Modena, l’ombra dell’Isis sul caso El Koudri: centinaia di ricerche su Bin Laden e stragi europee nei dispositivi del 31enne

Salim El Koudri, credit photo @web

Centinaia di ricerche sullo Stato Islamico e Osama Bin Laden, approfondimenti sulle stragi terroristiche avvenute in Europa e sulla guerra in Medio Oriente, video nei quali pronuncia frasi sconnesse e, poche ore prima dell’attacco, una registrazione in cui si raserebbe la barba. L’analisi dei dispositivi utilizzati da Salim El Koudri aggiunge nuovi elementi all’inchiesta sulla tragedia avvenuta il 16 maggio nel centro di Modena.

Quel giorno il 31enne italo-marocchino travolse con la propria automobile diversi pedoni: otto persone rimasero ferite e una donna morì successivamente per le conseguenze riportate. El Koudri risulta indagato per strage, ma allo stato attuale gli inquirenti non gli contestano né la premeditazione né l’aggravante della finalità terroristica.

Ed è proprio questo il punto più delicato dell’indagine. Il materiale trovato nei dispositivi apre interrogativi sulle ossessioni e sugli interessi coltivati dall’uomo negli anni precedenti, ma finora non sono emersi collegamenti diretti con persone o ambienti riconducibili al terrorismo.

Cinque anni di ricerche su Isis, Bin Laden e attentati

Gli accertamenti tecnici irripetibili effettuati sui device di El Koudri hanno permesso agli investigatori di ricostruire centinaia di navigazioni effettuate nell’arco di circa cinque anni. Tra queste compaiono numerose ricerche dedicate allo Stato Islamico e a Osama Bin Laden.

Non si tratterebbe dunque di qualche consultazione occasionale. Nei dispositivi figurano anche ricerche sulle grandi stragi avvenute in Europa e approfondimenti relativi alla guerra in Medio Oriente. Materiale che ora gli investigatori stanno necessariamente leggendo alla luce di quanto accaduto a Modena.

La Digos di Modena e quella di Bologna, tuttavia, non avrebbero individuato rapporti diretti tra il 31enne e soggetti considerati sospetti. Un dato fondamentale per distinguere gli interessi documentati dalla navigazione online dall’eventuale appartenenza a una rete o da una possibile matrice terroristica dell’azione.

I video e quella rasatura poche ore prima della tragedia

Nel materiale digitale sequestrato compaiono anche diversi filmati definiti deliranti, nei quali El Koudri pronuncia frasi sconnesse. Uno dei video potrebbe assumere particolare interesse nella ricostruzione delle ore immediatamente precedenti all’investimento: il 31enne si sarebbe ripreso mentre si rasava la barba poche ore prima dei fatti.

Anche questo elemento dovrà però essere interpretato nel contesto complessivo. La presenza di ricerche sull’Isis e sugli attentati, così come quella dei filmati, non basta da sola a stabilire quale fosse il movente dell’uomo quando si mise alla guida dell’auto.

Gli investigatori devono capire soprattutto se esista un filo capace di collegare il materiale digitale alla condotta del 16 maggio oppure se quelle ricerche vadano inserite nel quadro personale e psichico dell’indagato.

Migliaia di email alle aziende: «Dovete assumermi»

Dai dispositivi emerge infatti anche un altro aspetto della vita di El Koudri. Il 31enne avrebbe inviato migliaia di email ad aziende nelle quali pretendeva di ottenere un’assunzione, oltre ad aver compilato numerose richieste sui siti internet di imprese del territorio.

Un comportamento che entra adesso nel materiale a disposizione degli specialisti chiamati a ricostruire le sue condizioni psicologiche e la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

L’inchiesta si muove quindi lungo due binari che inevitabilmente si incrociano: da una parte il contenuto dei dispositivi e le ricerche sul terrorismo internazionale, dall’altra le condizioni psichiche del 31enne.

La perizia psichiatrica può diventare decisiva

Entro la fine di settembre è atteso il deposito della perizia psichiatrica su Salim El Koudri, un passaggio destinato ad avere un peso centrale nella ricostruzione giudiziaria della vicenda. Resta infatti ancora da stabilire che cosa abbia realmente spinto il 31enne a travolgere i pedoni nel centro di Modena. L’accusa attuale è quella di strage, ma senza premeditazione e senza aggravante terroristica.

Le centinaia di ricerche su Isis, Bin Laden e attentati europei aprono inevitabilmente un nuovo fronte investigativo. Non dimostrano però, allo stato degli accertamenti, che l’attacco di Modena abbia avuto una matrice terroristica. Sarà il confronto tra il materiale digitale, la dinamica del 16 maggio, gli accertamenti della Digos e le conclusioni degli specialisti a dover chiarire che cosa si nascondesse dietro quella corsa in automobile terminata con otto persone investite e una vittima.