«Meloni ha tradito i poliziotti»: il Siulp attacca il governo sulla manovra e minaccia di portare le forze dell’ordine in piazza per protesta

Meloni verso il voto

Il governo di Giorgia Meloni rischia di ritrovarsi contro proprio quei poliziotti che ha sempre indicato come uno dei simboli della propria battaglia politica. Il Siulp, uno dei principali sindacati della polizia di Stato, accusa apertamente l’esecutivo di aver tradito gli impegni sulla previdenza dedicata e minaccia una mobilitazione senza precedenti.

Il paradosso politico è clamoroso: gli agenti che il centrodestra difende a ogni manifestazione, soprattutto quando devono fronteggiare contestatori e violenti, potrebbero presto scendere nelle stesse piazze per protestare contro Palazzo Chigi. E questa volta a contestare il governo non saranno i partiti dell’opposizione, ma gli uomini e le donne in uniforme che chiedono il rispetto delle promesse ricevute.

Il Siulp contro Meloni: «Il governo ha tradito la parola data»

Felice Romano, segretario generale del Siulp, non usa mezzi termini. Dopo aver esaminato la bozza della legge di Bilancio, denuncia l’assenza delle risorse che l’esecutivo aveva promesso per la previdenza dedicata al personale della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico. «Nessun impegno concreto, nessuna traccia delle risorse stimate e promesse per la previdenza dedicata. La lettura della bozza della Legge di Stabilità rivela un quadro sconcertante per le donne e gli uomini in uniforme», afferma il sindacalista, prima di pronunciare l’accusa politicamente più pesante: «Il Governo ha tradito la parola data al personale della polizia di Stato e dell’intero Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico».

Parole che colpiscono direttamente la credibilità dell’esecutivo su uno dei temi più cari alla maggioranza. Da anni Giorgia Meloni e i suoi alleati rivendicano una vicinanza assoluta alle forze dell’ordine, ne difendono l’operato nelle situazioni più difficili e accusano gli avversari politici di non rispettare abbastanza chi indossa una divisa. Ma il sostegno politico, secondo il Siulp, deve trovare riscontro anche nelle scelte economiche. E nella manovra il sindacato non trova le risorse che si aspettava.

La questione riguarda il riconoscimento previdenziale della specificità delle professioni del comparto sicurezza. Poliziotti, militari e operatori del soccorso pubblico affrontano rischi, responsabilità e limitazioni che distinguono il loro lavoro da molte altre attività. Per questo il sindacato chiede misure pensionistiche coerenti con quelle condizioni e contesta la mancata traduzione degli impegni in stanziamenti concreti.

«Ci teniamo a ribadire a chiare lettere un concetto fondamentale: la previdenza dedicata non è una pretesa di privilegio né un “qualcosa in più”, ma la diretta traduzione di un principio già sancito per legge, quello della specificità del lavoro svolto», chiarisce Romano. Il segretario considera questa rivendicazione il punto centrale del confronto tra governo e rappresentanze sindacali e respinge l’idea che il personale in uniforme chieda un trattamento di favore.

Le promesse sulla sicurezza si scontrano con i conti della manovra

Il Siulp non ignora le difficoltà economiche che condizionano le decisioni del governo. Romano richiama espressamente la complessa situazione internazionale, le tensioni geopolitiche e i conflitti che pesano sulle finanze pubbliche. Ma proprio alla luce di queste difficoltà giudica incoerenti alcune priorità di spesa che emergono dalla bozza della legge di Bilancio. Il sindacato sostiene che l’esecutivo abbia trovato spazio per altre misure senza garantire le risorse necessarie a rispettare gli impegni previdenziali con il comparto sicurezza.

La contestazione apre una contraddizione politica difficile da ignorare. Il centrodestra ha trasformato la difesa delle forze dell’ordine in uno dei propri messaggi identitari, soprattutto durante le polemiche sulle manifestazioni di piazza e sugli scontri con i gruppi più violenti. Ora una delle organizzazioni sindacali della polizia chiede al governo di dimostrare quella vicinanza attraverso provvedimenti concreti. Le dichiarazioni di solidarietà, insomma, non bastano quando arriva il momento di distribuire le risorse della manovra.

Il sindacato pretende quindi la riapertura immediata dei tavoli di confronto sulla legge di Bilancio e rivolge un appello diretto a Giorgia Meloni, ai ministri e ai leader della maggioranza. Romano insiste soprattutto sul valore degli impegni assunti: «Per noi la parola data e gli impegni presi si onorano». Una frase che sposta il confronto dal terreno strettamente economico a quello della fiducia tra il governo e il personale della sicurezza.

«Stavolta nelle piazze manifesteranno i poliziotti»: l’ultimatum al governo

La parte più esplosiva della presa di posizione arriva quando il Siulp prospetta una mobilitazione nazionale. «Se il Governo manterrà questo atteggiamento di netta chiusura, il sindacato non esiterà ad avviare una stagione di protesta senza precedenti. Stavolta nelle piazze manifesteranno i poliziotti», avverte Romano. Il segretario non indica ancora date né modalità delle iniziative, ma lega esplicitamente la possibilità di una protesta alla mancata disponibilità dell’esecutivo a riaprire il confronto.

L’immagine dei poliziotti che manifestano contro il governo di Giorgia Meloni rappresenterebbe un cortocircuito politico per una maggioranza che ha sempre cercato di accreditarsi come il principale punto di riferimento delle forze dell’ordine. Gli stessi agenti che durante le manifestazioni devono garantire l’ordine pubblico, spesso affrontando tensioni e aggressioni, potrebbero diventare protagonisti di una protesta per rivendicare i propri diritti previdenziali.

Per Palazzo Chigi e per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi il problema non riguarda soltanto il reperimento delle risorse. Il Siulp mette in discussione la capacità del governo di mantenere gli impegni con una categoria che la maggioranza considera centrale nella propria azione politica. Una contestazione che arriva direttamente dai rappresentanti dei lavoratori e che difficilmente l’esecutivo potrà liquidare come una polemica strumentale dell’opposizione.

La bozza della manovra lascia ancora margini di intervento e il governo può scegliere di riaprire la trattativa prima dell’approvazione definitiva. Ma Romano ha già fissato il punto sul quale il sindacato intende misurare le prossime decisioni: il rispetto della parola data. E se le risorse continueranno a mancare, il centrodestra potrebbe scoprire quanto sia politicamente scomodo vedere scendere in piazza proprio quei poliziotti ai quali, almeno nelle dichiarazioni pubbliche, non ha mai fatto mancare il proprio sostegno.