Leonardo Maria Del Vecchio punta alla televisione dopo il Quotidiano Nazionale: «Investirò ancora nell’editoria». E sul calcio arriva un no

Leonardo Maria Del Vecchio vuole una televisione. Dopo il Quotidiano Nazionale e il tentativo di entrare nel Fatto Quotidiano, l’erede dell’impero Luxottica guarda oltre la carta stampata e punta ad ampliare la propria presenza nel mondo dell’informazione. Il progetto televisivo rappresenta la prospettiva più interessante di una strategia che potrebbe trasformarlo in un protagonista del mercato dei media italiani. Alla Galleria di Arte Moderna di Roma, durante la presentazione del nuovo QN, l’imprenditore non nasconde la volontà di continuare a investire. A chi gli chiede se arriveranno altre operazioni nell’editoria risponde: «Assolutamente sì». E aggiunge: «È un grande inizio». Non indica però quale emittente vorrebbe acquisire né annuncia trattative televisive già avviate.

Del Vecchio guarda alla televisione: il QN è soltanto l’inizio

L’interesse per una televisione allargherebbe il raggio d’azione dell’imprenditore ben oltre il mercato dei quotidiani. Una rete televisiva consentirebbe infatti di affiancare alla carta stampata un mezzo capace di raggiungere un pubblico diverso e di sviluppare contenuti informativi su più piattaforme.

Il punto centrale è proprio questo: Del Vecchio non sembra voler costruire soltanto una presenza nei giornali, ma un progetto editoriale più ampio, nel quale la televisione potrebbe assumere un ruolo strategico.

Le dichiarazioni rilasciate a Roma confermano la volontà di investire ancora, ma non chiariscono tempi, dimensioni e caratteristiche delle prossime operazioni. Il passaggio dalle intenzioni a un’acquisizione concreta richiederà dunque ulteriori sviluppi.

Dopo il Quotidiano Nazionale e il tentativo sul Fatto Quotidiano

Il rilancio del Quotidiano Nazionale rappresenta il primo risultato visibile della strategia editoriale di Del Vecchio. Prima di questa operazione, l’imprenditore aveva già manifestato interesse per il Fatto Quotidiano, senza riuscire a concludere l’iniziativa.

Quel tentativo non ha spento le sue ambizioni. Anzi, la presentazione romana diventa l’occasione per rivendicare un percorso appena cominciato. «È un grande inizio», dice Del Vecchio, lasciando intendere che altri investimenti potrebbero seguire.

L’eventuale ingresso nella televisione segnerebbe un salto di dimensione. Gestire un’emittente comporta infatti esigenze industriali, organizzative e finanziarie differenti rispetto a quelle di un quotidiano, oltre alla necessità di costruire un’offerta editoriale riconoscibile.

Il mercato dei media e il nodo delle risorse

L’espansione annunciata da Del Vecchio arriva in una fase complessa per l’editoria italiana. I quotidiani affrontano il calo delle vendite cartacee, mentre televisioni e piattaforme digitali competono per pubblicità, pubblico e contenuti.

In questo scenario, un imprenditore disposto a investire può modificare gli equilibri del settore. Ma le dichiarazioni d’intenti non bastano: per valutare la portata del progetto serviranno operazioni concrete, capitali disponibili e un piano industriale.

Per ora Del Vecchio non ha fornito cifre né individuato pubblicamente un’emittente come obiettivo di acquisizione. La prospettiva televisiva resta quindi distinta dall’unico impegno esplicito assunto davanti ai giornalisti: continuare a investire nell’editoria.

Niente calcio: Del Vecchio preferisce i media

C’è invece un settore che l’imprenditore esclude senza esitazioni: il calcio. Alla domanda se intenda acquistare una squadra, Del Vecchio risponde no, senza lasciare spazio a interpretazioni.

La differenza tra le due risposte è eloquente. Nessun interesse dichiarato per un club calcistico, mentre per l’editoria arriva un «assolutamente sì» che apre la strada a nuove iniziative.

Dopo il Quotidiano Nazionale, la partita più interessante potrebbe dunque giocarsi davanti alle telecamere. Resta da scoprire quale televisione Del Vecchio abbia in mente e se il progetto si tradurrà davvero in un’acquisizione.