Strage di Crans-Montana, spuntano i legami di Moretti con la mafia corsa

Una scia di asfalto e denaro sporco lega le curve del rally della Corsica del 2023 alle macerie del bar Le Constellation di Crans-Montana. La drammatica notte di Capodanno, segnata dall’incendio che ha causato 41 vittime e 115 feriti, continua a svelare retroscena inquietanti sui suoi gestori.

La vera figura chiave che emerge dalle carte e dalle indagini è quella del socio e finanziatore di Jacques Moretti, proprietario insieme alla moglie Jessica del locale andato a fuoco. Il suo nome è Sébastien Bottinelli. E’ il miliardario ginevrino che ha garantito per Moretti versando i 200 mila franchi di cauzione fissati dalla magistratura del Canton Vallese per evitarne l’arresto.

La passione condivisa e l’ombra del riciclaggio

I due non condividevano solo affari, ma anche la passione per i motori. Nell’ottobre del 2023, Moretti e Bottinelli parteciparono insieme al rally automobilistico della Corsica a bordo di una Fiat 131 Abarth del 1976, di proprietà dello stesso finanziere. Un dettaglio apparentemente folcloristico che assume oggi una luce diversa alla luce delle dichiarazioni rilasciate al settimanale Le Matin Dimanche da Claude Chossat, noto pentito della mafia corsa e già braccio destro del boss Francis Mariani.

Secondo Chossat, il mondo dei rally – con vetture il cui valore e allestimento oscillano facilmente tra i 150 e i 200 mila franchi svizzeri – ha rappresentato per anni uno dei canali privilegiati per il riciclaggio di denaro sporco. Nello specifico, i fondi provenienti dalle attività illegali de “La Brise de Mer”, la potente organizzazione criminale attiva nel nord della Corsica e responsabile, tra le altre cose, del clamoroso colpo da 31,4 milioni di franchi alla sede UBS di Ginevra nel marzo 1990.

Dalle rapine ai locali VIP in Svizzera

Il fondatore de La Brise de Mer, Francis Mariani (ucciso in un attentato dinamitardo nel 2009), era originario di Bastia, la stessa città natale di Jacques Moretti. Mariani univa l’utile al dilettevole: correva i rally e, allo stesso tempo, sfruttava la “discrezione svizzera” per ripulire i proventi di rapine e bische parigine acquistando attività commerciali, orologi di lusso ed auto da corsa a Ginevra.

Sebbene non vi siano prove dirette di un’affiliazione formale di Moretti alla gang, le coincidenze e i contatti familiari insospettiscono gli inquirenti. Il pentito Chossat ricorda di aver salvato in passato lo zio di Moretti da un tentativo di omicidio ordinato dallo stesso Mariani per una faida su una transazione immobiliare. Inoltre, il padre di Jacques Moretti era presente ai funerali del boss.

Una scalata finanziaria dai contorni oscuri

Ciò che appare certo è che i Moretti abbiano beneficiato in Svizzera di un’insolita ed enorme liquidità, ottenendo crediti per oltre 5 milioni di franchi proprio mentre in Francia gli istituti di credito, come il Crédit Lyonnais, avevano tagliato loro ogni fondo.

Un’ascesa imprenditoriale fulminea e controversa, culminata nella gestione dei locali più esclusivi delle Alpi svizzere, oggi finita sotto la lente della magistratura dopo la tragedia di Capodanno.