Il caso del delitto di Garlasco torna sotto i riflettori con una nuova analisi tecnica che rischia di ribaltare le certezze finora acquisite. Nel corso del format digitale Dark Side, curato da Gianluca Zanella, è intervenuto Paolo Poloniato, un’autorità assoluta nel mondo delle calzature con cinquant’anni di esperienza nella progettazione per colossi come Dolomite, Montura e San Marco.
L’esperto ha analizzato l’impronta della scarpa Frau, elemento centrale nella nuova inchiesta che coinvolge Andrea Sempio. La sua analisi è netta: molte delle ricostruzioni sentite finora peccherebbero di eccessiva semplificazione.
Il punto
Secondo Poloniato, basare l’identificazione della taglia sulla semplice larghezza di un’impronta è un errore metodologico. «A me interessano le cose corrette», ha esordito l’esperto, puntualizzando come il rapporto tra piede, scarpa e traccia lasciata al suolo sia estremamente complesso.
Il punto focale è chiaro: la larghezza non determina la taglia. «È la lunghezza a definire il numero, non la larghezza», spiega il tecnico. La vestibilità di una calzatura dipende infatti da un mix di variabili: il volume interno, il tipo di allacciatura, la forma specifica e i materiali della tomaia. Un piede robusto può calzare una scarpa di numero inferiore se il modello è strutturato per il “comfort”, proprio come le calzature Frau finite al centro del dibattito.
Scarpe Frau e calzata “comfort”
L’analisi si sposta poi sulla tipologia specifica di prodotto. Le scarpe in esame appartengono a una categoria definita “comfort”, progettata per adattarsi a diverse fisionomie del piede. Poloniato contesta l’idea che una misura del piede possa, da sola, escludere la compatibilità con una determinata scarpa.
In questo tipo di prodotti, la larghezza è un elemento secondario rispetto alla capacità della tomaia di modellarsi. Di conseguenza, l’ipotesi che una pianta larga implichi necessariamente un numero superiore viene tecnicamente smentita: una calzatura comfort può ospitare piedi diversi senza che l’impronta lasciata riveli con esattezza il numero calzato.
Lunghezza della suola e deformazione
Se la larghezza è un dato fallace, la lunghezza della suola potrebbe apparire un parametro più solido, ma Poloniato invita alla massima prudenza anche su questo fronte. Il tecnico ha spiegato che il battistrada non coincide quasi mai con l’estremità totale della suola.
Inoltre, entra in gioco la dinamica della camminata: materiali diversi reagiscono in modo differente alla pressione, la deformazione durante il passo può alterare la traccia impressa, l’usura modifica la percezione della lunghezza reale.







