Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che introduce una serie di norme pensate per contrastare la delinquenza minorile e il fenomeno delle baby gang, i cosiddetti “maranza”. È un pacchetto che aggiorna il testo già licenziato a febbraio, ampliandolo con cinque nuovi articoli dedicati alla sicurezza urbana e alle condotte violente dei più giovani.
Il fermo preventivo potrà essere effettuato dalla polizia locale
Il provvedimento estende ai minori il fermo preventivo nei casi in cui esista un fondato motivo per ritenere che possano mettere in atto comportamenti pericolosi per la sicurezza pubblica.
Il fermo potrà essere effettuato anche dalla polizia locale, misura che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito una semplice conferma di quanto già previsto, per evitare polemiche sulla portata dell’intervento.
Nuovo avviso orale del questore con divieto di aggregazione
Una parte rilevante del testo riguarda la “malamovida”, con l’introduzione di un nuovo avviso orale del questore che può includere il divieto di aggregazione. L’obiettivo è intervenire nei contesti dove si formano gruppi che generano disordini, danneggiamenti o aggressioni.
Proprio sui danneggiamenti arriva una norma specifica: quando il reato viene commesso da un gruppo di almeno cinque persone, la pena va da sei mesi a cinque anni di reclusione, con multa fino a 15 mila euro, e diventa possibile l’arresto differito in flagranza.
Lesioni personali ai danni di ufficiali di polizia giudiziaria
Il ddl interviene anche sulle lesioni personali ai danni di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza. Finora le lesioni lievi o lievissime erano perseguibili solo su querela di parte; con la nuova norma diventano procedibili d’ufficio quando avvengono durante o a causa dell’esercizio delle funzioni.
Un capitolo a parte riguarda la modifica del codice civile sul risarcimento del danno nei casi di eccesso colposo di legittima difesa.La norma nasce dal caso del gioielliere Mario Roggero, che nel 2021 uccise due rapinatori e si vide recapitare una richiesta di risarcimento da parte dei familiari.
Quando il risarcimento del danno non sarà dovuto
Il governo stabilisce che, quando il danneggiato stava compiendo determinati reati — dalla rapina al furto in abitazione, fino ai reati di violenza sessuale — il risarcimento non è dovuto. Il disegno di legge segna così una nuova fase della strategia del governo contro la criminalità giovanile, con misure che puntano a intervenire prima che le situazioni degenerino e a rafforzare la tutela degli operatori di sicurezza.







