Da semplice collaboratrice a presenza quasi inseparabile di Donald Trump, fino a diventare uno dei personaggi più discussi della Casa Bianca. Natalie Harp, 34 anni secondo le ricostruzioni citate, torna al centro dell’attenzione per nuove rivelazioni sul potere conquistato accanto al presidente americano.
Da mesi il suo nome alimenta anche il gossip americano: alcuni media e soprattutto i social l’hanno indicata come presunta amante di Trump, un’indiscrezione che non ha mai trovato conferme o prove e che la Casa Bianca non considera fondata. Il dato certo è invece l’eccezionale vicinanza della collaboratrice al presidente: Harp lo accompagna nei viaggi, compare al suo fianco negli eventi, lo segue sui campi da golf e gestisce una parte significativa del flusso di informazioni che arriva direttamente sulla sua scrivania.
La sua presenza è diventata particolarmente evidente proprio mentre Melania Trump ha drasticamente ridotto le apparizioni pubbliche accanto al marito. Negli ultimi mesi Harp ha accompagnato il presidente in numerose occasioni nelle quali la first lady non era presente, circostanza che ha inevitabilmente alimentato ironie e indiscrezioni.
Natalie Harp, la «first lady di scorta» sempre accanto a Trump
Il contrasto è diventato uno degli elementi più osservati dalla stampa americana: Melania appare sempre meno, Natalie sempre di più. Harp è stata fotografata nello Studio Ovale, sull’Air Force One, durante i trasferimenti presidenziali e nei fine settimana trascorsi da Trump nelle sue proprietà. Repubblica aveva già raccontato a giugno come la sua presenza praticamente costante stesse alimentando «facili gossip».
Non significa che Harp abbia realmente «sostituito» Melania nelle funzioni istituzionali di first lady: non ricopre quel ruolo e non esistono prove di una relazione sentimentale con Trump. Ma sul piano dell’immagine pubblica è diventata una sorta di «first lady di scorta», una presenza femminile quasi costante al fianco del presidente proprio nelle settimane nelle quali Melania è rimasta lontana dai riflettori.
Le indiscrezioni sono cresciute anche per il carattere estremamente personale del rapporto descritto da diverse ricostruzioni giornalistiche. Sono emersi messaggi e lettere nei quali Harp avrebbe manifestato una devozione eccezionale verso Trump. Secondo quanto riportato dalla stampa, Trump avrebbe a sua volta descritto la collaboratrice come una persona che gli vuole bene quanto la moglie e i figli.
Dalla «stampante umana» ai post di Trump su Truth Social
Harp si era guadagnata inizialmente il soprannome di «human printer», la stampante umana, perché seguiva Trump portandogli continuamente articoli, documenti e materiale stampato che riteneva potesse interessarlo.
Il suo peso è però cresciuto enormemente. Oggi il suo titolo ufficiale è quello di special assistant ed executive assistant del presidente e diverse ricostruzioni le attribuiscono un ruolo importante nella gestione dell’attività di Trump su Truth Social.
In altre parole, una collaboratrice apparentemente defilata nell’organigramma è diventata una delle persone con maggiore accesso diretto al presidente degli Stati Uniti.
Avrebbe scritto ai leader mondiali al posto di Trump
Ora emerge un particolare ancora più delicato. Secondo le nuove rivelazioni attribuite ai giornalisti del New York Times, Harp avrebbe inviato messaggi telefonici a diversi leader mondiali al posto di Donald Trump.
Non sono stati indicati né i destinatari né il contenuto delle comunicazioni. Proprio questo rende difficile stabilire quale fosse la natura dei messaggi e fino a che punto Harp agisse autonomamente oppure eseguisse semplicemente le indicazioni del presidente.
La questione solleva comunque interrogativi all’interno dell’amministrazione perché mostrerebbe ancora una volta l’esistenza di un canale personale e diretto, concentrato nelle mani di una collaboratrice che gode di un accesso straordinario a Trump.
Il rapporto speciale che fa discutere Washington
È proprio questo intreccio tra vicinanza personale e potere politico ad avere trasformato Natalie Harp in un caso.
Il gossip sulla presunta relazione con Trump rimane tale e non dispone, allo stato, di riscontri. Alcune ricostruzioni descrivono anzi il rapporto come una forma di devozione personale e religiosa di Harp nei confronti del presidente, più che come una relazione sentimentale.
Ma mentre Washington discute della natura del loro rapporto, il dato politicamente più importante è un altro: la giovane collaboratrice che un tempo si limitava a stampare gli articoli preferiti dal presidente avrebbe conquistato un accesso tale da gestire i suoi social, selezionare le informazioni che gli arrivano e persino intervenire nelle comunicazioni con leader stranieri.
Ed è questo, molto più delle indiscrezioni sentimentali, a spiegare perché oggi a Washington tutti vogliano sapere chi sia davvero Natalie Harp.







