I giornali sono suoi, le interviste pure: dopo il Corriere anche la Gazzetta incorona Urbano Cairo. Nemmeno Meloni ha così tanto spazio.

Due giornali, due interviste, un solo protagonista. Nel giro di pochi giorni Urbano Cairo è comparso prima con un’ampia intervista sul Corriere della Sera e poi con un’altra lunga conversazione sulla Gazzetta dello Sport. Entrambe le testate appartengono a RCS, il gruppo editoriale che lui stesso controlla.

La coincidenza ha inevitabilmente fatto discutere. Perché un conto è che un editore venga intervistato quando esiste una notizia che lo riguarda direttamente; un altro è assistere a una presenza così ravvicinata e così ampia sulle colonne dei quotidiani di casa.

Due interviste in pochi giorni: semplice coincidenza o strategia?

Sul Corriere della Sera Cairo aveva parlato a tutto campo, tra editoria, politica, economia e prospettive industriali. Sulla Gazzetta dello Sport, invece, veste i panni del presidente del Torino e interviene sul futuro della Nazionale, promuovendo Gennaro Gattuso e ricordando come la Serie A avrebbe preferito Antonio Conte, con una stoccata indiretta a Giovanni Malagò.

Il punto, però, non è il contenuto delle dichiarazioni. È la scelta editoriale. Vedere l’editore occupare prima due pagine del principale quotidiano del gruppo e poi un’intera pagina del quotidiano sportivo dello stesso gruppo finisce inevitabilmente per sollevare una domanda: è semplice coincidenza oppure una precisa strategia di comunicazione?

Quando il proprietario diventa anche protagonista del giornale

Naturalmente non esiste alcun elemento che dimostri un utilizzo improprio delle testate, né che le interviste rispondano a obiettivi diversi dall’interesse giornalistico. Resta però un tema di opportunità. In qualsiasi gruppo editoriale, quando il proprietario diventa anche uno dei protagonisti più visibili del prodotto editoriale, il confine tra informazione e autopromozione rischia di apparire meno netto agli occhi dei lettori.

È una questione di percezione prima ancora che di sostanza. Un editore ha tutto il diritto di essere intervistato, ma quando questo avviene ripetutamente sulle testate che gli appartengono, è inevitabile che qualcuno si domandi se quello spazio sarebbe stato concesso con la stessa generosità a chiunque altro.

Perché proprio adesso?

E la domanda finale resta aperta: perché proprio adesso? Cairo sta semplicemente intervenendo su temi di attualità oppure sta preparando il terreno per un ruolo ancora più centrale nel dibattito pubblico?

Al momento risposte non ce ne sono. Ma una cosa è certa: dopo il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, la sensazione è che Urbano Cairo sia diventato il personaggio più presente sui giornali del suo stesso gruppo. E questo, nel mondo dell’editoria, è destinato a far discutere ancora.