Benjamin Netanyahu rischia di perdere il governo di Israele nonostante il Likud sia ancora il primo partito del Paese. I primi exit poll diffusi alla chiusura delle urne assegnano infatti 50 seggi al blocco del premier uscente contro i 52 del fronte del cambiamento guidato da Gadi Eisenkot. A rendere ancora più incerto il quadro sono i partiti arabi, accreditati complessivamente di 17-18 seggi, potenzialmente decisivi per la formazione della prossima maggioranza.
Il voto restituisce un Paese mobilitato come mai prima: alle 20 l’affluenza aveva già raggiunto il 74,3%, superando il 70,6% registrato nell’intera giornata elettorale del 2022. Oltre 5,4 milioni di israeliani si erano già recati alle urne.
Golan: «Il popolo ha cacciato Netanyahu»
Yair Golan, leader dei Democratici, non aspetta lo scrutinio definitivo per rivendicare il risultato. «L’opinione pubblica ha espresso la sua voce, ha cacciato il governo Netanyahu. Abbiamo ricevuto un’opportunità storica per formare un governo del cambiamento autentico in Israele e non intendiamo rinunciarvi».
Il suo partito otterrebbe tra i 9 e i 10 seggi. Golan lancia quindi un appello agli alleati: «Siamo pronti a lavorare con tutti i nostri partner, a colmare le divergenze e ad assumere le responsabilità. Il pubblico ha espresso la sua voce. Ora tocca a noi fare il lavoro».
Likud primo partito, ma Eisenkot guida il blocco più forte
Secondo gli exit poll di Channel 12, il Likud conquista 24 seggi, mentre Yashar, il partito di Eisenkot, si ferma a 22. Ma la somma delle forze alleate ribalta i rapporti: il blocco del cambiamento raggiunge 52 seggi contro i 50 di Netanyahu.
L’altra sorpresa arriva dai partiti arabi. Le proiezioni dell’emittente pubblica Kan attribuiscono 10 seggi alla Lista Unita e 7 a Ra’am. Channel 12 stima invece 18 seggi complessivi. Numeri che potrebbero renderli determinanti negli equilibri della Knesset, composta da 120 deputati.
Netanyahu prepara la battaglia per restare premier
Il premier uscente non sembra intenzionato a riconoscere una sconfitta politica. Secondo le indiscrezioni, il suo entourage starebbe preparando una dichiarazione di vittoria fondata sul primato del Likud, anche nell’eventualità che il blocco di Eisenkot ottenga più seggi.
Si profila così uno scontro sull’incarico di formare il governo. La decisione spetterà al presidente Isaac Herzog, che dovrà consultare i partiti e individuare il leader con maggiori possibilità di costruire una coalizione parlamentare.
Con 61 seggi necessari per la maggioranza assoluta, nessuno dei due blocchi dispone per ora dei numeri per governare autonomamente. Gli exit poll aprono dunque una nuova fase politica, ma non decretano ancora la fine dell’era Netanyahu.







