Giornata mondiale dell’Ufologia, da Magenta a Zanfretta: i tre misteri italiani che ancora fanno discutere

L’ufo di Mussolini a Magenta

Il 2 luglio, come ogni anno, gli appassionati celebrano la Giornata mondiale dell’Ufologia. La data non è casuale: richiama il celebre caso di Roswell, il presunto schianto di un oggetto volante avvenuto nel 1947 nel deserto del New Mexico e diventato il simbolo mondiale del fenIl 2 luglio gli appassionati di tutto il mondo celebrano la Giornata mondiale dell’Ufologia. La ricorrenza richiama il caso di Roswell, il presunto schianto di un oggetto volante avvenuto nel 1947 nel deserto del New Mexico, considerato l’episodio simbolo dell’ufologia moderna. Come ogni anno, ricercatori, studiosi e semplici appassionati organizzano convegni, incontri e dibattiti, ma soprattutto riaffermano il senso di appartenenza a una comunità troppo spesso liquidata con superficialità come un insieme di visionari. In realtà, accanto ai curiosi, operano da decenni ricercatori che affrontano il fenomeno con metodo e rigore.

L’argomento è tornato d’attualità anche grazie alla decisione dell’amministrazione Trump di desecretare nuovi fascicoli sui fenomeni aerei non identificati e all’uscita nelle sale di Disclosure Day, il nuovo film di Steven Spielberg dedicato agli Ufo. Per il regista americano si tratta di un ritorno a un tema che aveva già affrontato con Incontri ravvicinati del terzo tipo, E.T. e La guerra dei mondi.

Naturalmente parlare di Ufo non significa parlare automaticamente di extraterrestri. L’acronimo identifica semplicemente un oggetto volante non identificato e, nel corso della storia, migliaia di avvistamenti hanno ricevuto spiegazioni molto diverse tra loro. Alcuni casi, però, continuano ancora oggi a sfidare qualunque interpretazione definitiva.

Il mistero di Magenta e il presunto Ufo recuperato dal regime fascista

Per molti studiosi italiani tutto comincia il 13 giugno 1933. Secondo una ricostruzione ormai nota negli ambienti ufologici, un misterioso velivolo privo di ali e di motori precipita nelle campagne di Magenta, alle porte di Milano. I militari recuperano rapidamente l’oggetto e lo trasferiscono negli stabilimenti della Siai Marchetti di Vergiate, dove avrebbe preso il via uno studio riservatissimo.

Il regime fascista impone il massimo segreto. Telegrammi, ordini e comunicazioni vietano qualsiasi fuga di notizie. Benito Mussolini, secondo questa ricostruzione, teme che possa trattarsi di una tecnologia militare straniera e incarica un gruppo di scienziati di analizzare il reperto. Nasce così il presunto gabinetto scientifico RS/33, che la tradizione ufologica attribuisce alla direzione del premio Nobel Guglielmo Marconi.

A riportare per primi questa vicenda all’attenzione del grande pubblico sono stati Roberto Pinotti, presidente del Centro Ufologico Nazionale, e il giornalista Alfredo Lissoni, che hanno pubblicato documenti, telegrammi, lettere e schizzi ricevuti da una fonte rimasta anonima.

Negli ultimi anni la storia ha ricevuto nuova attenzione anche negli Stati Uniti. L’ex funzionario dell’intelligence Luis Elizondo e l’ex ufficiale David Grusch hanno indicato proprio l’Italia come il luogo del primo presunto incidente recuperato dalle autorità moderne. Grusch ha persino citato Magenta e il 1933, sostenendo che, dopo la Seconda guerra mondiale, gli americani avrebbero preso possesso del velivolo.

A rendere ancora più enigmatico il caso contribuisce anche la testimonianza raccolta recentemente dal pronipote di un artigiano che quel giorno lavorava nelle vicinanze del luogo dello schianto. L’uomo non raccontò mai di avere visto il velivolo, ma descrisse un incontro con una creatura di bassa statura, dagli enormi occhi scuri, che interpretò come una figura demoniaca. Un racconto che aggiunge un ulteriore tassello a uno dei misteri più discussi dell’ufologia italiana.

Da Castelporziano a Castel Gandolfo: quando gli Ufo sfiorarono le istituzioni

Tra gli episodi più sorprendenti compare anche quello del 20 agosto 1963. Quel giorno un enorme oggetto discoidale, largo circa venti metri, compare davanti all’ingresso della tenuta presidenziale di Castelporziano, a pochi centimetri dall’auto del presidente della Repubblica Antonio Segni. Il capo dello Stato si trova già all’interno della residenza, ma il suo autista assiste alla scena.

Secondo i racconti dell’epoca, il misterioso oggetto produce un forte sibilo, manda temporaneamente fuori uso gli strumenti dell’automobile e poi scompare nel cielo lasciando nell’aria un intenso odore di metallo surriscaldato. L’Aeronautica raccoglie la testimonianza e trasmette gli atti agli Stati Uniti.

Due anni prima, un’altra vicenda aveva coinvolto direttamente il Vaticano. Secondo una ricostruzione diventata celebre dopo la pubblicazione sul quotidiano inglese The Sun nel 1985, Papa Giovanni XXIII avrebbe incontrato un essere non umano nei giardini di Castel Gandolfo. Il segretario personale del Pontefice, monsignor Loris Capovilla, avrebbe mantenuto il riserbo per molti anni rispettando la volontà del Papa.

Il caso Zanfretta, il mistero che continua a dividere gli esperti

Se esiste una storia che ancora oggi divide profondamente studiosi e scettici è quella di Pier Fortunato Zanfretta, metronotte genovese che tra il 1978 e il 1981 dichiarò di avere subito una dozzina di rapimenti da parte di misteriosi esseri chiamati Dargos.

Tutto comincia nella notte del 6 dicembre 1978, mentre Zanfretta controlla alcune ville nella zona di Marzano, sulle alture di Torriglia. Da quel momento racconta incontri con creature alte circa tre metri, caratterizzate da pelle rugosa, testa triangolare e grandi occhi luminosi. Secondo il suo racconto, gli alieni lo avrebbero prelevato più volte insieme alla Fiat 127 di servizio, ritrovata ogni volta con temperature anomale, per sottoporlo a interrogatori attraverso uno strano casco che ancora oggi, sostiene, gli provoca un forte disagio solo a ricordarlo.

Il caso non si limita però alle sue dichiarazioni. Decine di abitanti della zona denunciarono ai carabinieri strani fenomeni luminosi osservati nel cielo. Gli stessi militari, secondo numerose ricostruzioni, vissero una notte particolarmente concitata durante un intervento legato alla presenza di un enorme oggetto luminoso.

Le ipnosi regressive alle quali Zanfretta si è sottoposto negli anni non hanno mai evidenziato contraddizioni significative, mentre gli specialisti che lo hanno visitato lo hanno sempre ritenuto mentalmente lucido. Per questo motivo il caso continua ancora oggi a rappresentare uno dei dossier più complessi e discussi dell’ufologia internazionale.

A quasi ottant’anni dal caso Roswell e a oltre novant’anni dal presunto incidente di Magenta, questi episodi continuano ad alimentare libri, documentari, convegni e nuove indagini. Nessuno è riuscito a dimostrare con certezza l’origine extraterrestre di quei fenomeni. Allo stesso tempo, però, nessuno è riuscito a cancellarli dalla storia dell’ufologia italiana.