Israele torna alle urne in elezioni segnate dalle conseguenze dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e dalle tensioni che attraversano il Paese. Sono circa 7,3 milioni i cittadini aventi diritto di voto, ovvero gli israeliani che hanno compiuto 18 anni, su una popolazione complessiva di circa 10 milioni di abitanti.
Il voto rappresenta un passaggio importante per il sistema politico israeliano, chiamato a confrontarsi con le questioni della sicurezza nazionale, della stabilità istituzionale e del futuro del governo.
Chi può votare e quali sono le regole per gli israeliani all’estero
In Israele il diritto di voto è riservato ai cittadini che hanno compiuto 18 anni. Per la maggior parte degli elettori che si trovano all’estero non è prevista la possibilità di votare fuori dal Paese. Fanno eccezione alcune categorie, tra cui diplomatici e familiari aventi diritto, militari in servizio all’estero e rappresentanti delle istituzioni nazionali impegnati fuori dai confini israeliani.
Per queste categorie è prevista una procedura di voto anticipato. Le schede vengono inserite in una doppia busta, quindi inviate in Israele per essere conteggiate al termine delle operazioni elettorali. Un sistema analogo viene utilizzato per il voto dei militari nelle basi.
La data delle elezioni in Israele
La data delle elezioni è disciplinata dalle norme che regolano il mandato della Knesset, il Parlamento israeliano. La legge prevede una scadenza ordinaria legata al calendario ebraico, con specifiche eccezioni per gli anni bisestili, mentre il voto può essere anticipato in determinate circostanze.
La giornata elettorale è considerata una festività nazionale, una misura pensata per agevolare la partecipazione dei cittadini. Le scuole rappresentano alcuni dei principali luoghi utilizzati come seggi.
Come funziona il sistema elettorale israeliano
Il sistema elettorale israeliano si basa sulla rappresentanza proporzionale in un collegio nazionale unico. Gli elettori votano una lista di partito, anziché scegliere direttamente un singolo candidato.
Per ottenere una rappresentanza parlamentare, una lista deve superare la soglia di sbarramento del 3,25% dei voti validi. I seggi della Knesset vengono quindi distribuiti in proporzione ai risultati elettorali, secondo le regole previste dalla legge. Il Parlamento israeliano è composto da 120 membri. Per sostenere un governo con una maggioranza parlamentare occorrono almeno 61 seggi.
Orari dei seggi: quando si può votare
Nella giornata elettorale, i seggi ordinari sono aperti dalle 7 alle 22. In alcune sedi particolari, tra cui comunità di dimensioni ridotte, ospedali e istituti penitenziari, possono essere applicati orari differenti.
Chi si trova già in fila al momento della chiusura può mantenere il diritto di esprimere il proprio voto, nel rispetto delle procedure stabilite dalle autorità elettorali.
Dallo scrutinio al nuovo governo dopo le elezioni
Dopo la chiusura dei seggi e lo scrutinio, i risultati vengono verificati e ufficializzati dalle autorità competenti. Successivamente possono essere presentati eventuali ricorsi secondo i termini previsti dalla legge.
La fase successiva riguarda la formazione del governo. Il presidente israeliano avvia consultazioni con i rappresentanti dei partiti eletti alla Knesset e affida l’incarico di formare l’esecutivo al parlamentare che ritiene maggiormente in grado di ottenere il sostegno della maggioranza.
Il candidato incaricato dispone normalmente di 28 giorni, con la possibilità di ottenere una proroga di ulteriori 14 giorni, per costruire una coalizione capace di raccogliere almeno 61 voti in Parlamento.
Se il tentativo fallisce, l’incarico può essere affidato a un altro candidato secondo le procedure costituzionali. Qualora non si riesca a formare un governo, si può arrivare allo scioglimento della Knesset e alla convocazione di nuove elezioni.
Il voto, dunque, non determina soltanto la composizione del Parlamento, ma apre anche una fase di trattative politiche decisive per stabilire quale maggioranza guiderà Israele nei prossimi anni.







