Baby Gang è stato assolto dalle accuse di diffamazione e istigazione a delinquere, ma dovrà pagare una multa di 2.700 euro per la pubblicazione sui social del numero di telefono di una giornalista. Si è chiuso così, davanti alla sesta sezione penale del Tribunale di Milano, il processo di primo grado che riguardava una vicenda del 2022.
Il trapper, all’anagrafe Zaccaria Mouhib, 25 anni, era finito a processo per alcuni contenuti pubblicati sui social dopo un servizio della trasmissione televisiva “Fuori dal coro”. La sentenza è stata pronunciata il 18 settembre. L’esito è netto: le accuse di diffamazione e istigazione a delinquere non hanno retto, mentre è arrivata la condanna per il trattamento illecito di dati personali legato alla diffusione del recapito della cronista.
La giornalista, il servizio tv e la reazione di Baby Gang
La vicenda nasce da un servizio televisivo nel quale veniva raccontata anche una vicenda giudiziaria che aveva coinvolto Baby Gang. In particolare, veniva citata una rapina avvenuta a Vignate, nel Milanese. Secondo la difesa del trapper, rappresentata dall’avvocato Niccolò Vecchioni, nel servizio non sarebbe stato specificato che Baby Gang era stato scarcerato dal Tribunale del Riesame e che la richiesta di sorveglianza speciale nei suoi confronti era stata respinta. Quell’accusa di rapina, inoltre, aveva avuto successivamente un altro esito giudiziario: il cantante era stato assolto. Dopo la messa in onda del servizio, la giornalista aveva contattato Baby Gang per chiedergli un’intervista. Il trapper aveva rifiutato, ma aveva poi pubblicato alcune storie sui social rivolte contro la cronista.
Il numero di telefono pubblicato sui social
Il passaggio più delicato della vicenda riguarda proprio il numero di telefono della giornalista. Baby Gang lo aveva pubblicato sui propri profili social accompagnando la diffusione del recapito telefonico con un invito rivolto ai follower a insultare la cronista. Dopo quei post era partita una massiccia ondata di messaggi ostili nei confronti della giornalista. È questo il punto sul quale il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità del trapper: la pubblicazione del numero personale è stata considerata trattamento illecito di dati personali. Per questo episodio è arrivata la multa di 2.700 euro.
Cosa ha deciso il Tribunale
Il Tribunale ha assolto Baby Gang applicando l’esimente della reciprocità delle offese. La decisione è stata interpretata dalla difesa come il riconoscimento del carattere offensivo del servizio televisivo che aveva preceduto la reazione del trapper. “La sentenza ci lascia molto soddisfatti”, ha spiegato l’avvocato Niccolò Vecchioni, sottolineando come l’assoluzione dalla diffamazione sia arrivata proprio attraverso l’applicazione dell’esimente della reciprocità delle offese. Si tratta di uno degli aspetti centrali della sentenza perché distingue il contenuto delle pubblicazioni social dal contesto nel quale erano maturate.
Assolto anche dall’accusa di istigazione a delinquere
Baby Gang è stato inoltre assolto dall’accusa di istigazione a delinquere. La difesa aveva sostenuto che gli inviti rivolti ai follower non potessero essere considerati finalizzati alla commissione di un reato nel caso in cui l’obiettivo fosse quello di rivolgere insulti alla giornalista. L’argomento portato in aula riguardava anche la natura dell’ingiuria, che non costituisce più un reato penale. Su questo punto, dunque, il procedimento si è concluso con l’assoluzione.
L’unica condanna riguarda il trattamento dei dati personali
Alla fine, il procedimento si chiude con una condanna limitata alla diffusione del numero di telefono della giornalista. La sanzione è di 2.700 euro di multa per trattamento illecito di dati personali. Il caso mette così insieme tre diversi profili della vicenda: la reazione di Baby Gang a un servizio televisivo, l’ondata di messaggi indirizzati alla giornalista dopo la pubblicazione del suo numero e la valutazione giudiziaria dei singoli comportamenti.







