Mattarella avverte la politica: «La sanità pubblica è un patrimonio da difendere». E sull’intelligenza artificiale lancia l’allarme

Il Presidente Sergio Mattarella

La sanità pubblica non può diventare una vittima delle divisioni politiche. E l’intelligenza artificiale, senza regole, rischia di mettere in discussione i valori stessi della democrazia. Sergio Mattarella sceglie il Festival delle Regioni di Firenze per richiamare Governo, Parlamento e amministrazioni territoriali a due responsabilità fondamentali: difendere il diritto universale alla salute e impedire che le nuove tecnologie sfuggano al controllo delle istituzioni.

Il presidente della Repubblica, arrivato nel capoluogo toscano in treno e accolto a Palazzo Vecchio dalla sindaca Sara Funaro, affronta due questioni apparentemente distanti, ma unite dalla stessa preoccupazione: garantire che le trasformazioni della società non compromettano i diritti dei cittadini.

«La sanità pubblica è uno dei sistemi universalistici di maggior valore»

Mattarella rivendica il ruolo del Servizio sanitario nazionale come uno dei pilastri della Repubblica. La sanità pubblica, sottolinea, rappresenta «uno dei sistemi universalistici di maggior valore», un patrimonio che deve essere preservato e sviluppato.

Il richiamo arriva in una fase segnata dalle difficoltà di accesso alle cure, dai problemi organizzativi e dalle disuguaglianze territoriali. La pandemia ha messo in evidenza le fragilità del sistema, mentre il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha aperto una stagione di investimenti e riorganizzazione.

Il capo dello Stato ricorda i 15,6 miliardi di euro destinati alla sanità attraverso il Pnrr, risorse che hanno permesso alle Regioni di avviare interventi significativi. Ma il finanziamento, da solo, non basta.

Adesso occorre «garantire che le innovazioni si consolidino e che i cambiamenti migliorino effettivamente la qualità dei servizi erogati».

Il messaggio è rivolto soprattutto a chi governa la sanità: il successo delle riforme non si misura soltanto attraverso i fondi stanziati o le strutture realizzate, ma dalla capacità di offrire ai cittadini prestazioni migliori.

Il richiamo alle Regioni: «La salute non diventi terreno di scontro»

A introdurre il tema è Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, che definisce la sanità uno dei grandi patrimoni della Repubblica.

«Il diritto alla salute non può diventare terreno di scontro quotidiano», avverte Fedriga, aggiungendo che la sanità «non si governa con la paura elettorale».

Mattarella raccoglie il richiamo e invita le istituzioni a privilegiare «l’unità di intenti, la proficua collaborazione, il perseguimento di obiettivi condivisi».

Parole che assumono un peso particolare nel confronto tra Governo e Regioni sulle risorse, sulle competenze e sull’organizzazione dei servizi sanitari. Per il presidente, la tutela della salute richiede continuità amministrativa e obiettivi comuni, al di là delle contrapposizioni tra maggioranza e opposizione.

«L’intelligenza artificiale è straordinaria, ma servono regole»

L’altro grande tema dell’intervento riguarda l’intelligenza artificiale, una tecnologia che Mattarella definisce «straordinaria», ma il cui sviluppo impone nuove responsabilità alle istituzioni.

Il presidente non propone di fermare l’innovazione. Chiede invece di governarla, attraverso regole nazionali ed europee capaci di prevenire gli abusi.

È necessario agire «con efficacia affinché non prevalgano usi impropri e incontrollati», avverte.

Il rischio riguarda anche la circolazione delle informazioni e la possibilità che contenuti falsi o manipolati alterino il dibattito pubblico. In un contesto nel quale le tecnologie generative rendono sempre più semplice produrre immagini, testi e messaggi ingannevoli, la protezione della qualità dell’informazione diventa parte della difesa delle istituzioni democratiche.

Mattarella invita a non restare spettatori del crescente «potere computazionale», richiamando la necessità di mantenere al centro delle scelte tecnologiche la persona e i suoi diritti.

La democrazia davanti alle sfide della sanità e dell’IA

Il filo conduttore dell’intervento di Firenze è il rapporto tra progresso e responsabilità pubblica. Da una parte gli investimenti nella sanità, che devono produrre risultati concreti e duraturi; dall’altra l’intelligenza artificiale, che offre nuove opportunità ma richiede strumenti di controllo adeguati.

Per Mattarella, in entrambi i casi, il compito della politica consiste nel garantire che le innovazioni rafforzino i diritti anziché indebolirli.

È una questione che investe direttamente «i valori fondativi della centralità della vita umana e della nostra democrazia».

Il presidente affida così alle istituzioni un doppio impegno: difendere il carattere universale della sanità pubblica e assicurare che il potere delle nuove tecnologie rimanga subordinato ai principi democratici. Due sfide sulle quali, secondo il capo dello Stato, la collaborazione deve prevalere sulle convenienze politiche del momento.