Eredità di Emilio Fede è guerra totale: ville milionarie, gioielli e accuse, la lite tra le figlie del giornalista finisce in Procura

Emilio Fede e la moglie

Nemmeno la morte di Emilio Fede è riuscita a riportare la pace in famiglia. Anzi. A pochi mesi dalla scomparsa dell’ex direttore del Tg4, avvenuta il 2 settembre 2025 all’età di 94 anni, tra le figlie Simona e Sveva è scoppiata una guerra senza esclusione di colpi che ruota attorno a un patrimonio milionario e che è già arrivata nelle aule giudiziarie.

Ville da sogno, gioielli, cassette di sicurezza, conti correnti e fondazioni. È un intreccio di accuse, sospetti e ricostruzioni opposte quello che vede protagoniste le due figlie dello storico volto della televisione berlusconiana e della giornalista ed ex senatrice del Pdl Diana De Feo.

La villa da sette milioni che ha fatto esplodere la guerra

Il simbolo dello scontro è Villa Lucia, una delle dimore più esclusive di Napoli. La residenza, immersa nel parco della Floridiana e affacciata sul Golfo, è diventata il cuore della battaglia familiare.

Secondo Simona Fede, che ha dato il via alle denunce contro la sorella, la proprietà avrebbe una superficie di circa seicento metri quadrati e un valore vicino ai sette milioni di euro. Nelle sue accuse sostiene che l’immobile sarebbe stato descritto con caratteristiche inferiori a quelle reali e considera proprio quella villa il simbolo della sua esclusione dall’eredità.

Nel testamento della madre Diana De Feo, afferma, le sarebbe stato riconosciuto un comodato sulla proprietà. Un diritto che, però, secondo la sua versione, non avrebbe mai avuto la possibilità di esercitare.

La morte di Diana De Feo e la rottura definitiva

La frattura tra le due sorelle si sarebbe consumata definitivamente dopo la morte di Diana De Feo, scomparsa il 23 giugno 2021 all’età di 84 anni.

Simona è convinta che la gestione del patrimonio da parte di Sveva abbia progressivamente modificato l’assetto immaginato dalla madre nel testamento sottoscritto nel novembre del 2019.

Nelle denunce presentate compaiono riferimenti a una cassetta di sicurezza aperta presso la Bnl di via del Tritone, a gioielli e beni di valore e a una serie di operazioni bancarie effettuate dopo la scomparsa della giornalista.

Sono proprio questi elementi a costituire uno dei fronti più delicati della disputa.

Il mistero della villa di Anacapri e la Fondazione Emilio Fede

Tra i beni finiti al centro delle contestazioni c’è anche la villa di Anacapri. L’immobile apparteneva per metà a Diana De Feo e per metà a Emilio Fede.

Secondo la ricostruzione di Simona, la quota della madre era stata destinata a lei. Ma, sempre secondo la sua versione, la successiva costituzione della Fondazione Emilio Fede, avvenuta il 30 luglio 2021, avrebbe modificato gli equilibri previsti dal testamento.

Per questo la figlia sostiene di non riuscire a spiegare come la fondazione sia arrivata a controllare l’intera proprietà.

Le accuse sulla fragilità di Emilio Fede

Nella battaglia tra le due sorelle un ruolo centrale viene attribuito anche alle condizioni di salute dell’ex direttore del Tg4 negli ultimi anni di vita.

Nelle carte richiamate da Simona compaiono sopralluoghi effettuati dai carabinieri, durante i quali Emilio Fede sarebbe apparso in difficoltà nel ricostruire la propria situazione patrimoniale e nel comprendere alcuni aspetti della gestione dei beni.

È proprio su questa presunta fragilità che Simona fonda parte delle accuse rivolte a Sveva, sostenendo che alcune delle operazioni maggiormente contestate sarebbero maturate quando il padre non sarebbe stato più pienamente lucido.

La Procura frena, ma Simona Fede non si arrende

La ricostruzione della figlia, però, non coincide con quella della Procura di Roma.

I magistrati hanno infatti chiesto l’archiviazione delle accuse di circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita, ritenendo che gli elementi raccolti non siano sufficienti a sostenere un processo penale.

Secondo il pubblico ministero, il cuore della vicenda appare destinato a trovare una soluzione soprattutto nelle sedi civili.

Una conclusione che Simona Fede non ha alcuna intenzione di accettare. Assistita dall’avvocato Daniele Bocciolini, la figlia dell’ex direttore del Tg4 promette battaglia.

«Impugneremo sicuramente il provvedimento della procura. Le indagini devono essere estese. Offriremo ulteriori elementi di prova. I fatti, a mio parere, meritano un approfondimento in sede dibattimentale», annuncia il penalista.

E così, a pochi mesi dalla scomparsa di Emilio Fede, l’eredità del giornalista che per anni ha dominato il piccolo schermo rischia di trasformarsi in una lunga e amarissima guerra di famiglia.

La battaglia per l’eredità di Emilio Fede è solo all’inizio

La richiesta di archiviazione della Procura non ha spento le tensioni. Al contrario, lo scontro tra Simona e Sveva sembra destinato a proseguire ancora a lungo.

Perché dietro ville da sogno e patrimoni milionari, la vera frattura appare ormai quella tra due sorelle che, dopo la morte dei genitori, si ritrovano su fronti opposti in una vicenda che assomiglia sempre meno a una semplice questione ereditaria e sempre più a una resa dei conti familiare.