Salvini, rivolta nella vecchia Lega Nord: gli ex del Carroccio chiedono il congresso e puntano a strappare il partito ai suoi fedelissimi

Matteo Salvini

Un partito dentro il partito, o meglio un vecchio partito che qualcuno vuole riportare improvvisamente in vita. Per Matteo Salvini si apre un nuovo fronte proprio nel territorio politico dal quale tutto ebbe origine: la Lega Nord, la creatura fondata da Umberto Bossi che la trasformazione nazionale del Carroccio non ha cancellato formalmente e che adesso un gruppo di ex parlamentari e dirigenti vuole sottrarre al controllo dei salviniani.

Gli ex hanno costituito un Comitato per la convocazione del congresso federale e chiedono di restituire la parola agli organismi della vecchia Lega Nord. L’obiettivo politico appare evidente: arrivare a un congresso, cambiare gli equilibri interni e mettere fine alla gestione del commissario Igor Iezzi, deputato e fedelissimo del leader. La vicenda potrebbe sembrare una battaglia archeologica combattuta sulle rovine della Lega di Bossi. Non lo è. Perché la vecchia struttura federale esiste ancora e porta sulle spalle uno dei capitoli più pesanti della storia del Carroccio: la restituzione allo Stato dei famosi 49 milioni di euro.

La vecchia Lega Nord esiste ancora

La svolta impressa da Salvini ha trasformato profondamente il partito. Via progressivamente la centralità della Padania, spazio alla dimensione nazionale e alla costruzione della Lega per Salvini Premier, diventata il vero soggetto politico attraverso il quale il vicepremier ha portato il Carroccio prima al governo con il Movimento 5 Stelle e poi nell’attuale maggioranza di centrodestra. La Lega Nord, tuttavia, non è scomparsa giuridicamente.

La vecchia formazione è rimasta in vita dopo il 2017 e continua a gestire soprattutto le conseguenze economiche della vicenda dei rimborsi elettorali. In base all’accordo raggiunto con la Procura di Genova, deve restituire allo Stato i 49 milioni attraverso un piano dilazionato. Una sorta di bad company politica, separata dalla macchina con la quale Salvini combatte oggi le elezioni ma ancora dotata dei propri organismi statutari. Ed è precisamente dentro questa anomalia che gli oppositori del leader hanno deciso di infilarsi.

Gianluca Pini guida la riscossa degli ex

Tra i promotori dell’operazione compare Gianluca Pini, ex deputato leghista che ha lasciato il Carroccio ma conserva un elemento decisivo: fa ancora parte del consiglio federale della Lega Nord. Con lui si muove un gruppo composto da ex parlamentari ed ex segretari provinciali, intenzionati a ottenere la convocazione del congresso federale. Il bersaglio immediato è Igor Iezzi, che oggi controlla la vecchia struttura in qualità di commissario.

L’obiettivo degli ex consiste nel riportare la Lega Nord a congresso e conquistare attraverso gli organismi statutari il controllo della formazione. In termini brutali: riprendersi la vecchia Lega dalle mani di Salvini. La battaglia, naturalmente, non significa automaticamente poter mettere le mani sulla Lega che oggi si presenta alle elezioni. La Lega Nord e la Lega per Salvini Premier costituiscono infatti soggetti distinti. Ma politicamente l’operazione avrebbe un peso tutt’altro che simbolico.

Il partito di Bossi può diventare la casa degli anti-Salvini

Una Lega Nord nuovamente controllata da esponenti critici nei confronti dell’attuale segretario potrebbe trasformarsi in un punto di raccolta per quel mondo settentrionale che non ha mai digerito completamente la metamorfosi nazionale imposta da Salvini. La vecchia guardia bossiana esiste ancora. Così come sopravvive una parte dell’elettorato che rimpiange la Lega autonomista, federalista e concentrata sugli interessi economici del Nord, assai diversa dal partito sovranista e nazionale costruito negli ultimi anni.

Non è la prima volta che queste tensioni emergono. Il rapporto con Umberto Bossi ha conosciuto momenti difficilissimi e lo stesso fondatore ha più volte criticato apertamente la linea del suo successore. Anche all’interno dei territori settentrionali Salvini ha dovuto fare i conti con malumori, soprattutto quando i risultati elettorali hanno mostrato una forte distanza rispetto al 34 per cento raggiunto dalla Lega alle Europee del 2019. Adesso, però, la contestazione prova a passare dalle dichiarazioni agli statuti.

Il congresso che Salvini non vorrebbe vedere

La richiesta di convocare il congresso federale contiene quindi un’insidia politica evidente. Se il comitato riuscisse nell’operazione, la vecchia Lega Nord potrebbe eleggere nuovi vertici e trasformarsi da contenitore sostanzialmente amministrativo a soggetto capace di rivendicare apertamente l’eredità politica del Carroccio originario. E qui comincerebbe il problema per Salvini.

Non tanto per una concorrenza elettorale immediata, quanto per il valore simbolico dell’operazione. Il leader che ha conquistato la Lega trasformandola da partito territoriale a forza nazionale potrebbe ritrovarsi di fronte una formazione che porta ancora il nome storico e che gli contesta proprio la trasformazione compiuta. Gli ex potrebbero insomma appropriarsi della casa lasciata vuota durante il trasloco salviniano.

Un’altra grana per il leader

Per il momento siamo soltanto all’inizio della battaglia. Il comitato dovrà dimostrare di avere numeri, strumenti statutari e forza politica sufficienti per arrivare davvero al congresso e modificarne gli equilibri. Ma il segnale arriva in un momento delicato per Salvini. La Lega deve difendere contemporaneamente il proprio spazio dentro il centrodestra, fronteggiare la crescita di Fratelli d’Italia e impedire che i malumori settentrionali si trasformino in una contestazione organizzata.

Ora persino il vecchio involucro del partito torna a bussare alla porta. Per anni la Lega Nord è sopravvissuta quasi nell’ombra, soprattutto per regolare i conti con il passato e restituire i 49 milioni. Gli ex dirigenti vogliono invece riaccendere la luce, convocare il congresso e cambiare padrone di casa. Salvini ha trasformato la Lega per conquistare l’Italia. Adesso una parte dei suoi vecchi compagni prova a riprendersi quella che ha lasciato indietro.