Garlasco, il processo a Sempio rischia lo stop: la difesa chiede di congelare tutto in attesa della revisione della condanna di Stasi

L’avvocato Angela Taccia e Andrea Sempio

Il nuovo processo per il delitto di Garlasco potrebbe fermarsi ancora prima di cominciare. La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, ma i suoi avvocati preparano una mossa capace di cambiare il calendario giudiziario: chiedere al gup Luigi Riganti di sospendere l’udienza preliminare in attesa degli sviluppi della revisione della condanna di Alberto Stasi. Per la morte di Chiara esiste già una sentenza definitiva che ha condannato Stasi a sedici anni di carcere. Ora la Procura vuole portare a processo un’altra persona per lo stesso omicidio. Le strategie delle due difese ora si incrociano.

La difesa di Sempio chiede lo stop: «C’è già un condannato»

Gli avvocati Massimo Cataliotti e Angela Taccia intendono presentare un’istanza di sospensione davanti al giudice dell’udienza preliminare. La difesa contesta un nuovo giudizio per lo stesso omicidio mentre resta definitiva la condanna di un’altra persona, senza ipotizzare un concorso.

Se il giudice respingesse la richiesta, i difensori valutano di sollevare una questione di legittimità costituzionale. Toccherebbe allora alla Corte costituzionale, qualora la questione fosse ritenuta rilevante e non manifestamente infondata, esaminare il problema indicato dalla difesa. Il gup potrebbe anche decidere autonomamente di sospendere. Al momento nessuno stop è stato disposto e Sempio resta un indagato per il quale la Procura ha chiesto il processo, non un imputato già rinviato a giudizio.

Il paradosso di Garlasco: Stasi condannato, Sempio verso il giudizio

Il nodo ruota intorno alla coesistenza di due percorsi giudiziari per la morte di Chiara Poggi. Stasi ha ricevuto la condanna definitiva nel 2015; per Sempio la Procura ha chiesto il processo il 3 novembre. Il gup dovrà valutare la ragionevole previsione di condanna, che secondo la difesa di Sempio mal si concilia con la sentenza contro Stasi.

C’è poi l’articolo 630 del codice di procedura penale, che disciplina tra l’altro la revisione in presenza di fatti accertati in sentenze irrevocabili inconciliabili con quelli posti a fondamento di una condanna. Oggi, però, non esiste una seconda condanna definitiva. La possibile incompatibilità tra giudicati è uno scenario futuro, non un conflitto già accertato. Cataliotti ipotizza perfino che Stasi possa costituirsi parte civile contro Sempio, ma non è una possibilità già accertata.

Revisione di Stasi a Brescia: la richiesta attesa a novembre

Gli avvocati di Stasi, Antonio De Rensis e Giada Bocellari, preparano il deposito dell’istanza di revisione tra il 10 e il 20 novembre. Il procedimento farà capo alla Corte d’appello di Brescia, chiamata anzitutto a valutare l’ammissibilità della domanda. Questa prima fase potrebbe richiedere tre o quattro mesi, senza scadenze certe.

Se la Corte dichiarasse ammissibile la richiesta, si aprirebbe un giudizio nel merito. Potrebbero seguire ricorsi in Cassazione e nuovi giudizi a Brescia. Tempi potenzialmente lunghi, dunque, che rendono ancora più delicata l’eventuale scelta di sospendere il percorso processuale di Sempio in attesa della revisione.

Tra Pavia, Milano e Brescia, la partita resta aperta

Sul tavolo c’è anche il ruolo della Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, dalla quale potrebbero arrivare ulteriori iniziative. Nessuna decisione in questo senso risulta però annunciata.

Per ora le certezze sono poche e precise: Stasi sconta una condanna definitiva, Sempio respinge l’accusa e la Procura di Pavia ne ha chiesto il rinvio a giudizio. Il gup deciderà se procedere o sospendere; la revisione deve ancora partire. Diciannove anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, prima ancora di discutere le prove in aula, la giustizia dovrà stabilire come far convivere due percorsi che riguardano lo stesso delitto.