La Rai blinda i palinsesti e scommette su De Martino: Sanremo sarà più internazionale, ma la nuova stagione cambia poco

Stefano De Martino – IPA @lacapitalenews

La Rai presenta la nuova stagione ad Ancona e sceglie uno slogan che suona come una risposta politica prima ancora che editoriale: «Rai c’è». L’amministratore delegato Giampaolo Rossi lo rivendica in una fase complicata, segnata dalle dimissioni dei membri della Commissione di Vigilanza e dalle critiche rivolte ai nuovi palinsesti, definiti da alcuni come «un segno di declino». Rossi respinge l’accusa: «Non ho molta possibilità di rispondere su questo. La risposta migliore è proprio questa presentazione. Parlare di declino di fronte a un’offerta così straordinaria è un’affermazione in cui non mi ritrovo».

La parola “straordinaria”, però, deve fare i conti con una programmazione costruita più sulla continuità che sulla rottura. La Rai blinda i propri volti, conferma i format più riconoscibili, rafforza fiction e informazione, distribuisce qualche novità e punta soprattutto su Stefano De Martino, chiamato alla prova più delicata: il Festival di Sanremo.

De Martino e il Sanremo “più internazionale”

Il nuovo Sanremo sarà il banco di prova più atteso. De Martino ironizza sulla svolta globale: «La conduzione sarà tutta in inglese, la seconda in tedesco». Poi chiarisce il senso dell’operazione: «L’idea è quella di far affacciare l’Europa e il mondo ancora di più a Sanremo. Quando lo spieghi a una persona che viene dal Latino America che per 5 sere un Paese si ferma per ascoltare le canzoni, questo è romanticissimo».

Il conduttore anticipa anche la struttura: martedì e mercoledì tutti i cantanti in gara, giovedì la serata delle cover, venerdì una “serata performance” pensata anche in chiave Eurovision. De Martino vorrebbe «meno brani in gara rispetto alle scorse edizioni, per dare un po’ più di respiro al racconto del Festival».

Sui grandi ospiti resta prudente ma non chiude: sui Måneskin parla di «riunione» più che di reunion, mentre su Vasco Rossi ammette: «A chi non piacerebbe averlo a Sanremo?». E su Amadeus sceglie il tono della continuità: «Avrà una fila intestata a lui, se tornasse in Rai non potrei che esserne felice».

Una stagione di conferme

Su Rai1 resta centrale la squadra più popolare: Antonella Clerici con È sempre mezzogiorno e The Voice nelle varie declinazioni, Milly Carlucci con Ballando con le stelle, Carlo Conti con Tale e quale, Alberto Angela con la divulgazione, Alberto Matano, Mara Venier, Francesca Fialdini e Marco Liorni.

La musica avrà un ruolo forte: Rossi annuncia che l’Italia ospiterà i Latin Grammy dopo il Festival e che la Rai sarà broadcaster ufficiale. In arrivo anche due serate evento con Sal Da Vinci, lo speciale Roma, Baby, Cremonini Live Circo Massimo e show come Suzuki Juke Box, La notte delle hit, La notte dei fiori, La notte dei serpenti e La notte della taranta.

Tra i ritorni più importanti ci sono Fiorello con La pennicanza e Roberto Benigni, protagonista il 4 ottobre di una serata speciale dedicata a San Francesco.

Informazione, talk e casi social

Sul fronte dell’approfondimento la Rai conferma Agorà con Annalisa Bruchi, Presa diretta con Riccardo Iacona e Petrolio con Duilio Giammaria. Su Rai2 debutta Patù di Roberto Inciocchi, talk di prima serata dedicato all’attualità politica, economica e sociale. Peter Gomez arriva su Rai3 con L’Elefante, mentre Roberta Bruzzone esordisce con Dentro la truffa.

Salvo Sottile prende il timone di Ore 14 al posto di Milo Infante, mentre Antonino Monteleone passa a Farwest. Il giornalista è stato di recente al centro di polemiche per un post su Gaza. Rossi affronta il tema dei social con cautela: «Tutti i dipendenti e collaboratori sono tenuti al rispetto del codice etico. Ci sono diversi casi, quello di Monteleone, prima quello di Ranucci. Sono casi in cui i giornalisti usano i propri social per esprimere opinioni personali. Quello che possiamo fare è chiedere senso di responsabilità e misura. Non ho mai accettato un ruolo censorio perché la libertà di espressione nei limiti della legge è un valore enorme, ma entra in gioco la responsabilità dei singoli».

Restano anche Bruno Vespa con Cinque minuti e Porta a porta, Sigfrido Ranucci con Report, Lo stato delle cose, Indovina chi viene a cena, Amore criminale, Sopravvissute, In mezz’ora, XXI Secolo e Il cavallo e la torre. Rossi sottolinea che le ore di inchiesta sono aumentate: dalle 400 del 2023 alle quasi 700 del 2025.

Fiction e ritorni possibili

La fiction resta una delle colonne della strategia Rai nella sfida con Mediaset. La nuova stagione punterà su titoli forti e riconoscibili: Doc 4, I casi di Teresa Battaglia con Elena Sofia Ricci, La famiglia Panini, La promessa di Patrizio, la storia del pugile Oliva, 177 giorni – Il rapimento di Farouk Kassam e il racconto del giudice Rosario Livatino firmato da Michele Placido.

Su Rai2 restano Bellamà di Pierluigi Diaco, Belve di Francesca Fagnani, La porta magica con Andrea Delogu ed Elettra Lamborghini a Boss in incognito. In autunno Elenoire Casalegno debutta con Formidabile, mentre a dicembre Vittorio Brumotti condurrà Ultima chiamata. Rai3 conserva una certezza: Splendida cornice con Geppi Cucciari.

Sul possibile ritorno di Amadeus, Rossi ammorbidisce la posizione rispetto al passato: «L’eventuale ritorno di Amadeus è legato a un’idea editoriale e se ne potrà discutere con tranquillità. Rifiuto l’idea che la Rai sia un’azienda chiusa». Più secca la risposta su Barbara D’Urso, indicata da molte voci come possibile giudice a Ballando con le stelle: «Non è presente nei palinsesti. Non si può escludere che qualche contatto ci sia, ma francamente non lo so. Col “si vocifera”, si costruiscono le montagne, a volte».

La nuova Rai, dunque, sceglie la sicurezza. Poche rivoluzioni, molti ritorni, una forte centralità della fiction, un’informazione presidiata e il grande investimento simbolico su De Martino. Il vero cambiamento, se arriverà, passerà da Sanremo. Perché è lì che il servizio pubblico proverà a dimostrare se la formula della continuità può ancora diventare evento nazionale.