Intorno alle ore 10 di questa mattina, Andrea Sempio accompagnato dai suoi legali, si appresta a varcare la soglia della Procura di Pavia per la lettura del capo di imputazione. La strategia è chiara: si avvarrà della facoltà di non rispondere. Andrea Sempio oggi è l’unico nome sul registro degli indagati: per l’accusa è stato lui a colpire Chiara Poggi con 12 colpi feroci, una reazione brutale scatenata dal rifiuto ad un approccio sessuale. Un delitto che, dopo anni di processi ad Alberto Stasi, cerca ora un nuovo colpevole definitivo.
Il cuore dell’accusa
Il cuore dell’accusa poggia su basi scientifiche tanto pesanti quanto dibattute. Sulle unghie di Chiara è stato trovato del DNA compatibile con la linea maschile di Andrea Sempio. Ma la battaglia tra esperti è aperta: per la genetista Denise Albani è impossibile dire se quel profilo sia finito lì per un contatto diretto (una colluttazione) o per un trasferimento indiretto.
A pesare c’è poi la famigerata “impronta 33”, lasciata sulla scala dove Chiara Poggi è stata uccisa con una violenza inaudita. Per gli inquirenti quella traccia appartiene ad Andrea Sempio; per i consulenti della difesa, invece, quel segno non è in alcun modo attribuibile al 38enne. Un duello tecnico da cui dipende il destino dell’indagine.
L’alibi traballante e il volto oscuro di “Andreas”
Non c’è solo la scienza a mettere all’angolo l’indagato. La Procura di Pavia sembra ormai intenzionata a smontare l’alibi di Sempio, legato a uno scontrino di un parcheggio di Vigevano che dovrebbe collocarlo lontano dalla villetta dei Poggi la mattina del 13 agosto 2007. Gli orari, secondo chi indaga, non tornano.
Ma l’elemento più inquietante emerge dalle pieghe della vita digitale dell’uomo. Sotto lo pseudonimo di ‘Andreas’, Sempio avrebbe intrattenuto numerose chat che rivelano una presunta “ossessione” verso una ragazza. Se per la difesa quella giovane era solo una barista e non Chiara, per i magistrati quei messaggi rappresentano il tassello mancante per ricostruire il movente: la rabbia di un uomo che non accettava i “no”.
La Procura è convita, avrebbe agito solo
A differenza delle piste passate, la Procura oggi è convinta: Andrea Sempio avrebbe agito da solo e così cadrebbe l’ipotesi del concorso con Alberto Stasi o con ignoti. Il quadro descritto è quello di un uomo che conosceva bene la famiglia (era amico del fratello di Chiara, Marco Poggi -ascoltato questa mattina a Pavia) e che avrebbe trasformato una visita estiva in un massacro. Mentre si attende la chiusura ufficiale delle indagini, il caso di Garlasco torna a dividere l’Italia: è la fine di un incubo giudiziario o l’inizio di un nuovo processo mediatico?







