Garlasco, il procuratore Napoleone annuncia il processo a Sempio e guarda alla revisione di Stasi: «Vedremo le iniziative della difesa»

Andrea Sempio

«Stiamo andando avanti. Adesso ci sarà il processo». Il procuratore di Pavia Fabio Napoleone rompe il riserbo sul futuro del caso Garlasco e mostra sicurezza sulla strada intrapresa dalla sua Procura. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, il magistrato interviene pubblicamente sull’inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007, e rivolge l’attenzione anche alle prossime mosse dei difensori di Alberto Stasi, che per quel delitto sta scontando una condanna definitiva a sedici anni. «Vedremo quali saranno le iniziative anche della difesa del condannato», aggiunge Napoleone. Una frase che fotografa la situazione giudiziaria: mentre l’accusa chiede di portare Sempio davanti a un giudice, gli avvocati di Stasi preparano la revisione del processo. Due percorsi distinti che potrebbero incrociarsi e aprire questioni giuridiche particolarmente complesse.

Garlasco, Napoleone: «È importante che tutte le argomentazioni avvengano nella sede»

Il procuratore ha parlato davanti alle telecamere, rispondendo alle domande sul procedimento che la Procura di Pavia ha riaperto nei confronti di Andrea Sempio. Il messaggio è chiaro: per il magistrato il confronto sulle prove e sulle ricostruzioni deve spostarsi nelle aule giudiziarie.

«Stiamo andando avanti. Adesso ci sarà il processo. È importante che tutte le argomentazioni avvengano nella sede», ha dichiarato. Le sue parole esprimono fiducia nella richiesta dell’accusa, ma non equivalgono a una decisione già presa dal giudice: spetterà al giudice dell’udienza preliminare valutare se disporre il rinvio a giudizio.

Napoleone ha risposto anche a una domanda sul peso della decisione che attende il gup Luigi Riganti. Quando l’intervistatore ha osservato che sulle spalle del magistrato grava «un fardello abbastanza pesante», il procuratore ha replicato: «Come sempre, per tutti i giudici».

Andrea Sempio, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio il 3 novembre

La svolta formale risale al 3 novembre, quando Napoleone ha firmato una comunicazione ufficiale: «La Procura di Pavia, valutati anche gli atti da ultimo depositati dalla difesa dell’indagato, ha richiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio».

Il trentottenne deve rispondere dell’accusa di omicidio di Chiara Poggi, con le aggravanti dei futili motivi e della crudeltà. Secondo la ricostruzione accusatoria, la vittima avrebbe subito numerosi colpi, con almeno dodici lesioni al cranio e al volto. La Procura indica come movente «l’odio provato a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».

Si tratta della tesi dell’accusa, che dovrà superare il vaglio del giudice e, nell’eventualità di un processo, il confronto con la difesa. Sempio conserva la presunzione di innocenza e contesta le accuse. La richiesta di rinvio a giudizio non modifica automaticamente la posizione giudiziaria di Stasi, condannato in via definitiva nel 2015.

Alberto Stasi prepara la revisione: il rischio di due percorsi giudiziari paralleli

Il secondo fronte riguarda proprio Stasi, oggi quarantatreenne. I suoi difensori, Antonio De Rensis e Giada Bocellari, hanno annunciato l’intenzione di presentare un’istanza di revisione della condanna, con un possibile deposito verso la metà di novembre.

La procedura si svolgerebbe davanti alla Corte d’appello di Brescia e avrebbe un obiettivo diverso dal procedimento di Pavia: ottenere un nuovo esame della condanna definitiva attraverso gli strumenti previsti dalla legge.

«Vedremo quali saranno le iniziative anche della difesa del condannato», ha osservato Napoleone, riconoscendo così la rilevanza delle prossime mosse processuali. La possibile contemporaneità dei due procedimenti solleva interrogativi sul coordinamento tra le rispettive valutazioni e sull’eventualità di decisioni difficili da conciliare.

Non esiste tuttavia alcun automatismo per cui la richiesta di revisione della condanna di Stasi comporti la sospensione del procedimento nei confronti di Sempio. Le eventuali conseguenze dipenderanno dalle decisioni dei giudici competenti.

Il delitto di Chiara Poggi e il nodo delle decisioni sullo stesso omicidio

L’inchiesta nei confronti di Sempio ha ottenuto l’autorizzazione del giudice per le indagini preliminari nel gennaio 2025 ed è diventata pubblica nel marzo successivo, quando gli investigatori hanno chiesto all’indagato di sottoporsi al prelievo del Dna.

Da allora la Procura ha proseguito gli accertamenti fino alla richiesta di rinvio a giudizio, mentre la difesa di Stasi ha preparato una strategia per rimettere in discussione la sentenza definitiva.

Il caso presenta dunque una situazione insolita: un uomo sta scontando una pena per l’omicidio di Chiara Poggi, mentre un’altra persona rischia un processo per lo stesso delitto. La compatibilità delle ricostruzioni accusatorie e delle eventuali decisioni giudiziarie rappresenta uno dei nodi più delicati della vicenda.

Napoleone, intanto, indica la strada del confronto processuale. La Procura ha formulato la propria richiesta e attende il vaglio del giudice. Sul versante opposto, i legali di Stasi si preparano a chiedere la revisione. Dopo diciannove anni, il delitto di Garlasco entra così in una nuova fase, nella quale saranno le decisioni dei magistrati, e non le dichiarazioni pubbliche, a stabilire i prossimi passaggi.