Google cambia strategia: Gemini non sarà più attivo di default nelle scuole

Google fa marcia indietro sull’intelligenza artificiale nelle scuole. Dopo mesi di polemiche e pressioni da parte di genitori, istituti scolastici e rappresentanti politici, il colosso di Mountain View ha annunciato un’importante modifica alle proprie politiche. Gemini, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale, non verrà più attivato automaticamente per gli studenti. Spetterà agli amministratori scolastici decidere se autorizzarne l’utilizzo, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori.

La novità entrerà in vigore a livello globale, con una prima applicazione negli Stati Uniti. Google, tuttavia, non ha ancora indicato una data precisa per l’introduzione delle nuove impostazioni.

La decisione segna un cambio di rotta significativo per un’azienda che occupa una posizione centrale nel mercato delle tecnologie per l’istruzione. Negli Stati Uniti, infatti, milioni di studenti utilizzano quotidianamente servizi come Gmail, Docs e Classroom, mentre i Chromebook rappresentano alcuni dei dispositivi più diffusi negli istituti scolastici.

Gemini disattivato per impostazione predefinita

Come spiegato da Google sul proprio blog ufficiale, la nuova politica riguarda Gemini, Gemini Notebook, Gemini in Classroom e anche il motore di ricerca Google. Tutti questi servizi partiranno disattivati per gli studenti, salvo una scelta esplicita degli amministratori scolastici che potranno autorizzarne l’accesso.

La modifica introduce però un aspetto controverso. Le scuole che intendono vietare completamente l’intelligenza artificiale potrebbero dover rinunciare anche al tradizionale motore di ricerca Google, ormai profondamente integrato con le funzionalità basate sull’IA.

A chiarire le conseguenze della nuova impostazione è stato Chris Phillips, vicepresidente di Google responsabile del settore istruzione, in un’intervista al New York Times. Secondo quanto spiegato dal dirigente, gli istituti che sceglieranno di non consentire alcun utilizzo dell’intelligenza artificiale impediranno agli studenti anche di effettuare ricerche attraverso Google. Al loro posto comparirà un messaggio predisposto dalla scuola per comunicare l’indisponibilità del servizio.

Le pressioni politiche spingono Google a cambiare rotta

La decisione arriva dopo le crescenti critiche provenienti dal mondo politico statunitense. Su X, Zohran Mamdani aveva accusato Google di voler sfruttare la propria posizione dominante sul mercato per introdurre forzatamente l’intelligenza artificiale nelle scuole pubbliche.

Anche il Congresso americano aveva chiesto chiarimenti. I senatori Richard Blumenthal e Josh Hawley avevano evidenziato che oltre 150 milioni di studenti utilizzano Google Classroom nel mondo. Il mese scorso, i due parlamentari avevano sollecitato l’azienda a fornire spiegazioni sull’attivazione automatica degli strumenti di IA nei dispositivi destinati alla didattica.

Le contestazioni riguardano anche le scelte introdotte da Google ad agosto, quando l’azienda aveva integrato Gemini in Classroom, rendendo disponibili diverse funzionalità per gli studenti di tutte le età. Tra queste figuravano strumenti di supporto allo studio, quiz e schede di ripasso costruiti sulla base dei programmi scolastici.

Inizialmente, gli strumenti risultavano attivi per impostazione predefinita negli istituti che avevano già autorizzato Gemini. Con la nuova politica, invece, Google trasferisce alle amministrazioni scolastiche la responsabilità di decidere se consentirne l’utilizzo.

New York e Los Angeles valutano restrizioni sull’intelligenza artificiale

Il confronto sull’impiego dell’IA nella didattica coinvolge anche alcune delle principali città americane. A settembre, New York e Los Angeles avevano annunciato l’intenzione di introdurre limitazioni all’accesso agli strumenti di intelligenza artificiale sui dispositivi utilizzati dagli studenti durante le lezioni.

Il distretto scolastico di Los Angeles sta valutando le conseguenze dell’annuncio di Google. Un portavoce ha spiegato che l’amministrazione sta esaminando le possibili ricadute della decisione su scuole, insegnanti e studenti.

Il distretto riconosce le potenzialità dell’intelligenza artificiale nel miglioramento della didattica, ma ritiene indispensabile un’introduzione graduale e accompagnata da adeguate garanzie. La tecnologia deve affiancare il lavoro degli insegnanti, senza sostituirli, e tutelare i dati personali degli studenti.

Google difende la nuova politica: più autonomia alle scuole

Da parte sua, Google ha difeso il cambiamento, sostenendo che le nuove impostazioni garantiranno agli istituti scolastici «più scelta, non meno». L’obiettivo è rispondere alle preoccupazioni di famiglie e insegnanti, sempre più attenti alle conseguenze dell’intelligenza artificiale sui percorsi di apprendimento.

Uno dei principali timori riguarda l’utilizzo di strumenti come Gemini per completare automaticamente i compiti scolastici. Un’abitudine che potrebbe ridurre l’impegno personale degli studenti e ostacolare lo sviluppo delle capacità di ragionamento, analisi e studio autonomo.

Con questa decisione, Google affida quindi alle scuole un ruolo centrale nella gestione dell’intelligenza artificiale in classe. Gli istituti potranno stabilire se introdurre questi strumenti, con quali modalità e nel rispetto di quali regole.

Il passo indietro del colosso tecnologico arriva in una fase in cui il rapporto tra intelligenza artificiale e istruzione continua a dividere famiglie, insegnanti e istituzioni. La sfida sarà trovare un equilibrio tra innovazione tecnologica, qualità dell’apprendimento e tutela degli studenti.