Altro che semplice colonna sonora. Bad Bunny entra nella battaglia per la presidenza del Brasile e lo fa concedendo a Luiz Inácio Lula da Silva l’utilizzo di uno dei suoi brani più politici, “Lo Que Le Pasó a Hawaii”, trasformato dalla campagna del presidente brasiliano in un inno alla sovranità nazionale e in un attacco all’influenza americana sul Paese.
Mancano ormai pochi giorni al voto del 4 ottobre e Lula combatte una sfida serratissima contro Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro e sostenuto sul piano internazionale da Donald Trump. Gli ultimi sondaggi descrivono una corsa estremamente equilibrata: differenti rilevazioni collocano i due candidati a un solo punto di distanza nell’ipotesi di ballottaggio, ma con scarti che restano dentro il margine d’errore.
È dentro questo clima che arriva Bad Bunny. Il team della superstar portoricana ha autorizzato ufficialmente la campagna di Lula a utilizzare e adattare il brano, pubblicato poi sui social del presidente brasiliano. Non è un endorsement formale, almeno per ora, ma difficilmente la scelta potrebbe apparire politicamente neutra: Bad Bunny presta a Lula proprio una canzone costruita intorno alla difesa dell’identità di un territorio dall’influenza economica e culturale degli Stati Uniti.
Bad Bunny dà a Lula la sua canzone simbolo contro l’influenza americana
La scelta di “Lo Que Le Pasó a Hawaii” non nasce certamente per caso. Nel brano originale Bad Bunny utilizza la storia delle Hawaii come avvertimento per Porto Rico e racconta il rischio di perdere territorio, identità culturale e controllo sul proprio futuro sotto la pressione economica degli Stati Uniti.
La campagna di Lula prende quel messaggio e lo trasporta direttamente in Brasile. La melodia rimane quella di Bad Bunny, mentre il testo passa al portoghese e cambia completamente scenario: al posto di Porto Rico arrivano i fiumi, le spiagge e soprattutto le terre rare brasiliane, diventate una delle risorse strategiche più ambite nella competizione internazionale.
Il messaggio della versione elettorale è inequivocabile: qualcuno vuole mettere le mani sulle ricchezze del Brasile e i brasiliani devono difenderle. Una traduzione politica perfetta del tema che Lula sta utilizzando nella fase finale della propria campagna: il Brasile non deve diventare terreno di conquista delle grandi potenze e soprattutto non deve accettare interferenze straniere nelle proprie elezioni.
Nello spot spunta anche Wagner Moura
E Bad Bunny non è l’unica star coinvolta nell’operazione. Il video elettorale si apre infatti con la voce dell’attore brasiliano Wagner Moura, diventato una celebrità internazionale con “Narcos”, che parte addirittura dall’origine del cognome Silva per costruire il racconto dell’identità nazionale.
Moura ricorda che, quando i portoghesi arrivarono nel 1500, trovarono la foresta e collega simbolicamente la parola latina silva alla storia del Paese. Da lì parte il viaggio attraverso immagini del territorio, della popolazione e delle risorse naturali brasiliane, mentre la canzone di Bad Bunny assume progressivamente una nuova identità politica.
Il risultato dura meno di un minuto, ma mette insieme due personaggi dalla gigantesca riconoscibilità internazionale e li inserisce nella narrazione scelta da Lula per l’ultimo tratto della campagna.
Lula contro Trump: «Il Brasile ha un solo padrone»
Il bersaglio politico diventa ancora più evidente quando nel video compaiono immagini dei sostenitori di Flávio Bolsonaro con bandiere degli Stati Uniti e riferimenti al rapporto tra il candidato della destra brasiliana e Donald Trump.
Lula insiste da settimane proprio su questo terreno. Nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha denunciato i tentativi di interferenza straniera nelle elezioni brasiliane e ha presentato la difesa della sovranità come uno dei temi centrali della sfida del 4 ottobre.
Lo spot porta quel messaggio direttamente dentro la campagna elettorale e lo trasforma in immagini, musica e slogan. Alla fine compare Lula con la frase che riassume l’intera operazione: «Il Brasile ha un solo padrone: il popolo brasiliano».
Il presidente ha inoltre accusato Trump di voler favorire i propri interessi in Brasile attraverso il sostegno ai suoi avversari politici, mentre la campagna presenta Flávio Bolsonaro come il candidato più vicino a Washington. Si tratta della lettura politica di Lula e del suo schieramento, mentre il candidato della destra rivendica il proprio rapporto con il presidente americano.
Perché proprio “Lo Que Le Pasó a Hawaii”
Per capire quanto pesi la concessione di Bad Bunny bisogna tornare alla canzone originale.
Il cantante portoricano l’ha costruita intorno alla paura che Porto Rico perda progressivamente la propria identità, mentre investimenti, gentrificazione e influenza economica americana trasformano il territorio e rendono sempre più difficile per una parte della popolazione continuare a viverci.
Le Hawaii diventano così il precedente storico utilizzato dal cantante per lanciare un avvertimento alla propria isola. La campagna di Lula prende esattamente quella struttura narrativa e sostituisce Porto Rico con il Brasile: non lasciate che altri decidano che cosa fare delle vostre terre, delle vostre risorse e del vostro futuro. È difficile immaginare una canzone più funzionale alla strategia scelta dal presidente brasiliano contro Bolsonaro e Trump.
Bad Bunny contro Trump, una battaglia che viene da lontano
D’altra parte, le posizioni di Bad Bunny nei confronti di Donald Trump non rappresentano una novità. Il cantante ha più volte criticato il presidente americano e le sue politiche sull’immigrazione, trasformando contemporaneamente la difesa dell’identità portoricana in uno degli elementi più riconoscibili della propria produzione artistica e della propria immagine pubblica. Per questo l’autorizzazione concessa alla campagna brasiliana assume un significato che va oltre il normale utilizzo di una canzone durante un’elezione.
Bad Bunny non ha annunciato formalmente il proprio sostegno a Lula e sarebbe quindi scorretto trasformare il permesso all’utilizzo del brano in un endorsement che l’artista non ha pronunciato. Ma il suo staff ha consapevolmente autorizzato una riscrittura elettorale della canzone destinata a uno spot che difende la sovranità brasiliana e contrappone Lula a Flávio Bolsonaro e all’influenza di Trump. Politicamente, non è proprio un dettaglio.
A pochi giorni dal voto, Lula cala la carta Bad Bunny
La tempistica completa l’operazione. Il Brasile voterà il 4 ottobre e la campagna entra nelle sue giornate decisive con Lula e Flávio Bolsonaro praticamente appaiati nelle rilevazioni sul possibile secondo turno. Lula prova quindi a trasformare la sovranità nazionale in uno degli ultimi grandi temi della campagna: da una parte il Brasile che decide autonomamente il proprio futuro, dall’altra il rischio di un’influenza americana che il presidente associa politicamente all’avversario.
E per raccontarlo sceglie due testimonial decisamente poco invisibili: Wagner Moura apre il video, Bad Bunny gli presta la musica. Non sappiamo se il cantante portoricano arriverà anche a pronunciare il fatidico «votate Lula». Per ora non lo ha fatto. Ma a pochi giorni dalle urne gli ha consegnato una delle sue canzoni più politiche e ha permesso che diventasse la colonna sonora di uno spot contro l’influenza americana sul Brasile. Per Lula, in una campagna combattuta voto su voto, è già un regalo niente male.







