Legavolley, Claudio Durigon detta la linea: «Più spazio in tv, aiuti ai club e la grande pallavolo di nuovo nelle metropoli»

Claudio Durigon

Claudio Durigon prende le redini della Lega Pallavolo Serie A e mette subito sul tavolo una strategia ambiziosa: più visibilità, maggiore sostegno economico ai club, più partite accessibili al grande pubblico e un ritorno deciso della pallavolo nelle principali città italiane. Il senatore della Lega e sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, eletto di recente alla presidenza della Legavolley dopo Massimo Righi, vuole trasformare i successi sportivi del movimento in una crescita strutturale capace di coinvolgere televisioni, istituzioni, sponsor e territori.

In un’intervista concessa a Davide Romani per La Gazzetta dello Sport, Durigon ha tracciato le linee guida del proprio mandato e ha indicato nella comunicazione il primo terreno sul quale intervenire. La pallavolo italiana continua a raccogliere risultati di altissimo livello, ma secondo il nuovo presidente non riesce ancora a convertire fino in fondo quel patrimonio tecnico e sportivo in visibilità, pubblico e peso mediatico.

Più televisioni, giornali e social per allargare il pubblico

«Cercherò di dare un impulso maggiore dal punto di vista comunicativo», ha spiegato Durigon, chiamando in causa televisioni, giornali e piattaforme digitali. Il presidente punta a rendere la Serie A più riconoscibile anche fuori dalla cerchia degli appassionati e a costruire un racconto capace di accompagnare il campionato per tutta la stagione, non soltanto durante le finali o in occasione dei grandi successi internazionali.

La partita dei diritti televisivi avrà quindi un ruolo centrale. Durigon non esclude un aumento degli incontri trasmessi in chiaro e considera la maggiore accessibilità uno strumento decisivo per conquistare nuovi tifosi. Più gare gratuite significherebbero più pubblico, più attenzione per gli sponsor e una maggiore capacità dei club di consolidare il proprio radicamento nei territori.

Il nuovo presidente vuole inoltre rafforzare il rapporto tra Legavolley e mondo dell’informazione, superando una comunicazione frammentata e costruendo una presenza più continua sui diversi canali. L’obiettivo consiste nel portare la pallavolo fuori dai palazzetti e trasformarla in un prodotto sportivo capace di competere stabilmente per attenzione e investimenti.

Aiuti ai club e confronto con le istituzioni

Durigon indica nel sostegno economico alle società un’altra priorità assoluta. Molti club affrontano costi crescenti e faticano a trasformare i risultati sportivi in stabilità finanziaria. Per questo il presidente vuole aprire un confronto con le istituzioni e prorogare le agevolazioni contributive destinate alle società dilettantistiche, ritenute fondamentali per sostenere la base del movimento.

La tenuta dei club rappresenta infatti il primo requisito per garantire campionati competitivi, investimenti nei settori giovanili e continuità ai progetti sportivi. Durigon vuole mettere a disposizione della Legavolley anche la propria esperienza politica e istituzionale, costruendo un canale diretto con il governo e con gli enti locali per affrontare i problemi strutturali delle società.

Il nuovo presidente respinge però l’idea che il proprio incarico nasca da logiche politiche. Alle critiche arrivate dopo l’elezione risponde rivendicando «spirito di servizio e passione» e assicura di voler lavorare soltanto nell’interesse della pallavolo. Il legame con questo sport, racconta, risale agli anni trascorsi a Latina, quando seguiva la squadra della città e partecipava alle trasferte insieme alla famiglia.

La sfida delle grandi città: Roma, Torino, Firenze e Bologna

La geografia della pallavolo italiana costituisce uno dei dossier più delicati. Perugia, Trento e Civitanova hanno costruito negli anni modelli solidi e vincenti, mentre Milano ha ormai conquistato un ruolo stabile tra le piazze più importanti. Durigon vuole però riportare il grande volley anche nelle altre metropoli e considera strategico il recupero di città come Roma, Torino, Firenze e Bologna.

Il ritorno della Serie A nei grandi centri urbani permetterebbe di ampliare il bacino dei tifosi, attrarre nuovi sponsor e avvicinare fasce di pubblico che oggi seguono la pallavolo soltanto attraverso la Nazionale. Il progetto richiederà società solide, impianti adeguati e investitori disposti a costruire programmi duraturi, ma il presidente considera questa espansione indispensabile per compiere un salto di qualità.

Durigon non vuole comunque indebolire le realtà di provincia che hanno reso grande il campionato. La sfida consiste nel proteggere le eccellenze esistenti e, allo stesso tempo, riaprire spazi nelle città dove la pallavolo possiede tradizione, pubblico potenziale e capacità economica.

L’alleanza con il movimento femminile

Nel programma del nuovo presidente compare anche una maggiore collaborazione con la Lega Pallavolo Femminile. Durigon considera i due movimenti parti dello stesso sistema e ritiene che una strategia comune possa rafforzare l’intero settore, soprattutto sul fronte della comunicazione, degli eventi e dei rapporti con le istituzioni.

La pallavolo femminile ha costruito negli ultimi anni un seguito crescente e può offrire modelli organizzativi e mediatici utili anche al settore maschile. Una maggiore sinergia potrebbe generare iniziative condivise, valorizzare i grandi appuntamenti e presentare agli sponsor un movimento più ampio e compatto.

La nuova Legavolley parte dunque da un programma che unisce promozione, sostegno economico, espansione territoriale e collaborazione tra le diverse anime della pallavolo italiana. Durigon vuole trasformare il prestigio conquistato sui campi in un sistema più moderno e riconoscibile. Il banco di prova arriverà presto: bisognerà capire se alle dichiarazioni seguiranno più partite in chiaro, nuovi investimenti e il ritorno stabile del grande volley nelle città che da troppo tempo lo guardano soltanto da lontano.