Alla fine il verdetto è arrivato. E per i fan della Garbatella non è certo una buona notizia. “I Cesaroni 7” chiuderanno con una settimana d’anticipo rispetto al calendario iniziale: niente finale l’8 giugno, come previsto fino a pochi giorni fa. Mediaset ha deciso di accelerare la corsa verso i titoli di coda mandando in onda due episodi consecutivi il primo giugno, chiudendo così anzitempo il ritorno della storica fiction con Claudio Amendola.
Una scelta che racconta molto più di quanto sembri. Dietro la decisione ci sono ascolti giudicati troppo bassi rispetto alle aspettative e una programmazione che, settimana dopo settimana, ha finito per penalizzare la serie. Perché il ritorno dei Cesaroni era stato presentato come uno degli eventi televisivi dell’anno. E invece qualcosa si è inceppato.
Il boom iniziale e poi il crollo
La nostalgia, almeno all’inizio, aveva funzionato. La prima puntata aveva superato i 3 milioni di telespettatori con uno share del 22,6%, numeri che avevano fatto pensare a un clamoroso ritorno di fiamma per la famiglia più amata della Garbatella. Poi però il pubblico ha iniziato lentamente a sparire.
Settimana dopo settimana gli ascolti sono scesi, fino a toccare il 13%. Un calo pesante per una fiction di punta di Canale 5, soprattutto considerando l’investimento fatto da Mediaset sul ritorno di Claudio Amendola, protagonista storico ma anche regista di questa nuova stagione.
L’orario impossibile
Uno dei problemi principali sarebbe stato proprio l’orario. “I Cesaroni” hanno spesso iniziato dopo le 22, trascinati da una prima serata sempre più lunga. Colpa anche del successo de “La ruota della fortuna”, che continua a occupare una fascia larghissima del prime time di Canale 5.
Risultato: milioni di spettatori costretti a scegliere se restare svegli fino a tardi oppure rimandare la visione. E in un’Italia che lavora e va a letto sempre prima durante la settimana, la fiction ha finito per pagare il conto.
Il pubblico è cambiato
C’è poi un altro tema che a Mediaset conoscono benissimo: sono passati dodici anni dall’ultima stagione. Troppi. Nel frattempo è cambiato il modo di guardare la televisione, sono esplose le piattaforme streaming e il pubblico generalista si è frammentato.
Anche alcune assenze storiche nel cast potrebbero aver pesato. “I Cesaroni” erano un equilibrio particolare di personaggi, dinamiche familiari e tormentoni. Ritrovare quella magia dopo oltre un decennio non era semplice.
Eppure Claudio Amendola, nei panni dell’oste romano burbero e ironico, ha continuato a rappresentare il cuore emotivo della serie. Il problema, forse, è che la televisione del 2026 non è più quella del 2006.
Mediaset punta ora sullo streaming
Se la tv lineare ha deluso, i numeri digitali raccontano invece una storia diversa. Su Mediaset Infinity le visualizzazioni sarebbero state molto più incoraggianti, segno che una parte del pubblico preferisce ormai guardare le serie quando vuole, senza sottostare agli orari impossibili della tv tradizionale. Ed è anche per questo che dal 15 giugno “I Cesaroni” arriveranno su Netflix. Una seconda vita che potrebbe trasformare il flop degli ascolti in un successo streaming.
Ci sarà un Cesaroni 8?
Per ora nessuno si sbilancia. Mediaset osserva, valuta e aspetta i dati delle piattaforme. Molto dipenderà proprio da come la serie performerà su Netflix e su Infinity nelle prossime settimane.
Il destino dei Cesaroni, insomma, potrebbe non essere ancora scritto. Ma una cosa appare chiara: il ritorno che doveva essere trionfale si è trasformato in un’operazione molto più complicata del previsto.







