «davanti alla porta di casa di Mamdani».

Le ombre sul 2028 e i nomi che non lo convincono

Bovino ha espresso scarsa fiducia nel vicepresidente J.D. Vance e in Marco Rubio, accusandoli di non aver mai fatto delle espulsioni un punto centrale delle loro piattaforme. Ha detto di credere che qualcuno si farà avanti, un «eroe» pronto a indossare quel manto e prendere decisioni difficili. Parole che molti hanno interpretato come un riferimento a se stesso.

Davanti al palazzo, una dozzina di manifestanti protestavano contro le operazioni di Ice e del Border Patrol. Due di loro sono riusciti a entrare pagando il biglietto da cento dollari e hanno interrotto brevemente l’incontro sollevando cartelli con la scritta «Bovino assassino».