GameStop punta eBay con un’offerta da 56 miliardi: il colpo di joystick per sfidare Amazon nell’e-commerce

Un colpo di joystick da 56 miliardi di dollari. GameStop, il più grande rivenditore di videogiochi e console al mondo, vuole comprare eBay e trasformarlo nel principale sfidante di Amazon. Un’operazione enorme, quasi spericolata, che sembra uscita più da una partita ad alto rischio che da un consiglio di amministrazione. E invece è finanza vera.

Dal 4 febbraio la società guidata da Ryan Cohen ha messo nel mirino eBay, di cui detiene già il 5% delle azioni. L’offerta, secondo quanto emerge, sarebbe da 56 miliardi di dollari tra azioni e contanti, al prezzo di 125 dollari per quota: circa il 20% in più rispetto alla chiusura di Wall Street di venerdì scorso.

GameStop vuole eBay: l’offerta da 56 miliardi

Il problema è che GameStop vale circa 12 miliardi di dollari, mentre eBay ne vale 46. Tradotto: il pesce piccolo vuole mangiare quello grande. O almeno provarci. In cassa GameStop avrebbe circa 9 miliardi, una cifra enorme ma non sufficiente per un’acquisizione di queste dimensioni.

Per questo Cohen avrebbe già coinvolto TD Bank, pronta a sostenere l’operazione con un prestito da 20 miliardi di dollari. Altra liquidità dovrebbe arrivare da fondi sovrani mediorientali e da altri investitori non ancora identificati.

Il board di eBay, per ora, ha fatto sapere di voler valutare l’offerta. Ma se dovesse arrivare un rifiuto, GameStop avrebbe già pronto il piano B: rivolgersi direttamente agli azionisti, bypassando il consiglio di amministrazione.

Il piano di Ryan Cohen per sfidare Amazon

L’obiettivo è chiaro: usare eBay per costruire un nuovo colosso dell’e-commerce capace di competere con Amazon. Una sfida difficilissima, ma non priva di logica. eBay resta una piattaforma globale, riconoscibile, con milioni di utenti e un’identità forte nel mercato dell’usato, del collezionismo e delle vendite tra privati.

GameStop, dal canto suo, cerca da anni una nuova identità. Il vecchio modello dei negozi fisici di videogiochi è stato travolto dalla distribuzione digitale, dallo streaming e dalle vendite online. La società ha chiuso punti vendita, ridotto costi e provato a spostarsi su segmenti più redditizi, dalle carte collezionabili ai videogiochi rétro.

eBay tra tagli, intelligenza artificiale e rilancio

A complicare l’assalto ci sono però i numeri positivi di eBay. Nel 2026 i ricavi sarebbero arrivati finora a 3,1 miliardi di dollari. La società ha inoltre avviato una cura dimagrante sui costi, puntando sull’intelligenza artificiale per rendere più rapide ed efficienti le compravendite.

A febbraio ha tagliato il 6,5% della forza lavoro, pari a circa 800 dipendenti. Una scelta dura, ma coerente con la volontà di rendere la piattaforma più snella e competitiva. Tutti elementi che potrebbero rendere il board meno incline ad accettare un’offerta, soprattutto da un acquirente molto più piccolo.

Il precedente GameStop e la rivolta di Reddit

Per capire perché GameStop possa permettersi anche solo di tentare un’operazione simile bisogna tornare al 2021, quando la società diventò il simbolo mondiale della ribellione dei piccoli investitori contro gli hedge fund.

All’epoca molti fondi scommettevano sul crollo del titolo, vendendo allo scoperto le azioni GameStop. Poi entrò in scena Reddit, in particolare la community r/WallStreetBets. Migliaia di piccoli investitori iniziarono a comprare azioni in massa, facendo esplodere il prezzo.

Il titolo, che all’inizio di gennaio 2021 valeva circa 18 dollari, arrivò il 27 gennaio oltre quota 340. Un’impennata clamorosa, diventata il caso simbolo dello short squeeze globale. I piccoli investitori vinsero la loro battaglia, almeno per un momento, mentre fondi come Melvin Capital subirono perdite pesantissime.

Dal quasi fallimento all’assalto a eBay

Quella fiammata salvò GameStop dall’orlo del baratro e le diede il tempo per provare a reinventarsi. Da allora la società ha continuato a oscillare tra promesse di rilancio, difficoltà operative e mosse di mercato aggressive.

L’offerta per eBay è il tentativo più ambizioso di trasformare definitivamente GameStop da catena di negozi in difficoltà a piattaforma globale del commercio digitale. Una mutazione radicale, che però deve fare i conti con debiti, dimensioni, governance e scetticismo degli investitori.

Una scommessa enorme

L’operazione non è impossibile. La storia recente delle acquisizioni dimostra che società più piccole possono provare a comprare aziende più grandi, soprattutto quando riescono a mettere insieme finanziamenti, partner e azionisti favorevoli. Ma resta una scommessa enorme.

Se riuscisse, Ryan Cohen diventerebbe l’uomo capace di portare GameStop dal mito Reddit all’assalto diretto ad Amazon. Se fallisse, l’operazione potrebbe restare come l’ennesima giocata audace di una società che da anni vive sospesa tra leggenda finanziaria e fragile realtà industriale.

Per ora, la partita è appena cominciata. eBay valuta, GameStop prepara le mosse successive e Wall Street osserva. Ma una cosa è già chiara: il marchio che molti davano per morto ha appena provato a premere “start” sulla partita più grande della sua storia.