Milan nel caos dopo il disastro Champions: Allegri lasciato solo, Ibra contestato e Cardinale pronto alla rivoluzione

Massimiliano Allegri

Il Milan è esploso nella notte più pesante della sua stagione. La sconfitta contro il Cagliari non è stata soltanto una batosta sportiva: è diventata la fotografia di un club nel caos, ferito, contestato e adesso costretto a ripensare tutto. Perché senza Champions League il conto economico cambia, i nervi saltano e le responsabilità diventano enormi.

A San Siro è andato in scena un finale amaro e nervoso. Fischi, rabbia, tensione. E soprattutto una scena che ha colpito tutti: Massimiliano Allegri lasciato praticamente solo davanti ai microfoni, mentre il resto della dirigenza spariva rapidamente dallo stadio.

Allegri scaricato

L’allenatore rossonero è stato l’unico a metterci la faccia dopo il crollo. Parole pesanti, soprattutto per chi guida il club. «Ci vuole amore e passione, a tutti i livelli», ha detto Allegri uscendo da San Siro ben oltre la mezzanotte. Un messaggio che in molti hanno letto come una frecciata diretta alla società.

Max non si è nascosto nemmeno sulle responsabilità tecniche: «Abbiamo sbagliato, ho sbagliato». Ma il suo ragionamento è più ampio. La sensazione, dentro il mondo rossonero, è che l’allenatore si senta abbandonato e convinto di aver fatto il massimo con una rosa considerata insufficiente per competere davvero fino in fondo. Il tecnico non sembra intenzionato a dimettersi. Toccherà al club decidere se andare avanti oppure aprire un nuovo ciclo.

Ibrahimovic contestato, Cardinale sparisce

Mentre Allegri parlava ai giornalisti, Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic avevano già lasciato lo stadio. L’ex attaccante svedese, oggi senior advisor di RedBird, è stato accompagnato dalla sicurezza fino al parcheggio interno tra gli insulti dei tifosi.

La contestazione contro Ibrahimovic è ormai aperta. Una parte della curva lo considera corresponsabile del fallimento sportivo e della gestione societaria degli ultimi mesi. E il fatto che nessun dirigente abbia parlato pubblicamente dopo la partita ha alimentato ancora di più la rabbia dell’ambiente.

Dentro gli spogliatoi, a confronto con la squadra, è andato soltanto l’ad Giorgio Furlani. Gli altri dirigenti hanno scelto il silenzio.

Chi rischia davvero?

La sensazione è chiarissima: al Milan nessuno può sentirsi intoccabile. Allegri è in discussione, ma non è il solo. Anche Ibrahimovic, Moncada, Calvelli e parte dell’area tecnica sono sotto osservazione.

Poche ore prima del tracollo contro il Cagliari, Cardinale aveva incontrato in un hotel del centro di Milano proprio Ibrahimovic, Calvelli, Moncada e il responsabile comunicazione Montini. Un vertice che adesso assume il sapore di una riunione d’emergenza.

Il proprietario americano resterà almeno un altro giorno a Milano per decidere il futuro del club. E le prossime ore potrebbero portare scelte drastiche.

Il dato che fa paura

A rendere ancora più pesante il disastro c’è un dato storico: per la prima volta dall’inizio della Champions League moderna, né Milan né Juventus parteciperanno alla stessa edizione del torneo.

Per il Milan significa perdere prestigio, ricavi e appeal internazionale. Senza Champions cambiano i piani sul mercato, sugli investimenti e perfino sugli stipendi. Ed è per questo che la sconfitta col Cagliari rischia di aprire davvero una rivoluzione.

Allegri, uscendo dallo stadio dopo un lungo confronto con Gabbia e Rabiot, scuoteva la testa. La fotografia perfetta di una notte rossonera finita malissimo. E che potrebbe essere soltanto l’inizio del terremoto.