Un video girato di nascosto sotto la gonna di una donna, cento euro pagati a un’amica per ottenere tre fotografie intime e una serie di appunti su sogni di stupri e omicidi. È quanto emerge, secondo le ricostruzioni giornalistiche, dalle analisi dei dispositivi elettronici e delle agende che gli investigatori hanno sequestrato ad Andrea Sempio, il 38enne al centro della nuova inchiesta della Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007.
Il materiale comprende smartphone, pendrive e alcune agende Moleskine nelle quali Sempio avrebbe annotato fantasie, esperienze personali e sogni dal contenuto particolarmente violento. Gli investigatori hanno inserito questi elementi negli atti dell’indagine, ricostruendo aspetti della vita privata dell’uomo, amico di gioventù di Marco Poggi, fratello minore della vittima.
Il video sotto la gonna e le fotografie intime pagate 100 euro
Tra i contenuti che gli investigatori avrebbero individuato nei dispositivi di Sempio compare un filmato realizzato di nascosto sotto la gonna di una donna, all’interno del negozio di telefonia nel quale il 38enne lavorava.
Un altro elemento riguarda il presunto pagamento di 100 euro a un’amica in cambio di tre fotografie intime. Due episodi distinti che gli inquirenti hanno esaminato nell’ambito dell’analisi del materiale digitale sequestrato.
Le informazioni contenute negli atti non chiariscono quale collegamento concreto questi comportamenti possano avere con l’omicidio di Chiara Poggi. La loro presenza nel fascicolo investigativo documenta comunque l’interesse degli inquirenti per le abitudini e la sfera privata dell’indagato.
Le agende Moleskine e i sogni di stupri e accoltellamenti
Ancora più inquietanti risultano alcuni passaggi delle agende Moleskine relative agli anni 2019, 2020 e 2021. Nei documenti dell’inchiesta, i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano riportano il contenuto di diversi appunti nei quali Sempio avrebbe descritto sogni caratterizzati da aggressioni sessuali e violenze estreme.
I militari sintetizzano uno dei passaggi con la frase “Sogna che accoltella delle persone”.
In un’annotazione del 18 ottobre 2020, Sempio avrebbe raccontato un sogno nel quale una donna bionda lo colpisce con un taser, prima che lui reagisca con estrema violenza. Gli investigatori riportano: “sogna una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso e le apre la faccia”.
Un altro appunto, datato 3 gennaio, contiene il riferimento “sogna che accoltella”, mentre quello del 6 giugno riporta “sogna che stupra” una ragazza, identificata negli scritti attraverso un nome di battesimo.
Si tratta di racconti di sogni annotati dall’indagato, non di descrizioni di episodi criminali effettivamente commessi. Gli investigatori li hanno comunque acquisiti tra i materiali che esaminano per ricostruire il suo profilo personale.
«Ho commesso cose brutte»: gli appunti sulla propria vita
Le agende contengono anche riflessioni autobiografiche che risalgono al periodo compreso tra il 2018 e il 2019.
In uno degli appunti Sempio scrive: “Ho passato cose che altri non hanno vissuto né mai vivranno”.
In un altro passaggio descrive la propria storia personale con parole particolarmente amare: “nato in una famiglia medio-povera. Pochi amici e difficoltà ad integrarsi. Insicurezza, autolesionismo, commesso cose brutte. Paura, poca esperienza sessuale. Dolore”.
La frase “commesso cose brutte” compare dunque all’interno di una riflessione più ampia sulle difficoltà personali, senza indicazioni specifiche che consentano di attribuirle un riferimento all’omicidio di Garlasco.
Il materiale sequestrato nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi
Il contenuto degli smartphone e delle agende aggiunge nuovi elementi alla documentazione che la Procura di Pavia sta esaminando nell’indagine su Andrea Sempio.
Gli appunti risalgono a molti anni dopo il delitto del 2007, mentre le informazioni sul video e sulle fotografie intime riguardano episodi distinti dalla vicenda giudiziaria principale.
Il lavoro degli investigatori punta a ricostruire le abitudini, le relazioni e i comportamenti dell’indagato attraverso i materiali che hanno acquisito. Resta però da stabilire quale rilevanza probatoria possano assumere questi contenuti rispetto all’uccisione di Chiara Poggi.







