Avventurarsi in acquisti al mercato senza contanti in tasca mette a rischio la possibilità di rientrare a casa con la spesa fatta. Un’indagine di Altroconsumo nei mercati rionali di nove grandi città ha evidenziato che tre venditori ambulanti su dieci rifiutano i pagamenti elettronici. L’inchiesta è stata condotta sul campo, tra il 6 e il 27 luglio scorso, su un campione di 90 banchetti, a Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Milano, Napoli, Padova, Roma e Torino.
Minore è l’entità dell’acquisto, maggiore la possibilità di vedersi rifiutare la richiesta. Questa resistenza è motivata prevalentemente dalla mancanza del terminale Pos, da presunti guasti tecnici o difficoltà di connessione o dall’imposizione di soglie minime di spesa al di sotto delle quali il dispositivo elettronico pare non dia segni di vita. Sistema ben rodato e diffuso ovunque, da Nord a Sud, sebbene la normativa vigente obblighi gli esercenti ad accettare la moneta digitale.
La riluttanza dei venditori è alimentata soprattutto dal peso economico delle commissioni bancarie, che incidono negativamente sui piccoli guadagni a differenza di quanto accade per la grande distribuzione. Nonostante Altroconsumo registri un generale miglioramento rispetto al passato, la propensione all’uso della carta varia notevolmente da città a città, con aree completamente digitalizzate e altre fortemente legate al contante. Nonostante una positiva predisposizione a venire incontro agli acquirenti, tre venditori su dieci dicono ancora no ai pagamenti elettronici.
I numeri del rifiuto: la barriera dei micro-importi
La resistenza alle carte di credito e al bancomat cresce in modo inversamente proporzionale all’importo della spesa. L’indagine evidenzia come la quasi totalità dei dinieghi si concentri sulle cifre più basse. Sotto i 3 euro il 35,7% dei rifiuti ha riguardato micro-spese inferiori a questa soglia. La quota più alta di no, pari al 40%, si registra tra i 3 e gli 8 euro. Sopra gli 8 euro le resistenze crollano drasticamente, con appena il 5,7% di rifiuti.
Tra le motivazioni fornite dagli ambulanti, ben il 75% di chi ha rifiutato la carta ha dichiarato di non possedere il Pos. Le altre giustificazioni spaziano dall’importo ritenuto troppo basso (8,3%) alla richiesta di un limite minimo di spesa (solitamente tra i 5 e i 10 euro, pari all’8,3%), fino al presunto malfunzionamento del terminale (4,2%).
La mappa geografica: dal “100% digitale” alla maglia nera del Sud
L’accettazione della moneta elettronica divide nettamente l’Italia dei mercati rionali.
Altroconsumo ha verificato che Milano, Padova e Cagliari è possibile fare l’intera spesa quotidiana senza contanti. Nella città sarda si pagano regolarmente con carta la ricotta da 1,50 euro o i pomodori da 2 euro. A Padova molti operatori trasformano lo smartphone in Pos inviando lo scontrino via email. Nel capoluogo lombardo la carta viene accettata persino per acquistare un pezzo di pane da 1,50 euro senza alcuna richiesta di spesa minima o malumore.
A Torino e Roma i rifiuti si fermano a 2 casi su 10, legati per lo più all’importo ridotto (con cartelli non a norma che impongono minimi da 5 euro o Pos lenti a prendere la linea). A Bologna e Bari i no salgono a 3 su 10. Emblematico il caso bolognese, dove un fruttivendolo ha preferito regalare due pesche da 2 euro pur di non accendere il terminale, mentre a Bari uno sconto su uno shampoo è stato revocato appena il cliente ha estratto la carta. Le maggiori criticità si concentrano a Genova, dove 6 bancarelle su 10 rifiutano la carta, e a Napoli, maglia nera della rilevazione, con 7 ambulanti su 10 che accettano solo contanti.
Normative, sanzioni e il nodo delle commissioni bancarie
Dal punto di vista legislativo, l’obbligo di accettare pagamenti elettronici senza alcuna soglia minima di spesa vige per tutti gli esercenti e ambulanti dal 2014. Dal 2022 sono entrate in vigore anche le relative sanzioni: per chi rifiuta un pagamento con carta è prevista una multa di 30 euro, a cui si aggiunge il 4% del valore della transazione rifiutata.
Se la legge parla chiaro, la causa principale della reticenza risiede nella struttura dei costi. A differenza della grande distribuzione, i piccoli ambulanti non muovono volumi di vendita sufficienti per negoziare commissioni ridotte con gli operatori finanziari e finiscono per subire costi proporzionalmente salati sui micro-incassi.
Prospettive e vantaggi per la collettività
Una svolta decisiva per accrescere la concorrenza e abbattere le commissioni potrebbe giungere dall’Euro digitale, attualmente in fase di sperimentazione e previsto per il 2029. Trattandosi di una piattaforma pubblica europea, rappresenterà un’alternativa gratuita ai circuiti internazionali (come Visa, Mastercard o PayPal).
I vantaggi della transizione verso i pagamenti digitali restano comunque strategici per l’intero sistema Paese. La tracciabilità dei flussi permette di far emergere il sommerso fiscale. Non usare portafogli e contanti riduce i rischi di furti e borseggi tra le corsie dei mercati. Infine, dice Altroconsumo, ridurre l’uso di banconote e spiccioli abbatte gli ingenti costi legati alla gestione, al trasporto e alla protezione del denaro contante.







