Centrosinistra: Alessandro Onorato boccia l’idea di riunire i piccoli partiti di centro sotto un’unica sigla, mentre Matteo Renzi annuncia la disponibilità di Italia viva a partecipare al programma comune del centrosinistra. Due strategie differenti per affrontare la stessa questione: come costruire un’alternativa al governo di Giorgia Meloni senza disperdere il consenso tra una miriade di formazioni politiche.
Il leader di Progetto Civico teme che un’alleanza organizzativa cancelli le differenze tra i movimenti. Renzi, invece, invita a superare le divisioni che hanno complicato il dialogo tra le forze di opposizione, soprattutto nei rapporti con Giuseppe Conte.
Onorato: «Fare un’ammucchiata rischia di farci perdere le nostre specificità»
«Credo che andare divisi potrebbe essere una soluzione per arricchire e portare più consenso al centrosinistra. Unirsi, fare un’ammucchiata, rischia di farci perdere le nostre specificità».
Onorato spiega così la propria contrarietà a un contenitore unico delle forze centriste. La sua proposta punta a mantenere identità politiche distinte, pur all’interno di un confronto comune.
Il leader di Progetto Civico non chiude la porta a Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli, protagonisti del progetto Più Uno: «Ruffini e Gabrielli sono persone straordinarie, servitori dello Stato: non c’è una contrarietà verso le persone. Però ognuno deve arare il proprio campo».
Onorato rifiuta anche l’etichetta di moderato: «Io non sono moderato», chiarisce, salvo precisare che considera fondamentali il rispetto delle istituzioni e l’educazione nel confronto politico.
Poi cita due esempi per spiegare la difficoltà di classificare le proposte secondo gli schemi tradizionali: lo sport gratuito per tutti e il rimpatrio degli immigrati irregolari che commettono reati.
«Credo che unirci in provetta non sia un grande aiuto», insiste, sostenendo che più soggetti autonomi potrebbero ampliare il consenso del centrosinistra e arricchire anche il confronto delle primarie.
Il problema dei piccoli partiti e la soglia del 3%
La frammentazione del centro pone però una questione elettorale concreta. Secondo i dati riportati nel dibattito, Italia viva raccoglie il 2,3%, +Europa l’1,4% e il Partito socialista l’1%.
Altre iniziative, come Progetto Civico, Più Uno e Primavera di Vincenzo Spadafora, registrano consensi ancora più difficili da misurare nelle rilevazioni citate.
Nessuna delle percentuali indicate raggiunge autonomamente la soglia del 3%, riferimento che alimenta il confronto sulla convenienza di presentarsi insieme alle elezioni.
La questione riguarda tanto la rappresentanza parlamentare quanto il peso negoziale delle singole formazioni all’interno di un’eventuale coalizione. Correre separati può preservare le identità, ma rende necessario trovare un equilibrio tra visibilità dei partiti e capacità di trasformare i voti in seggi.
Renzi: «Tutte le forze anti-Meloni devono stare unite»
Di segno diverso la posizione di Matteo Renzi, che accoglie l’apertura del centrosinistra alla partecipazione di Italia viva al tavolo per il programma comune.
«Saremo felici di dare il nostro contributo, com’era naturale che fosse. Tutte le forze anti-Meloni devono stare unite: la stagione dei veti è finita», afferma il leader di Italia viva in un’intervista al Quotidiano Nazionale.
Renzi affronta anche le precedenti obiezioni di Giuseppe Conte alla presenza del suo partito nella coalizione: «Non rinnego il passato ma adesso possiamo parlare di futuro? Far prevalere i veti significa riconsegnare il Paese a Giorgia Meloni, il popolo di centro sinistra ci rincorrerebbe con i forconi».
Al tavolo programmatico parteciperanno, per Italia viva, Raffaella Paita e Maria Elena Boschi.
Primarie, Renzi pronto ad appoggiare Schlein
Renzi mostra disponibilità anche sulle modalità di scelta del candidato alla guida della coalizione.
«A noi va bene tutto. Se saranno a due appoggeremo convintamente Elly Schlein, se saranno aperte presenteremo un nostro candidato», annuncia.
Il leader di Italia viva immagina primarie capaci di coinvolgere l’elettorato del centrosinistra e di individuare una guida condivisa per la sfida elettorale.
Sulla possibile data delle politiche, cita le voci che indicano il 9 maggio, giorno della Festa dell’Europa, auspicando che il voto possa svolgersi proprio in quella occasione. Si tratta, al momento, di un’ipotesi evocata da Renzi e non di una data elettorale ufficiale.
Il confronto tra Onorato e Renzi lascia aperta una distinzione fondamentale: unire i partiti di centro in un solo soggetto politico oppure mantenere sigle separate all’interno di una coalizione comune. Due formule che non coincidono e sulle quali i protagonisti del centrosinistra continuano a confrontarsi.







