Suppletive Reggio, l’affluenza rialza la testa nella sera: domenica chiusa al 14,97%, nel capoluogo è al 19,29%

La prima giornata delle elezioni suppletive di Reggio Calabria si chiude con un dato che non ribalta il quadro di una partecipazione molto bassa, ma gli imprime una direzione diversa da quella che sembrava delinearsi nelle prime ore: alle 23 ha votato il 14,97% degli aventi diritto, dopo il 3,43% registrato a mezzogiorno e il 10,26% delle 19, con un incremento di 4,71 punti nelle sole ultime quattro ore che, tradotto in termini relativi, vale quasi il 46% in più rispetto alla rilevazione precedente.

È proprio questa accelerazione serale il dato da consegnare alla seconda e ultima giornata di voto. Le urne riapriranno lunedì alle 7 e resteranno aperte fino alle 15: soltanto allora si conoscerà la dimensione effettiva dell’elettorato che avrà partecipato alla scelta del nuovo deputato del collegio uninominale Reggio Calabria-Locri.

Affluenza a Reggio Calabria, il capoluogo sale al 19,29%

Il movimento più interessante non riguarda però soltanto il dato complessivo. Dentro quel 14,97% si nasconde infatti una geografia della partecipazione estremamente diseguale, nella quale il capoluogo assume un peso decisivo.

Reggio Calabria, con 196 sezioni sulle 487 complessive, passa dal 12,55% delle 19 al 19,29% delle 23, guadagnando 6,74 punti in quattro ore e chiudendo la domenica oltre quattro punti sopra la media del collegio.

L’affluenza, naturalmente, non consente di ricavare indicazioni sulle preferenze espresse dentro le urne, ma il dato del capoluogo conta molto proprio per il peso della città nel collegio: 196 delle 487 sezioni complessive, oltre il 40%, si concentrano a Reggio. Quando il capoluogo si muove più velocemente del resto del territorio, cambia quindi anche il quadro complessivo della partecipazione.

Laganadi al 40,19%, mentre Platì si ferma al 2,34%

La mappa comunale delle elezioni suppletive di Reggio Calabria-Locri restituisce differenze ancora più nette. Laganadi arriva al 40,19%, confermandosi il Comune con la partecipazione più alta dopo aver già raggiunto il 29,43% alle 19.

Sant’Alessio in Aspromonte sale al 27,78%, Sant’Ilario dello Ionio al 25,79%, Calanna al 23,84%, San Roberto al 22,78%, Canolo al 22,44%, Cardeto al 21,78%, Scido al 20,43% e Motta San Giovanni al 20,40%.

Anche l’accelerazione serale mostra differenze notevoli: Sant’Alessio guadagna 10,79 punti tra le 19 e le 23, Laganadi 10,76 e Cardeto 9,06, mentre Reggio città recupera 6,74 punti. Complessivamente 21 dei 71 Comuni chiudono la domenica sopra la media del collegio, mentre gli altri 50 restano sotto.

All’altro capo della graduatoria la partecipazione assume dimensioni quasi residuali: Platì si ferma al 2,34%, Mammola al 3,12%, San Luca al 4,69% e Ciminà al 4,87%, mentre diversi centri della fascia ionica restano abbondantemente sotto il 10%.

Più che una sola elezione, almeno dal punto di vista dell’affluenza, il collegio sembra dunque contenere territori che reagiscono alla suppletiva in maniera profondamente diversa: alcuni piccoli Comuni dell’area aspromontana mostrano una mobilitazione molto superiore alla media, mentre in una parte della Locride il richiamo delle urne continua a rimanere debolissimo.

Elezioni suppletive, il confronto con Politiche 2022 e Monza 2023

Il confronto con il 49,40% registrato alle 23 nel 2022 fotografa una distanza enorme, ma sarebbe sbagliato leggere i due numeri come se appartenessero alla stessa tipologia di consultazione. Quattro anni fa gli elettori sceglievano l’intero Parlamento e votavano in una sola giornata; questa volta devono assegnare un unico seggio della Camera e possono recarsi alle urne anche lunedì fino alle 15.

Alle 19 il dato del 2022 aveva raggiunto il 35,48%, contro il 10,26% di questa domenica, ma allora mancavano soltanto poche ore alla chiusura definitiva dei seggi.

Un termine di paragone più utile arriva quindi dalle altre elezioni suppletive. Nell’ottobre 2023, a Monza-Brianza, dove gli elettori dovevano assegnare il seggio senatoriale rimasto vacante dopo la morte di Silvio Berlusconi, la prima giornata si chiuse con un’affluenza del 14,71%, quasi sovrapponibile al 14,97% registrato a Reggio Calabria. Il lunedì, alla chiusura definitiva delle urne, il dato raggiunse il 19,23%.

Quel precedente non permette naturalmente di prevedere quale sarà l’affluenza finale a Reggio Calabria, ma offre un confronto interessante perché anche a Monza gli elettori votarono in due giornate per assegnare un solo seggio parlamentare.

Il precedente calabrese: nel 2005 affluenza intorno al 21%

Ancora più vicino geograficamente è il precedente calabrese del 26 e 27 giugno 2005, quando nel collegio di Isola di Capo Rizzuto si tornò alle urne dopo le dimissioni di Agazio Loiero, diventato presidente della Regione.

Anche in quell’occasione gli elettori poterono votare tra domenica e lunedì e l’affluenza finale si fermò intorno al 21%. Nicodemo Oliverio conquistò il seggio con 14.275 voti e il 68,2% dei consensi validi.

Parliamo di un precedente lontano nel tempo e relativo a un collegio diverso, ma il dato ricorda quanto le elezioni suppletive abbiano storicamente una capacità di mobilitazione molto inferiore rispetto alle Politiche generali.

Reggio Calabria, lunedì decisivo: urne aperte fino alle 15

Il 14,97% della domenica può dunque suggerire due letture che non si contraddicono. L’affluenza resta molto bassa, soprattutto se la confrontiamo con quella delle elezioni politiche ordinarie, ma nelle ultime quattro ore la partecipazione ha mostrato un’accelerazione sensibile e colloca Reggio Calabria, dopo la prima giornata, praticamente sullo stesso livello raggiunto da Monza nel 2023.

Adesso diventano decisive le otto ore di apertura dei seggi di lunedì, dalle 7 alle 15. Saranno quelle ore a chiarire se l’accelerazione registrata domenica sera abbia già esaurito la propria spinta oppure se riuscirà a portare l’affluenza verso, o eventualmente oltre, quella soglia del 20% che nelle poche elezioni suppletive comparabili rappresenta già un livello tutt’altro che scontato.