Le parole della donna che si trovava accanto a Federico Venco potrebbero rappresentare uno dei passaggi più importanti dell’inchiesta sull’omicidio di Somma Lombardo. Agli investigatori, dopo un primo momento di esitazione, l’ex compagna di Mirko Bertellini ha descritto l’investimento come un gesto deliberato, sostenendo che il 43enne non avrebbe perso il controllo dell’auto, ma avrebbe scelto di colpire volontariamente il 36enne che aveva appena conosciuto.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Federico Venco si era fermato soltanto per aiutare la donna, rimasta in difficoltà mentre cercava di raggiungere il luogo dell’appuntamento fissato con l’ex compagno. Bertellini, vedendoli insieme, avrebbe interpretato quella scena come l’incontro tra la sua ex e un nuovo partner, decidendo di investirlo.
«Lo ha voluto uccidere. Avrebbe ammazzato anche me»
La testimonianza della donna, riportata dal Corriere della Sera, appare particolarmente pesante. Dopo una breve pausa concessa dagli investigatori, avrebbe raccontato senza più esitazioni ciò che aveva visto.
«Lo ha voluto uccidere, e sceso dalla macchina avrebbe ucciso anche me, se avesse potuto, di sicuro», avrebbe dichiarato agli investigatori. Poi avrebbe aggiunto un dettaglio che, se confermato dagli accertamenti, rafforzerebbe l’ipotesi dell’omicidio volontario: Bertellini «lo ha puntato per investirlo».
Si tratta di parole che si aggiungono alle testimonianze raccolte sul posto e che potrebbero assumere un peso rilevante nella ricostruzione della dinamica.
Una vita segnata da droga e fallimenti
L’inchiesta sta facendo emergere anche il profilo personale dell’uomo arrestato. Mirko Bertellini, 43 anni, secondo quanto ricostruito, da tempo non aveva un lavoro stabile e viveva grazie all’aiuto economico della famiglia.
Negli anni aveva tentato due esperienze imprenditoriali nel settore edile. La prima, avviata nel 2002, si concluse dopo pochi anni senza riuscire a decollare. Un secondo tentativo, iniziato nel 2009 con un socio, terminò nel 2016 lasciando anche pesanti debiti.
Negli ultimi tempi la sua situazione sarebbe peggiorata ulteriormente. Alcuni conoscenti gli avrebbero messo gratuitamente a disposizione dei garage dove trascorrere la notte, mentre altri raccontano una lunga dipendenza dalla cocaina e una progressiva emarginazione. Gli esami tossicologici chiariranno se al momento dell’investimento avesse assunto sostanze stupefacenti.
L’ipotesi dei boschi dello spaccio
Gli investigatori stanno ricostruendo anche il rapporto tra Bertellini e la sua ex compagna. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella che i due si siano conosciuti nell’ambiente dei cosiddetti “boschi della droga”, le aree del Varesotto note da anni per l’intensa attività di spaccio.
Secondo quanto emerge dalle indagini, la relazione sarebbe stata caratterizzata da frequenti litigi e da comportamenti ossessivi da parte dell’uomo, che in passato aveva già riportato un precedente per stalking. Gli investigatori stanno verificando anche i motivi che avevano spinto la donna ad accettare quell’ultimo incontro, organizzato per la restituzione di alcuni effetti personali dopo la fine della relazione.
Un gesto nato da un tragico equivoco
Il particolare più drammatico resta però un altro. Federico Venco non aveva alcun legame con la donna. Si era semplicemente fermato per offrirle indicazioni stradali mentre cercava il luogo dell’appuntamento.
Quel gesto di cortesia si sarebbe trasformato, nella mente di Bertellini, nella prova di un tradimento. Da qui la decisione di accelerare e travolgere il giovane con l’auto.
Dopo l’arresto, il quarantatreenne avrebbe manifestato uno stato di confusione e avrebbe ammesso i fatti, esprimendo anche pentimento. Gli inquirenti, coordinati dalla Procura di Busto Arsizio, proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione il movente, le condizioni psicofisiche dell’indagato e ogni passaggio che ha preceduto l’investimento mortale.







