La festa per gli ottant’anni della Repubblica doveva essere un momento di celebrazione istituzionale, un grande evento popolare voluto dal presidente Sergio Mattarella per raccontare la storia del Paese attraverso la cultura, l’arte e i suoi protagonisti. Invece, a poche ore dalla conclusione della serata, a monopolizzare il dibattito non sono stati gli applausi, gli artisti o gli ascolti televisivi, ma l’assenza di un nome: quello di Giorgia Meloni.
Il monologo di Paola Cortellesi e la mancata citazione
Durante il suo intervento, Paola Cortellesi ha ripercorso il lungo cammino delle donne italiane, ricordando le madri costituenti, le battaglie civili e le conquiste ottenute nel corso degli ultimi decenni. Un racconto che ha toccato figure simboliche della storia repubblicana e che si è soffermato anche sulle sfide ancora aperte sul fronte della parità.
A colpire, però, è stata la mancata citazione della presidente del Consiglio. Nel discorso non è mai comparso il nome di Giorgia Meloni, la prima donna ad aver raggiunto Palazzo Chigi nella storia della Repubblica italiana. Una scelta che, secondo diverse ricostruzioni, avrebbe provocato irritazione nella premier e in una parte della maggioranza.
Il punto non riguarda tanto il giudizio politico sulla leader di Fratelli d’Italia, quanto il valore simbolico della sua elezione. Per i suoi sostenitori, infatti, l’assenza dal racconto di una serata dedicata alle donne rappresenterebbe una dimenticanza difficilmente spiegabile.
La Rai nel mirino, ma il copione arriva dal Quirinale
Come spesso accade nelle polemiche che coinvolgono la televisione pubblica, nel giro di poche ore le critiche si sono concentrate sulla Rai. Eppure, osservando la struttura dell’evento, emerge un quadro più complesso.
La manifestazione era stata fortemente voluta dal Quirinale e organizzata sotto la supervisione della Presidenza della Repubblica. La costruzione narrativa della serata, compresi i testi e i monologhi, sarebbe passata attraverso la struttura del Colle, con il coinvolgimento del consigliere per la comunicazione Giovanni Grasso e dello scrittore Maurizio De Giovanni.
La Rai, invece, avrebbe avuto principalmente il compito di produrre e trasmettere l’evento. Un ruolo importante sul piano tecnico e televisivo, ma non necessariamente determinante nella definizione dei contenuti che sono arrivati sul palco.
Per questo motivo, nelle ore successive alla polemica, molti osservatori hanno iniziato a chiedersi se il bersaglio delle accuse fosse davvero quello corretto.
Il paradosso di una festa che finisce in polemica
Il risultato finale è quasi paradossale. Una celebrazione nata per raccontare la storia della Repubblica e il contributo delle donne italiane si è trasformata in una discussione sulla donna politicamente più potente del Paese e sulla sua assenza dal racconto ufficiale della serata.
La questione continua a dividere. Da una parte c’è chi ritiene del tutto legittima la scelta artistica di Paola Cortellesi. Dall’altra chi sostiene che ignorare la prima presidente del Consiglio donna della storia italiana abbia inevitabilmente trasformato una scelta narrativa in un gesto politico.
Nel frattempo la Rai si ritrova ancora una volta al centro delle contestazioni, mentre il Quirinale mantiene il tradizionale riserbo. E proprio questo silenzio contribuisce ad alimentare interrogativi e retroscena attorno a una vicenda che, almeno nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto unire e non dividere.
Così una festa pensata per celebrare la Repubblica e la sua storia si ritrova al centro di una discussione politica inattesa. E mentre la Rai finisce ancora una volta nel mirino delle critiche, c’è chi continua a guardare verso il Quirinale per capire dove sia nato davvero il copione che ha fatto infuriare Giorgia Meloni.







