Garlasco, Sempio verso il processo: i pm pronti a chiedere il rinvio a giudizio entro la settimana. Ma la difesa prepara il ricorso

La Procura di Pavia prepara la mossa che potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri giudiziari del delitto di Garlasco. Entro questa settimana i magistrati potrebbero chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Un’accelerazione significativa, considerando che gli inquirenti avrebbero ancora nove mesi a disposizione prima di dover compiere questo passaggio. Nei corridoi della Procura, però, si parla ormai di «tempi stretti».

La richiesta non è stata ancora formalizzata, ma l’intenzione attribuita ai pubblici ministeri è quella di trasmettere rapidamente gli atti al giudice per l’udienza preliminare. Sarà quest’ultimo a valutare se esistano le condizioni per aprire un processo a carico di Sempio. E proprio qui si annuncia uno scontro che potrebbe arrivare fino alla Corte costituzionale.

La difesa di Sempio: «Prima la revisione di Stasi, altrimenti il sistema salta»

Il problema sollevato dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia riguarda la presenza di una condanna definitiva per lo stesso omicidio.

Alberto Stasi sta terminando di scontare la pena di sedici anni inflitta per la morte della fidanzata Chiara Poggi. Nel frattempo, la nuova inchiesta ha portato Andrea Sempio al centro di un procedimento che potrebbe sfociare in un altro processo.

La difesa di Sempio contesta proprio questa possibile sovrapposizione.

«Non possono coesistere per lo stesso caso un condannato definitivo in attesa di eventuale revisione e un altro imputato. La revisione deve venire prima perché altrimenti il sistema salta», sostengono i legali.

Cataliotti e Taccia stanno quindi valutando un’istanza per sottoporre la questione alla Corte costituzionale. L’obiettivo è contestare la possibilità di procedere contro Sempio prima che venga affrontata la posizione giudiziaria di Stasi.

La questione, secondo la ricostruzione disponibile, non avrebbe precedenti direttamente sovrapponibili. Saranno i giudici a stabilire se il problema sollevato dalla difesa possa effettivamente incidere sull’iter processuale.

La revisione di Stasi e il ruolo della procuratrice Nanni

La possibile revisione della condanna di Alberto Stasi rappresenta l’altro passaggio decisivo.

Le iniziative potrebbero arrivare da due direzioni. La prima è quella della difesa dell’ex studente della Bocconi, rappresentata dagli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari, intenzionati a percorrere la strada della revisione.

La seconda riguarda la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, che potrebbe presentare autonomamente un’istanza alla Corte d’Appello di Brescia.

Su quest’ultimo fronte, tuttavia, non esistono ancora indicazioni ufficiali. Circolano indiscrezioni su un possibile orientamento favorevole della Procura generale, ma nessuna decisione risulta confermata.

L’eventuale richiesta di revisione potrebbe incidere anche sui tempi del procedimento a carico di Sempio. Una delle ipotesi è infatti che l’udienza preliminare venga sospesa in attesa degli sviluppi sulla posizione di Stasi.

Il Dna sui pedali della bicicletta e i due risultati mai comunicati

Mentre si avvicina la possibile richiesta di rinvio a giudizio, la Procura continua a lavorare su altri due filoni investigativi.

Il primo riguarda l’operato degli specialisti del Ris che parteciparono agli accertamenti del 2007. Al centro degli approfondimenti c’è anche il Dna rilevato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi.

Secondo quanto emerso, le analisi avrebbero prodotto due risultati nulli che non furono comunicati all’allora pubblico ministero Rosa Muscio.

È una circostanza sulla quale gli investigatori stanno cercando di fare chiarezza, ricostruendo la gestione degli esami e delle informazioni trasmesse all’autorità giudiziaria.

Il riserbo della Procura su questo fascicolo rimane massimo. Non sono stati resi noti gli esiti degli approfondimenti né eventuali responsabilità accertate.

L’inchiesta per corruzione e il precedente del 2017

Il secondo fronte riguarda l’ipotesi di corruzione e di un possibile condizionamento della prima indagine su Andrea Sempio, conclusa con l’archiviazione nel 2017.

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire quanto accadde in quella fase e se vi siano stati comportamenti capaci di influenzare il percorso dell’inchiesta.

Anche questo fascicolo procede parallelamente alla nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi, senza che gli accertamenti ancora in corso consentano di anticiparne le conclusioni.

La settimana decisiva per Andrea Sempio

La richiesta di rinvio a giudizio, se arriverà nei prossimi giorni, segnerà un passaggio importante ma non equivarrà all’apertura automatica del processo.

Il giudice dovrà esaminare gli atti e decidere se mandare Sempio a giudizio. Nel frattempo, la difesa potrebbe sollevare la questione costituzionale e chiedere di affrontare prima la revisione della condanna di Stasi.

È questo l’incrocio che rende particolarmente delicata la fase attuale: la Procura sembra pronta ad accelerare su Sempio, mentre i suoi avvocati preparano una battaglia per fermare o modificare il percorso processuale.

Sul tavolo non c’è soltanto il futuro giudiziario dell’indagato, ma anche il rapporto tra una sentenza definitiva e una nuova indagine sul medesimo omicidio. La prima mossa, adesso, spetta ai pubblici ministeri di Pavia.