Gabriel Garko stronca Michele Morrone: «Bravo a fare pubblicità». E boccia Can Yaman: «Come attore non mi fa impazzire». Guerra tra belli

Scontro tra titani della recitazione, o quantomeno tra professionisti del pettorale in primo piano. Gabriel Garko ha deciso di distribuire pagelle ai belli del cinema e della televisione italiana, con risultati che rischiano di provocare un terremoto nel settore delle fiction a torso nudo. Michele Morrone? Bravissimo, soprattutto quando deve vendere qualcosa. Can Yaman? Bello da vedere, meno convincente quando apre bocca per recitare. L’ex re delle fiction Mediaset ha sfoderato il sarcasmo durante il podcast Non lo faccio x moda di Giulia Salemi, trasformando un gioco fotografico in un piccolo regolamento di conti. E il paradosso è irresistibile: proprio Garko, che per anni ha costruito il proprio successo anche su sguardi magnetici, mascelle scolpite e scene romantiche, oggi sembra voler ricordare ai colleghi che per fare gli attori non basta essere belli. Una lezione che, detta da lui, acquista un sapore tutto particolare.

Gabriel Garko contro Michele Morrone: «Ah, è un attore?»

Il bersaglio principale è Michele Morrone, protagonista di 365 giorni e sex symbol internazionale, che nel maggio 2025 aveva riservato a Garko una battuta piuttosto velenosa durante Belve. Francesca Fagnani gli aveva chiesto se immaginasse per sé una carriera nelle fiction simile a quella del collega. Morrone aveva replicato con una domanda sprezzante: «Un attore?». Due parole sufficienti per liquidare anni di carriera televisiva e suggerire che Garko appartenesse a una categoria professionale tutta da verificare.

Il tempo è passato, ma evidentemente la battuta è rimasta in archivio. Quando Giulia Salemi gli mostra la fotografia di Morrone, Garko restituisce il favore: «Lui disse durante un’intervista, riferendosi a me: “Ah, è un attore?”. E io oggi ti dico: “Ah, è un attore?”». Poi assicura che la provocazione non lo aveva infastidito, anzi lo aveva divertito, ricordando che i due si conoscevano già prima dell’esplosione della popolarità di Morrone.

Ma il vero colpo arriva subito dopo. Garko riconosce al collega una notevole fortuna professionale e gli concede un complimento che assomiglia a una condanna: «Lui è molto bravo a fare la pubblicità». Insomma, non proprio una candidatura all’Oscar. Più facilmente un riconoscimento alla capacità di convincere il pubblico ad acquistare un prodotto. Morrone aveva messo in dubbio il mestiere di Garko, Garko gli risponde suggerendo che il suo talento migliore appartenga al mondo degli spot.

Can Yaman bocciato come attore: il fascino non basta

Se Morrone incassa la vendetta, Can Yaman riceve una valutazione meno personale ma altrettanto poco entusiasmante. L’attore turco, diventato un fenomeno televisivo grazie alle serie romantiche e al proprio fascino, non convince particolarmente Garko sul piano della recitazione.

«Non lo so, come attore non mi fa impazzire, però come presenza ci sta», osserva, precisando di rispettare il successo del collega e riconoscendo che, se il pubblico lo ama, qualche ragione deve pur esserci. Tradotto dal linguaggio diplomatico dello spettacolo: promosso il fisico, rimandata l’interpretazione.

La parte divertente è che Garko conosce benissimo quel meccanismo. Anche lui, per anni, ha rappresentato il bello per eccellenza delle fiction italiane, tra amori impossibili, passioni travolgenti e primi piani studiati per valorizzare ogni centimetro del volto. Vederlo oggi nei panni del severo esaminatore delle qualità artistiche di Can Yaman ha qualcosa di irresistibilmente comico. È un po’ come assistere a un concorso di bellezza nel quale il presidente della giuria pretende improvvisamente una prova di recitazione shakespeariana.

Anche Francesco Arca tra i bocciati, promossi Argentero e Borghi

La severità di Garko non risparmia Francesco Arca, altro interprete che deve una parte della propria popolarità al fascino televisivo. Il giudizio è asciutto: «L’ho incontrato una volta, non mi fa impazzire come attore». Nessun regolamento di conti, almeno in questo caso, ma una semplice bocciatura professionale.

Per fortuna qualcuno supera l’esame. Garko apprezza Luca Argentero, Alessandro Borghi, Kim Rossi Stuart, Marco Giallini, Claudio Santamaria, Stefano Accorsi e Salvatore Esposito. Parole positive anche per Raoul Bova, con il quale aveva persino immaginato di realizzare un film, senza riuscire a concretizzare il progetto.

Ne esce una curiosa geografia del cinema italiano, nella quale alcuni colleghi raccolgono attestati di stima e altri devono accontentarsi del riconoscimento di essere esteticamente gradevoli. Una distinzione legittima, naturalmente, anche se affidare il giudizio definitivo sulla recitazione a una gara tra sex symbol potrebbe non essere il metodo più scientifico per assegnare i prossimi David di Donatello.

La rivincita dell’ex sex symbol che adesso dà lezioni di recitazione

Dietro le frecciate emerge anche una questione generazionale. Garko appartiene alla stagione delle grandi fiction popolari italiane, mentre Morrone ha trovato una dimensione internazionale soprattutto grazie alle piattaforme streaming e Can Yaman ha conquistato un pubblico trasversale attraverso le produzioni turche e italiane. Tre percorsi diversi, accomunati da un elemento che nessuno dei protagonisti può seriamente ignorare: l’aspetto fisico ha contribuito in maniera decisiva alla loro notorietà.

Proprio per questo il botta e risposta con Morrone funziona così bene. Il più giovane aveva liquidato il collega con una domanda sulla sua professione, il veterano gli restituisce la stessa domanda e aggiunge il riferimento alle pubblicità. Nessuno dei due, naturalmente, rinuncia al proprio titolo di attore. Entrambi, però, sembrano divertirsi a mettere in discussione quello dell’altro.

Quanto a Can Yaman, Garko gli riconosce almeno il merito di possedere una presenza scenica notevole. Una consolazione non trascurabile per un interprete che continua a conquistare spettatori e a lavorare in produzioni internazionali, indipendentemente dai gusti del collega italiano. Morrone, invece, dovrà decidere se rispondere alla provocazione oppure lasciar cadere la questione.

Per il momento il bilancio di questa guerra tra belli è semplice: Garko distribuisce giudizi, Morrone incassa una frecciata sulle pubblicità e Yaman scopre di avere un estimatore del proprio aspetto fisico, ma non necessariamente delle proprie interpretazioni. Tutto molto cinematografico, anche se per vedere una prova di recitazione bisognerà probabilmente aspettare il prossimo film.