Trump Jr. ed Eric, l’ombra degli investimenti nella difesa mentre la Casa Bianca aumenta la spesa militare

Donald Trump

I figli del presidente Donald Trump, Donald Jr. ed Eric, secondo un’inchiesta del Washington Post, stanno ampliando in modo significativo la loro presenza finanziaria nel settore della difesa proprio mentre l’amministrazione accelera i programmi militari.

Secondo il quotidiano, i due fratelli hanno investito — attraverso i fondi 1789 Capital e American Ventures — in oltre dodici aziende attive nelle tecnologie militari. Molte di queste hanno già ottenuto miliardi di dollari in contratti federali o sono in corsa per nuove commesse del Pentagono.

Investimenti in oltre dodici aziende

La maggior parte delle operazioni sarebbe stata effettuata dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca, un dettaglio che alimenta il sospetto di una sincronizzazione tra priorità politiche e opportunità finanziarie. American Ventures, legata a Dominari Holdings e con sede nella Trump Tower, risulta presente in undici delle quindici aziende che hanno già ottenuto appalti dal Dipartimento della Difesa.

Donald Jr., dal canto suo, è uno dei principali promotori di 1789 Capital, fondo che si presenta come interprete di un “capitalismo patriottico”, investendo in imprese considerate strategiche per la sicurezza nazionale.

Nel portafoglio dei Trump anche Space X

Nel portafoglio dei due fratelli compaiono nomi pesanti della nuova industria militare americana. SpaceX, la compagnia aerospaziale di Elon Musk, oggi tra i principali fornitori del Pentagono e dell’intelligence. E Anduril Industries, la creatura di Palmer Luckey, specializzata in droni, sistemi autonomi, sorveglianza e intelligenza artificiale applicata ai conflitti.

Secondo l’inchiesta, proprio queste due aziende rappresentano la quota predominante dei contratti governativi ottenuti dalle società presenti nei fondi dei Trump: almeno 3,2 miliardi di dollari già assegnati, altri 3,1 miliardi in opzioni contrattuali e la possibilità di concorrere a future gare pubbliche per un valore potenziale fino a 200 miliardi.

Appalti per 1,8 miliardi di dollari

Anche escludendo SpaceX e Anduril, le altre startup sostenute dai fondi dei figli del presidente hanno ottenuto appalti per 1,8 miliardi di dollari. Il tutto mentre la Casa Bianca aumenta i finanziamenti destinati a droni, sistemi autonomi, tecnologie spaziali e produzione avanzata di armamenti. Una convergenza che, per i critici, non può essere derubricata a semplice coincidenza.

La Casa Bianca respinge ogni accusa, sostenendo che i contratti vengono assegnati sulla base del merito e che Trump non è coinvolto nelle decisioni dei figli. Anche i rappresentanti di Donald Jr. ed Eric parlano di investimenti “in linea con il mercato”, negando qualsiasi forma di favoritismo.

L’inchiesta del Washington Post apre comunque un varco: quello di una famiglia presidenziale che, mentre guida la politica di difesa del Paese, consolida la propria presenza finanziaria proprio nei settori che beneficiano delle scelte dell’amministrazione.

Un chiaro conflitto di interessi

Un intreccio che merita di essere osservato con attenzione, perché racconta molto del nuovo ecosistema del potere americano, dove politica, business e sicurezza nazionale sembrano muoversi sempre più nella stessa direzione.

L’inchiesta del Washington Post mostra, inoltre, che il portafoglio dei Trump non si limita ai giganti. Ci sono startup che lavorano su tecnologie spaziali, sistemi di autonomia militare, piattaforme di intelligenza artificiale applicata alla guerra, produzione avanzata di armamenti, sensori, cybersecurity. Aziende che spesso nascono con capitali privati, crescono grazie a contratti federali e diventano rapidamente nodi strategici della rete militare americana.

Nel portafoglio dei Trump diverse startup

Il dato che emerge è duplice. Da un lato, queste imprese incarnano la trasformazione della difesa: meno burocrazia, più tecnologia; meno grandi appalti decennali, più contratti rapidi e modulabili; meno industria pesante, più software, algoritmi, satelliti e droni.

Dall’altro, la loro presenza nei fondi dei figli del presidente apre un interrogativo politico: quando gli investimenti privati coincidono con le priorità pubbliche, dove finisce la strategia nazionale e dove inizia l’interesse familiare?

Le aziende della difesa non sono semplici attori economici: sono ingranaggi della sicurezza nazionale. Capire chi le finanzia, chi le sostiene e chi ne beneficia è parte integrante di qualsiasi inchiesta sul rapporto tra potere politico e industria militare negli Stati Uniti.