Garlasco, Mentana dopo il tentato suicidio della madre di Sempio: «Non è un gioco di società, fermiamoci almeno davanti a questo»

Enrico Mentana

«Non continuiamo, almeno di fronte a un fatto del genere, con quel gioco di società». Sono parole che Enrico Mentana pronuncia durante il TgLa7 di giovedì 18 giugno, poche ore dopo la conferma del tentato suicidio di Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, oggi indagato dalla Procura di Pavia nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi.

Il direttore del telegiornale di La7 sceglie un tono sobrio e invita a non cercare spiegazioni immediate o interpretazioni affrettate sul gesto della donna, ricoverata dopo una massiccia assunzione di farmaci. Un appello che arriva in un momento in cui il caso Garlasco, diciannove anni dopo il delitto, è tornato al centro di un dibattito mediatico e social sempre più acceso.

«Un anno di pressione mediatica continua»

Commentando la vicenda, Mentana ha ricordato come Daniela Ferrari sia stata esposta per mesi a una pressione costante. La donna, ha osservato il giornalista, «è stata sottoposta per un anno a una continua pressione mediatica e a un dibattito incessante», quasi che la vicenda fosse diventata «un gioco di società».

Secondo il direttore del TgLa7, la madre di Andrea Sempio ha «sicuramente subito l’effetto di questa pressione», ma allo stesso tempo ha messo in guardia dalla tentazione di individuare spiegazioni semplicistiche. «Non serve a nulla dire “l’ha fatto perché…”, o cercare ulteriori spiegazioni», ha sottolineato Mentana. Da qui l’invito a fermarsi almeno di fronte a una vicenda tanto delicata: «Non continuiamo, almeno di fronte a un fatto del genere, con quel gioco di società».

Daniela Ferrari fuori pericolo

La madre di Andrea Sempio è ricoverata dopo il tentato suicidio avvenuto mercoledì 17 giugno. I legali del figlio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, hanno confermato che la donna ha effettivamente tentato di togliersi la vita attraverso un’overdose di farmaci.

Daniela Ferrari è stata dichiarata fuori pericolo e resta ricoverata per ulteriori accertamenti. Le cause che hanno portato al gesto possono essere ricostruite soltanto dalla diretta interessata, ma il caso ha inevitabilmente riacceso il dibattito sulle conseguenze umane della forte esposizione pubblica che accompagna le grandi vicende giudiziarie.

Andrea Sempio è attualmente indagato per omicidio volontario nell’ambito della nuova inchiesta aperta dalla Procura di Pavia sul delitto di Garlasco. Il marito della donna, Giuseppe Sempio, è invece indagato dalla Procura di Brescia nell’ambito di un diverso procedimento con l’ipotesi di corruzione.

Lo sfogo di Roberta Bruzzone

Nella stessa giornata anche Roberta Bruzzone, ospite de La Vita in Diretta, aveva puntato il dito contro il clima di odio sviluppatosi attorno alla famiglia Sempio.

La criminologa aveva sostenuto che Daniela Ferrari avrebbe tentato il suicidio «non perché abbia dubbi sul figlio», ma «perché viene macellata» da quando l’inchiesta è tornata sotto i riflettori.

Bruzzone aveva inoltre ricordato il caso dei genitori di Claudio Carlomagno, che si tolsero la vita dopo essere stati travolti dalla gogna social seguita alla confessione del figlio per il femminicidio di Federica Torzullo.

Quando il caso Garlasco supera i confini dell’aula giudiziaria

Le parole di Mentana e quelle di Bruzzone, pur con toni diversi, convergono su un punto: il caso Garlasco continua a produrre effetti che vanno oltre il piano strettamente giudiziario.

La riapertura delle indagini, le discussioni televisive, le ricostruzioni contrapposte e il dibattito permanente sui social hanno riportato al centro della scena non soltanto gli atti d’indagine, ma anche le persone che vivono ai margini della vicenda.

E proprio per questo, secondo il direttore del TgLa7, è necessario evitare che un caso giudiziario complesso e ancora aperto venga trasformato in una sorta di «gioco di società», nel quale ogni elemento viene consumato come materia di discussione continua, senza tenere conto delle conseguenze che questo può avere sulla vita delle persone coinvolte.