Caso Epstein: l’accusa di cannibalismo contro Leonardo DiCaprio nata nella galassia di siti complottisti

Leonardo Di Caprio @lacapitalenews.it

Sui social circola una falsa notizia che accusa Leonardo DiCaprio di aver mangiato carne umana proveniente da bambini. La bufala risale al 20 febbraio 2026, quando il portale The People’s Voice, noto per la diffusione di notizie false, pubblicò un articolo sulle presunte rivelazioni contenute nei file Epstein.

La ricostruzione non trova riscontro nei documenti ufficiali. Il nome dell’attore compare soltanto in menzioni indirette di terze parti e in comunicazioni relative a inviti per anteprime cinematografiche. Nessun documento lo accusa di cannibalismo o di altre condotte illecite.

La teoria del complotto contro DiCaprio

I post che circolano sui social attribuiscono ai documenti del caso Epstein presunte rivelazioni su rituali cannibali e pratiche criminali coinvolgenti esponenti dell’élite internazionale.

La narrazione sostiene che Jeffrey Epstein avrebbe chiesto un bambino a Lapo Elkann e che Leonardo DiCaprio avrebbe consumato 30 chilogrammi di carne umana. I contenuti chiamano in causa anche Woody Allen, Hillary Clinton e altri personaggi pubblici, presentando le presunte accuse come fatti documentati.

I post citano inoltre presunte comunicazioni in codice e materiali investigativi dell’FBI, ma non presentano prove che dimostrino le accuse rivolte all’attore.

Nessuna prova nei documenti ufficiali

Il nome di DiCaprio compare effettivamente negli archivi del caso Epstein, ma soltanto in comunicazioni di terze parti e riferimenti indiretti. Un esempio è il documento EFTA00821172, disponibile sul sito del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Il file contiene un messaggio inviato da Epstein, che chiedeva se DiCaprio fosse interessato a cenare con Woody Allen. Non si tratta di una comunicazione scritta dall’attore, né di una prova di un suo coinvolgimento in attività illecite.

Un altro riferimento compare in un verbale dell’FBI del 2020, contenuto nel documento EFTA01246874. In questo caso, una dichiarazione riferisce che Epstein citava il nome dell’attore per vantare i propri contatti nel mondo dello spettacolo.

Nessun documento mostra messaggi scritti direttamente da DiCaprio che descrivano pasti cannibali o altre condotte criminali. Le menzioni presenti negli archivi non dimostrano un suo coinvolgimento nei reati contestati a Epstein.

La presenza di un nome in un documento giudiziario o investigativo, infatti, non implica automaticamente un’accusa o una responsabilità penale.

Come è nata la bufala sui social

Non esiste alcun riscontro nei file del caso Epstein che colleghi Leonardo DiCaprio a pratiche di cannibalismo o a reti pedofile.

La falsa notizia nasce dall’assemblaggio di riferimenti indiretti e comunicazioni prive di contenuti incriminanti. Siti scandalistici e disinformatori hanno trasformato queste menzioni in una teoria del complotto, presentandola come una verità documentata.

I documenti ufficiali non confermano le accuse contro l’attore. La ricostruzione che circola sui social è quindi priva di fondamento.