Inizia il conto alla rovescia per la tredicesima mensilità. Un beneficio economico fondamentale per milioni di lavoratori e pensionati. Tempo ce n’è, ci vorranno i primi giorni di dicembre, ma avere in questi giorni il quadro degli incassi servirà per programmare le spese di fine anno.
Le tempistiche esatte di pagamento variano a seconda del settore lavorativo, del contratto collettivo applicato e della categoria professionale di appartenenza. Lo scorso anno il conto ha sfiorato i 50 miliardi, in crescita rispetto al 2024. Con una spesa, a famiglia, di 1.964 euro, +2,8% rispetto all’anno precedente. Circa 10 miliardi sono stati spesi per le festività natalizie, la restante quota per risparmi e per far fronte alle spese programmate nell’anno.
A chi spetta la mensilità aggiuntiva
La normativa e la contrattazione collettiva stabiliscono una platea ben definita di beneficiari. L’accredito spetta a tutti i lavoratori dipendenti. Sia ai contratti a tempo indeterminato sia a quelli a tempo determinato, includendo i lavoratori part-time e gli apprendisti. Il diritto al rateo matura regolarmente anche durante i periodi di ferie e in diverse forme di assenza tutelata dalla legge o dai contratti, come la maternità obbligatoria.
Chi rassegna le dimissioni o viene licenziato prima di dicembre conserva il diritto ai ratei maturati, che vengono liquidati nelle competenze di fine rapporto. Anche colf e badanti hanno diritto alla mensilità aggiuntiva, da corrispondere entro il mese di dicembre. La tredicesima non spetta in modo automatico ai lavoratori autonomi e ai titolari di partita Iva.
Il calendario dei pagamenti per il 2026
Il pagamento della tredicesima si concentra nel mese di dicembre, ma segue scadenze differenziate a seconda della categoria. Ai pensionati Inps la mensilità aggiuntiva sarà accreditata ordinariamente martedì 1° dicembre 2026, contestualmente alla rata mensile della pensione. Per i dipendenti pubblici il pagamento è previsto generalmente a metà dicembre, secondo il calendario predisposto da NoiPA e dalle singole amministrazioni.
Per quanto riguarda invece i dipendenti del settore privato: le scadenze dipendono dallo specifico contratto collettivo nazionale di lavoro. Nel settore del commercio (CCNL Confcommercio), ad esempio, il versamento è stabilito in coincidenza con la vigilia di Natale, mentre per il settore metalmeccanico avviene in occasione delle festività natalizie. In generale, per i privati l’accredito si perfeziona entro Natale.
Come si calcola la tredicesima e perché il netto è inferiore al lordo
Dal punto di vista retributivo, la tredicesima equivale a una mensilità lorda della retribuzione di riferimento per chi ha maturato tutti i 12 mesi dell’anno. Per chi ha iniziato a lavorare nel corso del 2026, l’importo viene calcolato in misura proporzionale ai soli mesi effettivamente maturati. Ad esempio, con uno stipendio lordo di 1.800 euro, chi ha lavorato 12 mesi riceverà circa 1.800 euro lordi, mentre chi ha maturato 6 mesi otterrà circa 900 euro lordi.
Sebbene l’importo lordo della tredicesima sia pari a quello di uno stipendio ordinario, la tredicesima netta risulta spesso inferiore. La ragione risiede nella struttura fiscale: la mensilità aggiuntiva è soggetta ai contributi previdenziali e all’Irpef, ma non beneficia delle detrazioni per lavoro dipendente applicate alle mensilità ordinarie. Non si tratta di una tassa speciale, ma del normale effetto delle regole fiscali vigenti.
In alcune aziende la mensilità aggiuntiva viene erogata frazionata in ratei mensili durante l’anno anziché in un’unica soluzione a dicembre. È sempre opportuno controllare la busta paga e verificare le clausole del contratto collettivo.







