Augias boccia le primarie del centrosinistra: «Sarebbero una sciagura». E chiede a Schlein e Conte di farsi da parte per un terzo nome

Corrado Augias

Corrado Augias non usa mezzi termini: le primarie per scegliere il candidato premier del centrosinistra «sarebbero una sciagura». E se Elly Schlein e Giuseppe Conte non riescono a trovare un accordo su chi debba guidare la coalizione, entrambi dovrebbero compiere un passo indietro e affidarsi a una terza personalità capace di tenere insieme le diverse anime dell’opposizione.

È la proposta che il giornalista e scrittore affida a un intervento su Repubblica, nel pieno del dibattito sulla leadership del cosiddetto campo largo in vista delle prossime elezioni politiche. Un’espressione, quest’ultima, che Augias vorrebbe addirittura mandare in pensione, definendola una «dizione vagamente funerea» e «la prima ipocrisia che bisognerebbe avere il coraggio di abolire».

«Le primarie oggi sarebbero una sciagura»

Per Augias i gazebo che in passato rappresentavano una «festa di popolo» oggi rischierebbero di trasformarsi in una resa dei conti tra Pd e Movimento 5 Stelle. Le rivalità, sostiene, sono diventate più accese e personali e le primarie finirebbero per rappresentare soltanto «un povero espediente per rimandare a domani decisioni» che i partiti non riescono ad assumere oggi.

Il problema arriverebbe soprattutto il giorno dopo il voto. «C’è qualcuno che davvero crede possibile che la parte sconfitta nella scelta del suo candidato voterebbe alle vere elezioni il candidato vincente portato dall’altra parte?», domanda Augias.

La sua risposta è negativa: gli elettori del candidato sconfitto, sia esso Conte o Schlein, difficilmente si mobiliterebbero in massa per sostenere il rivale. E una competizione nata per legittimare il leader della coalizione potrebbe quindi ottenere l’effetto contrario, lasciandosi dietro una frattura ancora più profonda.

Schlein e Conte facciano un passo indietro

Da qui la proposta destinata a far discutere: evitare lo scontro diretto tra la segretaria del Pd e il presidente del M5s e individuare una figura terza.

Secondo Augias, un vero leader politico deve essere capace di conciliare le proprie ambizioni con l’interesse generale. Nei momenti più delicati può quindi diventare necessario rinunciare temporaneamente alla propria candidatura, accettando «la presenza di un terzo che stemperi e appiani con autorevolezza le possibili divergenze».

Un gesto che il giornalista definisce di «indiscutibile nobiltà» e che, nella sua analisi, potrebbe persino rafforzare politicamente nel lungo periodo sia Conte sia Schlein.

L’allarme di Augias: «Emergenza democratica»

A rendere urgente l’accordo, secondo Augias, è soprattutto il giudizio estremamente severo che dà dell’attuale situazione politica italiana. Il giornalista parla esplicitamente di «vera emergenza democratica», denunciando quella che considera una «evidente deriva autoritaria», una compressione delle prerogative del Parlamento e una minaccia alla libertà di stampa.

Augias arriva a sostenere che nemmeno Silvio Berlusconi, da lui definito «un pessimo presidente del Consiglio», sarebbe «arrivato a tanto». Sono valutazioni politiche molto nette, attraverso le quali motiva la necessità che le opposizioni superino rapidamente divisioni e personalismi.

Il centrosinistra, sostiene, dovrebbe trovare un’intesa su pochi punti fondamentali e costruire attorno a questi un’alternativa credibile.

«La sicurezza deve essere al primo posto»

Tra i temi sui quali Augias invita l’opposizione a cambiare passo c’è anche quello della sicurezza. Un argomento tradizionalmente più favorevole al centrodestra e sul quale, secondo il giornalista, il centrosinistra dovrebbe prestare maggiore attenzione alle preoccupazioni degli elettori.

«Le statistiche dicono che i reati sono in diminuzione. Ammettiamo che sia vero», scrive. Ma i numeri, osserva Augias, possono contare relativamente quando nella società si diffonde una forte percezione di insicurezza.

È anche su questioni concrete come questa che Pd, M5s e gli altri partiti della coalizione dovrebbero costruire un programma comune. Prima, però, resta da risolvere il problema che incombe su tutti gli altri: chi dovrà guidare la sfida.

Augias chiude con un avvertimento pesantissimo a Conte e Schlein. Se non sapranno mettere da parte la rivalità e il centrosinistra perderà, si domanda, «quale condanna morale gli peserebbe addosso se consegnassero la Repubblica ai suoi avversari per non aver saputo recedere dalla loro rivalità».