Centrodestra, Forza Italia sfida FdI sulle intercettazioni e Lupi riapre il caso preferenze: nuove crepe nella maggioranza

Il centrodestra torna a dividersi, questa volta su due temi particolarmente delicati: le intercettazioni e la legge elettorale. Forza Italia annuncia che non sosterrà l’emendamento promosso da Fratelli d’Italia per ampliare l’utilizzabilità delle conversazioni intercettate, mentre Noi Moderati riapre la battaglia sulle preferenze, appena bocciate alla Camera anche grazie ai voti mancati all’interno della maggioranza.

A tracciare la linea degli azzurri è Giorgio Mulè. «Intendiamo andare avanti marcando il territorio sui diritti e sulle garanzie dei cittadini, che non possono conoscere passi indietro: una norma che introduce la legittimità delle intercettazioni a strascico per noi non può passare», ha dichiarato il vicepresidente della Camera durante la trasmissione Start su Sky TG24.

Mulè contro le intercettazioni «a strascico»

Il riferimento è a una proposta di modifica al decreto Giustizia e immigrazione che interviene sull’utilizzo delle intercettazioni relative a persone diverse da quelle inizialmente sottoposte a indagine. La norma ha provocato tensioni nel centrodestra e riaperto il confronto tra la linea più securitaria di Fratelli d’Italia e il garantismo rivendicato da Forza Italia.

Mulè ha escluso la possibilità di un cedimento: «Non si possono calpestare i diritti delle persone nel nome di un principio che parifica il mero sospetto all’accertamento della verità. Su questo versante non accettiamo imposizioni, nemmeno se arrivano dal fronte antimafia».

Lo scontro riguarda dunque uno dei punti identitari sui quali Forza Italia continua a cercare una propria autonomia politica rispetto al partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’emendamento, già al centro di dubbi e discussioni nella coalizione, rischia ora di non disporre dei voti necessari se gli azzurri manterranno la posizione annunciata.

Lupi ripresenterà al Senato le preferenze

Il secondo fronte riguarda la legge elettorale. Maurizio Lupi ha annunciato che Noi Moderati ripresenterà al Senato il tema delle preferenze, nonostante la proposta sia stata appena respinta alla Camera.

«Vogliamo un sistema elettorale che garantisca stabilità e governabilità, elementi essenziali sia per affrontare le nuove sfide geopolitiche sia per l’economia. Al Senato Noi Moderati riproporrà il tema delle preferenze per ridare la scelta dei rappresentanti ai cittadini», ha affermato il leader del partito.

L’annuncio assume un peso politico particolare dopo quanto accaduto a Montecitorio. L’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze è stato bocciato per un solo voto: 188 contrari e 187 favorevoli. Il voto segreto ha impedito di individuare i responsabili, ma dentro FdI i sospetti si sono immediatamente concentrati sugli alleati di Forza Italia e Lega.

La maggioranza e il rischio di una nuova imboscata

Fratelli d’Italia vorrebbe evitare che al Senato si ripeta quanto accaduto alla Camera, dove il voto ha mostrato l’impossibilità di controllare completamente i gruppi della maggioranza. La decisione di Lupi, tuttavia, riporta nel dibattito proprio la norma che aveva provocato la sconfitta e costringe gli alleati a una nuova discussione.

Il leader di Noi Moderati ha cercato di ridimensionare la portata dello scontro, sottolineando che la priorità della coalizione resta il completamento del programma di governo, a partire dalla riduzione delle tasse per i giovani. La scelta di ripresentare l’emendamento costituisce comunque una presa di distanza dalla prudenza di FdI.

Le due vicende mostrano una maggioranza ancora numericamente solida, ma attraversata da differenze politiche che diventano sempre più evidenti quando il Parlamento vota su temi sensibili. Forza Italia difende la propria identità garantista, Noi Moderati rivendica le preferenze e Fratelli d’Italia prova a evitare nuove sconfitte parlamentari. Dopo il voto segreto di Montecitorio, il passaggio al Senato si annuncia quindi tutt’altro che scontato.