Vannacci spaventa il centrodestra? Sorgi: «Se arriva al 10%, Lega e Forza Italia rischiano di diventare partiti satelliti»

Il centrodestra deve temere Roberto Vannacci o provare a portarlo definitivamente dentro la coalizione? È la domanda che si pone Marcello Sorgi sulle pagine de La Stampa, analizzando la rapida ascesa di Futuro Nazionale e le possibili conseguenze sugli equilibri della maggioranza. Per il giornalista il vero nodo non riguarda tanto l’ingresso dell’ex generale nell’alleanza, quanto il peso che potrebbe conquistare se la sua crescita nei sondaggi dovesse proseguire.

Il progetto di Vannacci e il confronto con Meloni

Secondo Sorgi, l’obiettivo del leader di Futuro Nazionale sarebbe quello di consolidare il consenso del partito per poi sedersi al tavolo con Giorgia Meloni da una posizione di forza, negoziando candidature sicure alle prossime elezioni politiche e un ruolo di primo piano nella futura maggioranza. Il giornalista osserva però che molti dei temi identitari di Vannacci, dalla remigrazione alle posizioni più radicali su immigrazione e diritti civili, oggi non fanno parte del programma del centrodestra di governo.

Negli ultimi anni, ricorda Sorgi, Fratelli d’Italia avrebbe progressivamente moderato la propria immagine proprio per accreditarsi come forza di governo. Vannacci, dal canto suo, sostiene invece di rappresentare un elettorato che il centrodestra avrebbe trascurato e che potrebbe tornare decisivo alle urne.

Il rischio per Lega e Forza Italia

Per Sorgi, tuttavia, il problema politico più delicato riguarda gli equilibri interni della coalizione. Se Futuro Nazionale riuscisse davvero a raggiungere le percentuali che oggi gli attribuiscono alcuni sondaggi, o addirittura la doppia cifra auspicata dai suoi sostenitori, gli effetti ricadrebbero soprattutto sugli alleati.

La Lega, già data in alcune rilevazioni dietro al nuovo movimento di Vannacci, e Forza Italia, che rischierebbe di perdere il ruolo di secondo partito della coalizione, finirebbero per ridimensionarsi fino a trasformarsi, secondo l’analisi di Sorgi, in semplici “partiti satelliti” di un asse Meloni-Vannacci. Uno scenario che, secondo il giornalista, né Matteo Salvini né Antonio Tajani potrebbero accettare senza aprire una nuova fase di tensione all’interno del centrodestra.