Una potentissima scossa di terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito oggi, 28 luglio, l’isola di Kyushu, seminando il panico nella prefettura di Kumamoto. Il sisma si è verificato alle 16:27 ora locale (le 9:27 in Italia), con ipocentro localizzato a soli 10 chilometri di profondità nella città di Uki. Il bilancio provvisorio parla di feriti, crolli e migliaia di persone in fuga.
Crolli e feriti
La situazione più critica si registra proprio a Kumamoto. La prima ministra giapponese, Sanae Takaichi, ha confermato lo scenario drammatico: «Stiamo ancora valutando l’entità dei danni, ma mi è stato comunicato che ci sono già stati diversi feriti». La premier ha poi aggiunto che si segnalano «interruzioni di corrente e incendi in alcune aree, strade e ponti danneggiati ed edifici crollati».
Secondo l’emittente nazionale Nhk, sono almeno 50 i feriti già trasportati in ospedale. Il bilancio dei danni strutturali è pesante: almeno 12 abitazioni sono rase al suolo, con quattro persone estratte dalle macerie. Massima allerta anche per un centro commerciale della catena “Aeon”, dove i vigili del fuoco segnalano diverse persone rimaste intrappolate all’interno.

Incubo Tsunami e l’ordine di evacuazione per 150mila persone
Subito dopo la scossa, l’Agenzia meteorologica giapponese (Jma) ha fatto scattare l’allerta tsunami, prevedendo onde alte oltre un metro. Sebbene l’allarme sia stato successivamente revocato, la paura resta altissima. Le autorità non hanno lasciato nulla al caso: oltre 150.000 persone hanno ricevuto l’ordine di evacuare immediatamente le proprie abitazioni.
Gli esperti della Jma avvertono che il pericolo non è passato: il sisma di oggi sta innescando un’intensa attività sismica e i residenti sono stati esortati a prestare massima attenzione nei prossimi due o tre giorni, poiché esiste il rischio concreto di nuove scosse devastanti.
Siti nucleari sotto controllo, ma torna l’incubo del 2016
Nonostante la violenza del terremoto, non si registrano anomalie nei siti nucleari della regione. La Kyushu Electric Power ha rassicurato che i tre reattori operativi hanno continuato a funzionare normalmente, anche se circa 48.300 abitazioni sono rimaste al buio a causa di blackout diffusi.
Per la città di Kumamoto si tratta di un tragico ritorno al passato. La zona era stata già devastata nell’aprile del 2016 da due violenti terremoti che causarono 278 morti. Anche il simbolo della città, il castello storico (uno dei tre più importanti del Paese), è stato nuovamente danneggiato dopo i lunghi lavori di restauro seguiti ai sismi di otto anni fa.







